Milano: il Pd vince sulla Lega, resiste Forza Italia, Movimento 5 Stelle non pervenuto

Come avevo previsto ancora una volta il voto dei milanesi è in controtendenza rispetto al resto d’Italia. Il 36% del Pd a livello cittadino fa dei dem il primo partito milanese, la Lega è seconda con il 27,42%, tiene Forza Italia (10,19%), Movimento 5 Stelle 8,53%, Più Europa supera Fratelli d’Italia, rispettivamente 5,30 contro 5,15%. Le ragioni dell’affermazione del Pd a Milano sono molteplici. Innanzitutto il capoluogo ambrosiano è da sempre città moderata, poco incline all’esteremismo e alla demagogia. Milano, come scriveva Indro Montanelli, ha sempre scelto se non il meglio il “meno peggio”. La città si è ancora una volta dimostrata riformista, il sindaco Beppe Sala, che non è iscritto al Pd, pur essendo da esso sostenuto, nel 2016 si impose grazie all’apporto di liste civiche, radicali, moderati, cattolici e anche anarchici e, al ballottaggio, qualche elettore pentastellato. Milano è la città italiana più collegata all’Europa. Milano ha risposto a Matteo Salvini e ad altri esponenti locali leghisti che guardavano al voto cittadino come “segno di sfratto per Beppe Sala”. In città ha anche tenuto Forza Italia, Berlusconi è milanese in tutto, iniziando dal cognome “il Berlusca”, infine il misero 8,53% del Movimento 5 Stelle (ancor meno di quanto preso dai pentastellati nel 2016) dimostra come la città laboriosa non ami i lazzaroni, coloro che non hanno mai lavorato in vita loro e non hanno voglia di lavorare, sfogando le proprie frustrazioni con l’odio e con la rete. Parte dell’elettorato pentastellato ha votato Lega, fra l’originale e la fotocopia, chiara la virata a destra del Movimento 5 Stelle, ha preferito l’originale. Una mano al Pd l’ha data anche Matteo Salvini: il ceto produttivo milanese non ha mai sopportato il “reddito di parassitanza” pentastellato avallato da Salvini, i lavoratori precoci si sono sentiti traditi dalle false promesse leghiste, la quota 100 annacquata è andata soprattutto a favorire il Sud. Artigiani, industriali, commercianti si sono sentiti traditi da Matteo Salvini, il lavoro non è stato incentivato. Infine il freno all’autonomia e il meridionalismo della nuova Lega salviniana ha fatto si che anche alcuni leghisti della prima ora nel segreto dell’urna non abbiano scelto il partito di Matteo Salvini.  L’indiscutibile vittoria di Matteo Salvini a livello nazionale, viene moderatamente annacquata da una sonora sconfitta nella sua Milano.
Con tali risultati il sindaco Beppe Sala, se si ripresenterà alle elezioni del 2021, non deve dormire sugli allori. Un Pd solitario non è autosufficiente, occorre, come già accaduto nel 2016, unire a forze civiche (ottimo il risultato, anch’esso controtendenza rispetto al resto d’Italia, di Più Europa e ottima la performance di alcuni candidati civici). In Italia risultati certamente diversi, altro discorso, la cosa certa è che il Pd del neosegretario Zingaretti deve (ha cercato di farlo ma non ci è riuscito a livello nazionale non avendone avuto il tempo) cercare di essere inclusivo.

 

“Ma Milan dis e Milan fa” penso di conoscere abbastanza bene la città dove sono nato, dove spero di morire, la città dove ho sempre vissuto. A Milano e alla sua storia amministrativa ho dedicato un libro (fra un anno uscirà un aggiornamento), ho conosciuto personalmente tutti i sindaci della città da Aldo Aniasi a Beppe Sala. Ho sempre vissuto nelle scuole di Milano da  quando avevo tre anni ininterrottamente, prima come studente e poi come docente.

Ammetto che il mio tentativo di dar vita, nel 2016, ad una lista civica di soli cittadini contro tutti non fu un successo, mi sono consolato magra consolazione) di avere ricevuto i complimenti dai miei avversari, non è da tutti, senza partiti o movimenti politici alle spalle, dare vita ad una lista con 48 candidati in consiglio comunale e 270 nei municipi.  Io non sono nessuno però ci sono ancora i matti che, neofiti, pensano di candidarsi sindaco di Milano. Come scriveva Alessandro Manzoni: “vai povero untorella non sarai tu a fare la rivoluzione a Milano”.

La puntata con Giovanni Del Bene, responsabile progetto Scuole Aperte del Comune di Milano sarà replicata mercoledì 29 maggio alle ore 17,30 su Radio Blu Italia, per ascoltarci cliccate

http://www.radiobluitalia.net

 

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