E’ morto Antonello Falqui

E’ morto il padre del varietà televisivo italiano, l’annuncio della sua morte rispecchia il modo in cui ha vissuto, con ironia e leggerezza. Antonello Falqui se n’è andato a pochi giorni dal suo 94esimo compleanno, dopo aver scritto la storia del nostro Paese. “Sono partito per un lungo, lungo viaggio” Con queste parole postate sui suoi profili Facebook e twitter è stata annunciata la sua morte

Per ricordarlo ripropongo una vecchia scheda biografica e una vecchia intervista, ho già dato disposizioni per recuperare la puntata della trasmissione radiofonica L’angolo della scuola con Antonello Falqui. Dopo la morte di Elda Lanza (la prima presentatrice della televisione italiana scomparsa domenica scorsa) la tv perde un altro dei suoi pionieri.

LA SCHEDA BIOGRAFICA
a cura di Massimo Emanuelli

antonello falqui.pngRipercorriamo la carriera di un maestro indiscusso della regia televisiva, che ha fatto della passione per il varietà la sua professione. Antonello Falqui è stato l’autore di spettacoli come Studio Uno, Canzonissima e Milleluci, a tutt’oggi ineguagliati. Falqui è un maestro indiscusso che sembra non avere lasciato eredi.
Antonello Falqui è nato a Roma il 6 novembre 1925 figlio del critico letterario Enrico che scriveva per quotidiano romano Il Tempo (“da lui ho ereditato il rigore, la precisione”) e di Alberta “una donna di casa dalla quale ho imparato l’amore”. Antonello si iscrive all’Università, facoltà di giurisprudenza, senza portare a compiti gli studi, poichè manifesta un grande interesse per il cinema. Dal 1947 al 1949 frequenta il Centro Sperimentale di Cinematografia diretto da Luigi Chiarini, insegnante di storia del cinema è Mario Verdone (padre del futuro regista Carlo), il Centro è per Antonello un’esperienza fondamentale: avevo capito durante il corso di regia, che l’immagine cinematografica apriva un campo vastissimo di possibilità espressive”. Nel frattempo Antonello si esercita anche nella militanza critica (scrive per Sipario, Schermi, Gazzetta del Popolo, Avanti!, Milano Sera e per altri giornali articoli di argomento cinematografico). Interrompe il Centro Sperimentale per dedicarsi alla sua prima esperienza di aiuto-regia nell’unico film dello scrittore Curzio Malaparte (Cristo Proibito) girato nel 1950. Falqui, che ancora non ha completato il corso regia è affascinato dalla proposta dello scrittore-regista che gli consente di realizzare finalmente le esperienze di teorie appena acquisite. Dopo quel primo film lavora come aiuto-regia accanto ad Anton Giulio Majano, Camillo Mastrocinque e Mario Soldati. Successivamente affronta la regia di alcuni documentari (esordisce con Il fiume nero) e nel 1952 realizza per la televisione, ancora in fase sperimentale, alcuni programmi nella sede di Milano. Si segnala per il documentario Vita e conclave: Pio XII, che per il giovane regista costituisce la precisa presa di coscienza del mezzo televisivo. Il romano Falqui nel 1953 si trasferisce a Milano, sarà una breve parentesi poi dopo un anno rientrerà nella capitale, per fare partire la tv sperimentale, nel 1953 realizza la regia di Arrivi e partenze, programma presentato da Mike Bongiorno e poi da Armando Pizzo (allorquando Mike iniziò a condurre Lascia o raddoppia) si trattava di una serie di incontri con personaggi famosi che arrivavano o partivano da Milano o da Roma, che dal 1954 sarà realizzato interamente a Roma, pertanto Antonello rientra definitivamente nella capitale. Romano di Roma, anche se il suo cognome è di origine sarda, salvo la fugace esperienza milanese la sua vita professionale e privata ‘ha passata nella capitale. Nel 1955 dirige Roma sconosciuta e Otto volante, una specie di caccia al tesoro con Flora Lillo, Enrico Luzzi e Galeazzo Benti, nel 1956, nel 1957 Confidenze di Teddy Reno (12 puntate) e Marina piccola con Teddy Reno (12 puntate).
