Corruzione a 5 Stelle. Marcello De Vito come Mario Chiesa, quando vuoterà il sacco usciranno altri nomi illustri. Indagato anche l’assessore grillino Frongia

Un’ora dopo l’arresto del presidente del consiglio comunale grillino Marcello De Vito, Luigi Di Maio l’ha espulso dal Movimento 5 Stelle prendendone le distanze. Solo chi non conosce la macchina amministrativa (oltre ai soliti tifosi politici) non ha capito che il ruolo di De Vito in qualità di Presidente del Consiglio comunale è istituzionale e pertanto non può avere agito da solo visto che non ha potere su appalti. Infatti poco fa è stato indagato anche l’assessore allo sport grillino Frongia. Marcello De Vito ricorda Mario Chiesa, il socialista che il 17 febbraio 1992 venne arrestato, Bettino Craxi lo bollò come “un mariuolo” poi Chiesa, sentendosi scaricato, fece altri nomi di colleghi di partito e di altre formazioni politiche, dando il via ad una serie di arresti, delazioni, inchieste. mario chiesaScoppiò Tangentopoli. Gli italiani condannarono un sistema marcio che coinvolgeva tutti i partiti (anche se una parte venne risparmiata), crollò la prima Repubblica e si passò alla seconda. Rispetto alla prima Repubblica, che pur con un sistema degenerato, aveva fatto dell’Italia la quinta potenza mondiale, la seconda Repubblica ha fatto sprofondare il Paese in una crisi economica e morale senza precedenti nella storia (come aveva previsto lo stesso Bettino Craxi), la corruzione invece di diminuire è aumentata. Anni dopo la sinistra (che dava lezioni di moralità e che non fu quasi mai toccata dalle inchieste di Tangentopoli) fu coinvolta in altrettanti scandali, ma trascorsero anni prima che ciò venisse a galla. Nelle inchieste di corruzione della seconda Repubblica finirono persone come Belsito, Piergianni Prosperini, esponenti della sinistra, della Lega e di altri partiti della seconda Repubblica che lanciarono le monetine a Craxi inneggiando all’onestà.
Da qualche anno i grillini si sono eretti a campioni dell’onestà, “onestà, onestà” era il loro motto. Non appena giunti al potere dopo avere rinnegato tutti i principi originari sono stati coinvolti in casi giudiziari (il caso De Vito non è il primo e non sarà l’ultimo). Lo stesso De Vito, che non può avere agito da solo, inneggiava all’onestà e tuonava contro Alemanno e Marino. “Chi va al mulino si infarina” dice un vecchio adagio popolare, “attenzione a fare i puri, c’è sempre qualcuno più puro che ti epura” diceva il vecchio Pietro Nenni. Presentando De Vito come “caso isolato” e prendendone le distanze, Luigi Di Maio ha commesso l’errore che fece Bettino Craxi scaricando il “mariuolo” Mario Chiesa. Vi è però da riconoscere l’abissale differenza fra i socialisti e i pentastellati. Bettino Craxi con molto coraggio alla Camera dei Deputati fece un discorso spiegando il sistema di finanziamento illecito dei partiti che coinvolgeva tutti i partiti, nessuno escluso. Di Maio continua a proclamare l’onestà del Movimento 5 Stelle… Inoltre i socialisti e gli altri partiti della prima Repubblica resero grande la nazione, cosa che non si può dire dei partiti e movimenti politici arrivati dopo. In merito ai grillini il malgoverno di Roma è sotto gli occhi di tutti, ora è caduto anche il mito dell’onestà. Il caso De Vito non è certo isolato, attendiamo di sapere gli altri nomi finiti nell’inchiesta.  Nell’aprile dello scorso anno in occasione della presentazione milanese del libro di Marika Cassimatis preannunciai quel che sarebbe accaduto citando il sindacalista socialista Ferdinando Santi: “io quelli li conosco bene, non hanno mai mangiato, ora si siedono ai tavoli del governo, si abbufferanno e non si alzeranno più”.

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