Nel Movimento 5 Stelle, dopo la debacle, è caos totale. Chi invita Di Maio a parlare con Zingaretti, chi invece continua a sostenere il governo con Salvini, magari aperto anche a Giorgia Meloni

Sconfitto ovunque questa volta Vito Crimi (un cretino ma fedele) non può nemmeno giustificarsi. In occasione di un’altra debacle elettorale pentastellata Crimi esultò per avere vinto in quel di Ponteramica (Bergamo) unico Comune d’Italia nel quale i pentastellati avevano vinto. Questa volta sono stati sconfitti ovunque, cosa potrà dire Crimi? Suggerisco a Crimi di annunciare enfaticamente: “andiamo al ballottaggio a Campobasso, grande vittoria…”
Sono tantissime le ragioni della debacle pentastellata. In diverse occasioni le abbiamo spiegate. Il tradimento nei confronti del mondo della scuola (puntate con i diplomati magistrali), l’essere stato il “servo sciocco” della Lega, l’avere rinnegato tutti i principi originari del Movimento. Quella dei 5 Stelle è una parabola discendente, una “rivoluzione tradita”, come avevamo anticipato ricorda La fattoria degli animali di George Orwell. Dovevano aprire il Parlamento come una scatoletta di tonno, invece hanno fallito, sono arrivati al potere, non hanno combinato alcunchè, fuorchè spartirsi posti di potere e distribuire consulenze unitamente agli “amici leghisti”.
A parte alcuni fanatici, un tempo fanatici sinistrorsi o berlusconiani, che usano ora il loro fanatismo tifando per i pentastellati, gli elettori che in buona fede avevano votato Movimento 5 Stelle si sono accorti dell’inganno.
Da indiscrezioni pare che nel corso di una riunione fiume fra i pentastellati qualcuno abbia invitato Di Maio ad iniziare un dialogo con Zingaretti. Impossibile visto che, parole di settimana scorsa dello stesso Di Maio, “Zingaretti è peggio di Renzi”. A Gigino conviene stare con l’amico Salvini e compensare eventuali deputati o senatori grillini che passeranno all’opposizone (se ci saranno, ormai vivono di politica e con una totale sottomissione ai vertici) con l’ingresso nel governo di Giorgia Meloni. Di Maio pertanto dovrà regolarsi sulle richieste salviniane: autonomia regionale, regionalizzazione dell’istruzione, abolizione del reato di abuso d’ufficio, Tav, flat tax, abolizione dell’inviso reddito di cittadinanza. Grazie al voto di estremisti già sinistrorsi/di pietristi ora fanatici estremisti pentastellati i 5 Stelle sono riusciti a creare un ottimo centro destra (sono sempre l’ala moderata di Salvini) sostituendo Silvio Berlusconi. Di Maio e i pentastellati sono riusciti laddove non era riuscito il Cavaliere, cioè creare una maggioranza di destra. Qualche oppositore, forse esagerando, ha commentato che era dal 1960, anno del governo Tambroni, che in Italia non c’era un governo così a destra come quello Di Maio/Salvini, Conte? Non pervenuto…

Come con Pardo Fornaciari con la satira in radio abbiamo spesso anticipato la realtà.

L’angolo della scuola è in onda ogni lunedì alle ore 17,30 su Radio Free, replica nei giorni successivi sulle altre emittenti del circuito.

LE RADIO CHE MANDANO IN ONDA L’ANGOLO DELLA SCUOLA

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