Il primo vero successo arriva con Il Musichiere (1958-1960) oltre 100 puntate, autori Garinei e Giovannini, conduttore Mario Riva, che ne è l’animatore e che diventa un personaggio nazionale, Falqui comincia così a realizzare appieno alcuni aspetti della sua concezione dello spettacolo leggero. “Il Musichiere – afferma lo stesso Falqui – è stato un po’ la riprova delle capacità che ha la televisione di rendere collettivi certi fenomeni. In questo senso era interessante scoprire la dimensione “discreta e domestica” del piccolo schermo, che, senza violare l’intimità della famiglia, introduce nella società nuovi modelli di partecipazione alla comunità. E poi l’italiano rimaneva appagato nel suo “bisogno musicale” che, ironicamente, era espresso nelle forme avvincenti della gara”. Falqui aveva perfettamente capito certe peculiarità dello spettacolo musicale e, non a caso, inizia a dirigere anche Canzonissima, edizione 1958-59 con 1958-59 con Renato Tagliani, Ugo Tognazzi e Walter Chiari (13 puntate) ed edizione 1959/60 con Delia Scala, Nino Manfredi e Paolo Panelli, che sono rimaste poi modelli fondamentali per le successive trasmissioni legate alla lotteria di Capodanno.
antonello falqui fotoFalqui non ama entrare nei dettagli del suo lavoro quando ne parla: una ritrosia che sfiora la scontrosità e un geloso riserbo lo allontana da ogni cosa realizzata. Quello che più colpisce in lui è l’apparente distacco con cui ripercorre il significato di certe esperienze.: “Io credo – afferma – che occorre ricominciare sempre daccapo, studiare, prima di ogni realizzazione, le linee di un programma. La mia maggiore aspirazione è fare bene, molto bene, la rivista televisiva. E’ un genere in cui credo e, pur non facendomi eccessive illusioni estetiche, lo considero un veicolo di interessanti forme espressive per il quale bisogna lavorare con molta intelligenza”.
Nel 1960 Falqui dirige seconda edizione di Buone vacanze con Gorni Kramer, Alice ed Ellen Kessler, Henry Salvador, Quartetto Cetra e le Bluebelle Girl del Lido di Parigi (12 puntate), Bis – Un anno di spettacoli televisivi, Idillio villereccio di George Bernard Shaw con Franca Valeri e Vittorio Caprioli, La regina ed io con Franca Valeri e Nilla Pizzi (1960) allestisce Idilio villereccio di George Bernard Shaw con Vittorio Caprioli, Viaggio a Parigi di Massimo D’Ursi con Gianrico Tedeschi, Paolo Ferrari, Alberto Bonucci e Maria Grazia Francia. Nel 1961 Falqui è regista della commedia Felicita Colombo di Giuseppe Adami con Franca Valeri, Gino Bramieri, Gabriele Antonini e Ottavia Piccolo, e di altri varietà come Giardino d’inverno con le Gemelle Kessler e il Quartetto Cetra ed Eva ed io con Gianrico Tedeschi, Bice Valori, Gloria Paul e Lina Volonghi (8 puntate).
Dopo un viaggio negli Stati Uniti d’America Falqui concepisce e realizza una nuova forma di rivista televisiva, ancora oggi ineguagliata. E’ la formula di Studio Uno che, abbandonati i luoghi comuni della rivista tradizionale, si propone in una chiave squisitamente televisiva. Lo spettacolo è accolto con grande favore: il pubblico italiano scopre Mina, il personaggio più caro al regista. L’incontro con Mina con la quale avrà anche una storia d’amore) cambia la vita a Falqui: “In quel momento sì, fu una bella storia Mina era una donna curiosa, affascinante, oggi un ricordo importantissimo della mia vita. Ritengo abbia fatto bene a ritirarsi dalle scene un po’ come Greta Garbo. Mina odiava tutto ciò che concerne l’apparato di uno studio televisivo, le diete forzate, il trucco, persino il pubblico. Non ci sentiamo più da anni. In fondo siamo due timidi e forse non sapremmo cosa dirci”. La prima edizione di Studio Uno va in onda nel 1961 con Mina, Mac Rooney, Alice ed Ellen Kessler, Marcel Amont, Quartetto Cetra, Renata Mauro ed Emilio Pericoli (12 puntate) ne seguiranno altre tutte fortunate, nella successiva accanto a Mina ci sono Mickey Roney, le Gemelle Kessler, Marcel Aumont, il Quartetto Cetra, Walter Chiari e Rita Pavone, nel 1963 i mattatori sono Zizi Jeanmaire, Rita Pavone, Alice ed Ellen Kessler e il Quartetto Cetra (12 puntate).
Nel 1964 Falqui firma 8 commedie musicali in Biblioteca di Studio Uno dei Cetra: Odissea, I tre moschettieri, Via col vento – La storia di Rossella ‘O Hara, Il dottor Jekyll e Mister Hyde, Il fornaretto di Venezia, La primula, Grand’Hotel. Ancora nel 1964 dirige Teatro 10 con Lelio Luttazzi, (6 puntate), nel 1965 Studio Uno con Mina, Lelio Luttazzi, Milly, Luciano Salce, Paolo Panelli, Alice ed Ellen Kessler e Quartetto Cetra (12 puntate) e Stasera Rita con Rita Pavone e Pick up con Walter Chiari, Nel 1966 nuova edizione di Studio Uno con Rita Pavone, Ornella Vanoni, Mina, Enrico Maria Salerno (20 puntate), nel 1967 è la volta di Stasera giochiamo con Rita con Rita Pavone, e Sabato sera con Mina, Lola Falana e un partner maschile per serata (10 puntate).
Nel 1968 Falqui mette in scena le commedie musicali La vedova allegra e Addio giovinezza!. La vedova allegra di Franz Lehar con Jonny Dorelli, Chaterine Spaak. Aldo Fabrizi e Bice Valori, mentre Addio giovinezza! di Sandro Camasio e Nino Oxilia, è alla sua terza versione televisiva (dopo quelle di Vito Molinari del 1959 e di Guglielmo Morandi del 1962) con Nino Castelnuovo, Gigliola Cinquetti e Ornella Vanoni,
Nel 1968-69 dirige per la terza volta Canzonissima l’edizione è presentata da Mina, Walter Chiari e Paolo Panelli (13 puntate). Nel 1969 Falqui cura alcuni special dedicati a cantanti ed attori: Stasera… (Patty Pravo, Gianni Morandi, Gina Lollobrigida, Adriano Celentano e Gino Bramieri). Nel 1969-70 parte una nuova edizione di Canzonissima (la quarta) con Jonny Dorelli, Alice ed Ellen Kessler e Raimondo Vianello (13 puntate). Seguono Speciale per noi con Aldo Fabrizi, Paolo Panelli, Bice Valori e Ave Ninchi (1971, 8 puntate), Teatro 10 con Alberto Lupo (7 puntate).
Falqui è anche autore e regista radiofonico: nelle stagioni 1971 e 1972 infatti propone Formula 1 con Paolo Viilaggio, Luciano Salce e Alberto Sordi (60 puntate). Gli spettacoli televisivi del 1972 sono: Speciale per noi con Paolo Panelli, Bice Valori, Ave Ninchi e Aldo Fabrizi; Sai che ti dico? con Raimondo Vianello, Sandra Mondaini, Iva Zanicchi, Minnie Minoprio e la partecipazione di Gilbert Becaud e Teatro 10 edizione condotta da Alberto Lupo con ospite fisso Mina, mitica la sigla Parole parole, e Una serata con Vittorio Caprioli. Nel 1973 è la volta di Dove sta Zazà con Gabriella Ferri, Pippo Franco, Pino Caruso (4 puntate), Una serata con Carla Fracci e L’appuntamento con Ornella Vanoni e Walter Chiari (4 puntate). Nel 1974 Milleluci con Mina e Raffaella Carrà (8 puntate), cui seguiranno, nel 1975, Fatti e fattacci con Gigi Proietti e Ornella Vanoni, Mazzabubù con Gabriella Ferri, Pippo Franco, Enrico Montesano, Oreste Lionello e Gianfranco D’Angelo e Giandomenico Fracchia (1975) con Paolo Villaggio, Ombretta Colli, Gianni Agus, Gigi Reder e Daniele Formica. Lo spettacolo del 1977 è Bambole non c’è una lira con Gianni Agus, Loredana Bertè, Isabella Biagini, Cristian De Sica, Pippo Franco, Leopoldo Mastelloni, Tino Scotti, Gianrico Tedeschi e Gianni Agus, nel 1978 Il ribaltone con Pippo Franco, Loretta Goggi e Daniela Goggi, nel 1979 è la volta di Due come noi condotto da Pino Caruso e Ornella Vanoni (4 puntate).
Falqui è attivissimo anche nel nuovo decennio che inizia con Studio 80 con Christian De Sica, Leopoldo Mastelloni e Nadia Cassini (7 puntate nel 1980), Giochiamo al varietà speciali sull’avanspettacolo di Roma, Milano, Napoli e Palermo (4 puntate, 1980), Palcoscenico con Milva e Oreste Lionello (4 puntate), Applause di Adolph Green e Betty Comden con Rossella Falck e Ivana Monti (1981), A come Alice con Claudia Vegliante e Carlo Verdone, ospiti delle puntate: Rita Pavone, Renato Rascel, Paolo Bertoluzzi, Renato Carosone, Alice ed Ellen Kessler e i ragazzi del laboratorio di Gigi Proietti (6 puntate), Attore amore mio con Gigi Proietti e i ragazzi del laboratorio (4 puntate). Nel 1983 è la volta di Al paradise con Milva, Oreste Lionello, Heather Parisi, Lara Orfei e il gruppo “La zavorra” Il successo viene bissato nel 1984: altre 18 puntate di Al paradise con Milva, Oreste Lionello, Bonnie Bianco, Nicolas Broghers, Sara Carlson, Mariangela Melato, Gerry Lewis, Maurizio Micheli e Franca D’Amato, nel 1985 undici puntate della terza edizione di Al paradise con Vivian Reed, Oreste Lionello, Quartetto Cetra, Antonello Fassari, Emanuela Giordano, Massimo Wertmuller e Arturo Brachetti. Nel 1986 è la volta di Un altro varietà con Daniele Formica, Marina Confalone, Sergio Rubini, Rodolfo Laganà, Paola Tiziana Cruciani, Emanuela Giordano e Franca D’Amato (8 puntate), seguono Cinema, che follia! con Christian De Sica, Maurizio Micheli, Daniele Formica, Iris Peynado, Bruno Maccallini, Sergio Rubini, Alessandra Martines, Rodolfo Laganà, Paola Tiziana Cruciani e Massimo Wertmuller (12 puntate) nel 1988, e, nel, 1989, Notte di luna caprese – Concerto di Peppino Di Capri. Nel 1990 dirige Concerto di Luciano Pavarotti al Palatrussardi di Milano in onore dei partecipanti alla XIV edizione della Coppa del Mondo di Calcio per l’apertura dei Mondiali di calcio in Italia, e Il gioco dell’eroe – Balletto del Bolscioj al Circo Massimo di Roma presentato da Vittorio Gassman. Sempre nel 1990 Falqui firma la regia televisiva di Telethon è questo il suo ultimo lavoro, Falqui infatti decide di abbandonare il piccolo schermo e di tenere sporadicamente qualche lezioni di regia televisiva.
Falqui abbandona il piccolo schermo dedicandosi sporadicamente all’insegnamento della regia televisiva in lezioni tenute all’Accademia di Belle Arti di Macerata e presso la società di produzione televisiva e distribuzione di format Einstein Multimedia. Di lui Aldo Grasso ha scritto: “Falqui rappresenta l’espressione più alta del varietà televisivo classico: l’eleganza formale, gli ampi e maestosi movimenti di macchina, le scenografie liberty costituiscono il timbro inconfondibile delle sue regie. La sua concezione della tv è ben sintetizzata in questa dichiarazione: odio tutto ciò che è casuale, fortuitamente lasciato agli eventi, fuori dall’orbita del pensiero. Accanto all’esigenza di accontentare il pubblico nei suoi desideri ci deve essere anche una volontà di stimolo al buon gusto, al minimo di senso critico” praticamente il contrario della tv attuale.”
Antonello Falqui ha lavorato con tutti i grandi dello spettacolo italiano. Attori, cantanti, ballerini e conduttori: Adamo, Gianni Agus, Albano, Manfredi Aliquò, Paul Anka, Gabriele Antonini, Maurizio Arena, Nicola Arigliano, Marcel Amont, Jimmy Bacchiocchi. Lino Banfi, Beppe Barra, Sherley Bassey, Lucio Battisti, Alfredo Bianchini. Bonnie Bianco, Riccardo Billi, Claudio Bisio, Massimo Boldi, Gianni Bonagura, Gianni Boncompagni, Marina Bonfigli, Mike Bongiorno, Alberto Bonucci, Pippo Baudo, Gilbert Bécaud. I Bee Gees, Agostina Belli, Roberto Bencivenga, Galeazzo Benti, George Ben, Senta Berger, Loredana Berté, Francesco Bettini (Gli Specchio) ,Isabella Biagini, Miguel Bosé, Barbara Bouchet, Vittorio Caprioli, Sergio Caputo, Raffaella Carrà, Sarah Carlson, Renato Carosone, Mario Carotenuto, Memmo Carotenuto, Pino Caruso, Antonio Casagrande, Arturo Brachetti, Gino Bramieri, Angelo Branduardi, Roberto Brivio (I Gufi), James Brown, Margherita Buy, Lando Buzzanca, Ernesto Calindri, Carlo Campanini, Anna Campori, Nadia Cassini, Gloria Christian, Fausto Cigliano, Gigliola Cinquetti, Corinne Cléry, Giancarlo Cobelli, Ombretta Colli, Sandra Collodel, Ennio Coltorti, Nino Castelnuovo, Adriano Celentano, Athina Cenci, Gino Cervi, Barrie Chase, Walter Chiari, Felice Chiusano (Quartetto Cetra), Caterina Caselli, Marina Confalone, Vittorio Congia, Corrado (Mantoni), Liliana Cosi, Carlo Croccolo, Xavier Cugat, Claudio Ciurlante (Gli Specchio), Paola Tiziana Cruciani, Franca D’Amato, Gianfranco D’Angelo, Laura D’Angelo, Carlo Dapporto, Wilma De Angelis, Patrizia De Blanc, Peppino De Filippo, Eduardo De Filippo, Maria Laura De Franceschi, Vinicio De Moraes, Barbara De Rossi, Carlo Delle Piane, Jula De Palma, Christian De Sica, Vittorio De Sica, Peppino Di Capri, Jonny Dorelli, Mino Doro, Giustino Durano, Gabriella Ferri, Aurelio Fierro, Nunzio Filogamo, Daniele Formica, Carla Fracci, Pippo Franco, Franco Franchi, Maria Grazia Francia, Antonio Gades, Nicky Gaida, Errol Gardner, Patrizia Garganese, Aldo Fabrizi, Valeria Fabrizi, Lola Falana, Rossella Falk, Antonello Fassari, Paolo Ferrari, Enzo Garinei, Riccardo Garrone, Emilio Garroni, Vittorio Gassman, Cesare Gelli, Tata Giacobetti (Quartetto Cetra), Giancarlo Giannini, Emanuela Giordano, Aldo Giuffré, Carlo Giuffré, Daniela Goggi, Loretta Goggi, Enzo Jannacci, Gianfranco Jannuzzo, Zizi Jeanmaire, Ertha Keat, Alice ed Ellen Kessler, Gorni Kramer, Ciccio Ingrassia, Jack La Cajenna, Abbe Lane, Rodolfo Laganà, Massimo Lanzetta, Bruno Lauzi, Licinia Lentini, Jerry Lewis, Flora Lillo, Oreste Lionello, Corrado Lojacono, Gina Lollobrigida. Patrizia Loreti, Antonella Lualdi, Angela Luce, Alberto Lupo, Lelio Luttazzi, Enrico Luzi, Erminio Macario, Bruno Maccallini, Gianni Magni (I Gufi), Nino Manfredi, Lucia Mannucci (Quartetto Cetra), Alessandra Martines, Bruno Martino, Lauretta Masiero, Leopoldo Mastelloni, Marcello Mastroianni, Renata Mauro, Gianni Meccia, Mariangela Melato, Maurizio Micheli, Milly, Sandra Milo, Milva, Mina, Minnie Minoprio, Domenico Modugno, Sandra Mondaini, Enrico Montesano, Gianni Morandi, Rina Morelli, Ugo Maria Morosi, Francesco Mulè, Silvio Noto, Nuova Compagnia di Canto Popolare, Ave Ninchi, Rudolf Nureyev, Francesco Nuti, Moira Orfei. Umberto Orsini, Wanda Osiris, Renzo Palmer, Alessandra Panelli, Paolo Panelli, Corrado Pani, Gino Paoli, Heather Parisi, Lino Patruno (I Gufi), Gloria Paul, Luciano Pavarotti, Rita Pavone, Emilio Pericoli, Gino Pernice, Iris Peynado, Bianca Maria Piccinino, Paola Pitagora, Nilla Pizzi, Claudia Poggiani, Cesare Polacco, Paolo Poli, Cochi Ponzoni, Romina Power, Renato Pozzetto, Patty Pravo, Gigi Proietti, Pino Quartullo, Alberto Rabagliati, Aldo Ralli, Giovanna Ralli, Renato Rascel, Stefano Reali, Gigi Reder, Vivian Reed, Teddy Reno, Mariano Rigillo, Mario Riva, Rocky Robert, Mac Rooney, Paolo Rossi, Paolo Rossi (Gli Specchio), Sergio Rubini, Luciano Salce, Enrico Maria Salerno, Henry Salvador, Virgilio Savona (Quartetto Cetra), Luciana Savignano, Shereen Sabet, Delia Scala, Gerardo Scala, Tino Scotti, Elena Sedlak, Sandy Show, Nancy Sinatra, Gisella Sofio, Alberto Sordi, Catherine Spaak, Grazia Maria Spina, Paolo Stoppa, Marina Suma, Nanni Svampa (I Gufi), Renato Tagliani, Nino Taranto, Gianrico Tedeschi, Giorgio Tirabassi, Achille Togliani, Ugo Tognazzi, Marilù Tolo, Toquinho, Enzo Tortora, Totò, Liana Trouchè, Enzo Turco, Ike e Tina Turner. Tony Ucci, Mario Valdemarin, Caterina Valente, Franca Valeri, Romolo Valli, Bice Valori, Ornella Vanoni, Silvio Vannucci, Claudia Vegliante, Massimo Venturiello, Carlo Verdone, Raimondo Vianello, Enrico Viarisio, Claudio Villa, Paolo Villaggio, Alvaro Vitali, Monica Vitti, Lina Volonghi, Franco Volpi, Massimo Wertmuller, Iva Zanicchi, Renato Zero, Lia Zoppelli.
Antonello Falqui ha lavorato con i più grandi autori della televisione italiana: Antonio Amurri, Mario Castellacci, Mario Castellano, Leo Chiosso, Maurizio Costanzo, Giancarlo Del Re, Pietro Garinei, Sandro Giovannini, Michele Guardì, Maurizio Jurgens, Roberto Lerici, Marcello Marchesi, Beppe Menegatti, Giuseppe Moccia (Pipolo), Gustavo Palazio, Pierfrancesco Pingitore, Guido Sacerdote, Giulio Scarnicci, Umberto Simonetta, Renzo Tarabusi, Italo Terzoli, Enrico Vaime, Dino Verde, Lina Wertmuller. Fra gli scenografi con i quali Falqui ha collaborato ricordiamo: Gaetano Castelli, Carlo Cesarini da Senigallia, Mario Chiari, Giulio Coltellacci, Mario Fiorespino, Eugenio Guglielminetti, Tullio Zitkowsky; fra i costumisti: Corrado Colabucci, Giulio Coltellacci, Folco, Silvana Pantani, Gabriella Pescucci, Enrico Rufini. E, ancora, i direttori della fotografia: Franco Ferrari; i coreografi: Jack Bunch, Jurij Grigorovic, Gino Landi, Don Lurio, Franco Miseria, Hermes Pan, Umberto Pergola, Roland Petit, Tony Ventura; musicisti e direttori d’orchestra del calibro di Buno Canfora, Gianni Ferrio, Gorni Kramer e Franco Pisano. Nel corso della sua carriera, durata dal 1952 al 1990 Falqui ha realizzato 754 trasmissioni e ha ricevuto tantissimi premi: Premo Vesuvio d’Oro (Napoli) per il miglior spettacolo televisivo dell’anno (1958), Guglia d’Oro della popolarità (Milano, 1958). Premio Simpatia (Anzio, 1960), Rosa d’Argento al Festival di Montreux del 1961 per spettacolo musicale Giardino d’inverno, Premio Maschera d’Argento assegnato dalla stampa italiana (Roma, 1962), Premio per il miglior regista alla seconda edizione del Premio Nazionale Regia Televisiva Televisiva svoltosi a Reggio Emilia (1962), premio come miglior regista alla terza edizione del Premio Nazionale Regia Televisiva (1963), Miglior regista televisivo dell’anno alla XIX edizione Premio Angelo d’Oro di Montecomatri (1964), miglior regista televisivo alla quarta edizione del Premio Nazionale Regia Televisiva (1964, Salsolmaggiore Terme), Premio Brigadan per lo spettacolo assegnato dal Sindacato Cronisti Romani (1964), Festival di Montecarlo – Primo premio per Biblioteca di Studio Uno (1964), è ancora miglior regista al Premio Nazionale Regia Televisiva (l’edizione 1964 si svolge a Salsomaggiore Terme), miglior regista televisivo al Premio Città di Trevi (prima edizione del 1964 e seconda edizione del 1965), premio Pagella Tv per lo spettacolo Stasera Rita (1966), XII Premio Campidoglio per lo spettacolo Sabato sera (1967), Miglior regista XI edizione del Premio Nazionale Regia Televisiva nella categoria musica leggera, rivista e varietà.(Salsomaggiore Terme, 1971), Rosa di Bronzo per lo speciale Una serata con Carla Fracci (1973, Festival di Montreux), Targa d’Oro come miglior regista XIII edizione del Premio Nazionale Regia Televisiva nella categoria musica leggera, rivista e varietà (Salsomaggiore Terme, 1973), -Festival di Montreux – Rosa d’Oro per lo spettacolo Fatti e fattacci (1975), Primo premio della stampa internazionale per lo spettacolo Fatti e fattacci (1975), Regista televisivo più popolare nel referendum del quotidiano l’Occhio (1981), Giardini Naxos – Miglior regista per lo spettacolo Palcoscenico XXI edizione del Premio Nazionale Regia Televisiva (1981), Festival di Montreux – Rosa d’Oro per Al Paradise (1983), Giardini Naxos – Premio “Un quarto di secolo con la tv” XXV edizione del Premio Nazionale Regia Televisiva (1985), Campione d’Italia – Premio alla carriera XLIV edizione della Maschera d’Oro – Premio Oscar Internazionale per lo spettacolo (1995), Chiaramonte Gulfi – Ulivo d’Argento alla carriera XII edizione del Premio Città di Chiaramonte Gulfi (1998), Sanremo – Oscar alla carriera in occasione della 40 edizione degli Oscar (2000).
Il 12 ottobre 2009 La storia siamo noi propone uno special dedicato ad Antonello Falqui, il 26 maggio 2011 Rai Storia propone Giochiamo al varietè. Speciale programma realizzato da Gianluigi Attorre per Rai 150, la struttura diretta da Giovanni Minoli. Un esperimento: un viaggio dietro le quinte dei grandi varietà televisivi della RAI di ieri e di oggi. Il racconto è costruito sulle parole e i racconti di due maestri dello spettacolo televisivo italiano: il grande, grandissimo Antonello Falqui e Giampiero Solari, il suo erede indiscusso.
Da oltre vent’anni, da quando si è ritirato a vita privata, Antonello Falqui è apparso raramente in pubblico, ha concesso pochissime interviste, fra le queste ricordiamo quella a Gigi Marzullo e ad Alessandro Ticozzi.
Qual è la buona televisione? «Non esiste la buona televisione, almeno non nell’intrattenimento. Oggi la trovo carente. Amo i documentari, ma non esistono più i varietà, non li sanno fare e non li possono fare perché il varietà ha bisogno di tempo per essere costruito e oggi di tempo non ne danno più. Inoltre il pubblico ha ormai il palato guastato, chi guarda il “Grande Fratello” non guarderebbe “Studio Uno”». Occorrono molti anni per diventare bambino… Lei lo è? «Sì, sono ancora oggi molto curioso e se vedo una bella donna certo che mi volto a guardarla». Cos’è l’amore? «Un feeling che si registra fra due persone, a volte anche misurandosi con il dolore». Si può vivere un amore senza il matrimonio? «Certamente. Esistono migliaia di storie d’amore mai sfociate nel matrimonio». Antonello Falqui padre… «Poco sollecito, forse poco presente». Antonello Falqui marito… «Stessa cosa. Ho avuto due donne molto comprensive nella mia vita in tutti i sensi. La prima è la madre dei miei figli. L’attuale, più giovane di me, sposata dopo la morte della mia prima moglie». Antonello Falqui regista… “Mi descrivono come un regista pignolo e burbero, forse lo sono stato. Oggi l’età mi ha addolcito molto”
Oggi Antonello Falqui è un uomo contento?
“Professionalmente sì, per quanto riguarda la mia vita privata un po’ meno, credo di averla trascurata un po’». È sempre stato un uomo libero professionalmente? «Sì, ed è anche per questo che non ho mai tradito la Rai. Ho avuto tante offerte, ma non ho mai accettato. In Rai mi hanno sempre lasciato stare. Forse anche perché non ho mai esagerato”

INTERVISTA AD ANTONELLO FALQUI di Alessandro Ticozzi

http://www.spettacolinews.it/il-padre-del-varieta-televisivo-italiano-DS0A4974.html

 

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