Il 2 novembre scioperano gli infermieri stufi di essere presi in giro da politicanti da strapazzo

Infermieri, medici, operatori sanitari, definiti eroi nella prima ondata covid non ne possono più. Aumentano i contagiati, i ricoverati in terapia intensiva e non, ovunque, picco a Milano e in Lombardia, ma anche le altre regioni non scherzano. Con grande coraggio a marzo il governo nazionale decise il lockdown totale, inimicandosi tutti, ma salvaguardando il diritto alla salute dei cittadini che viene prima di ogni cosa (articolo 32 della Costituzione italiana). Con questa scelta venne anche rispettato il lavoro dei sanitari ed eravamo usciti dall’emergenza. Il “metodo Italia” era stato poi preso a modello da tutti i Paesi del mondo, in estate eravamo usciti, addirittura l’organizzazione mondiale della sanità aveva fatto i complimenti all’Italia. Io, da sempre critico con tutti, avevo in radio espresso i miei complimenti al governo italiano. L’opposizione invece condannava le scelte folli del governo italiano che aveva costretto alla chiusura e rovinato tante persone. Leader del centro destra (eccezion fatta per Forza Italia) alimentavano polemiche e facevano comizi senza mascherina con folle plaudenti, arrivarono a dire anche che aveva ragione il prof. Zangrillo: “il covid è clinicamente morto”. E così si arrivò all’estate folle, il governo avrebbe dovuto (ma non poteva l’opposizione demagogica lo avrebbe attaccato) invitare gli italiani alla prudenza. Ma mi sono sbagliato io, non è stata l’estate ad aumentare i contagi, semmai l’atteggiamento irresponsabile di alcuni politici dell’opposizione e dei loro ultrà. Il prof. Massimo Galli invitava alla prudenza e segnalava (con me ed i miei ospiti in radio) la pericolosità delle riapertura delle scuole che, con la ripresa delle attività produttive, avrebbe portato sui mezzi pubblici docenti e studenti (circa 8.000.000 di studenti e 835.489 docenti (fonti Miur), certo non tutti prendono i mezzi pubblici ma ciò avrebbe aumentato i contagi. Per la ministra Azzolina invece non esiste alcun caso di contagi nelle scuole pubbliche italiane unico luogo sicuro al mondo. Si è arrivati alla seconda ondata e il governo è stato compatto nel difendere l’operato della ministra Azzolina, le opposizioni la attaccano demagogicamente, i contagi nelle scuole aumentano ogni giorno. La ministra Azzolina è sostenuta da alcuni sindaci di grandi città (De Magistris e Sala) ma il governatore campano Vincenzo De Luca per primo ha preso la sofferta decisione di optare per la didattica a distanza (che a marzo andava bene alla ministra Azzolina… ma che poi ha optato per i banchi a rotelle, mai arrivati….). L’esempio di De Luca è stato seguito in maniera totale dal governatore della Puglia Michele Emiliano, e, limitatamente alle scuole superiori, da altri governatori. Nelle ultime si parla di un nuovo Dpcm, quello precedente lasciava possibilità a governatori delle Regioni e ai sindaci la possibilità di misure più severe. Così hanno fatto il governatore De Luca, inimicandosi tutti ma salvaguardando la salute dei cittadini e il governatore Michele Emiliano. In Lombardia il Presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana ha optato per la didattica a distanza parziale per le scuole superiori (riducendo le persone sui mezzi pubblici ma non risolvendo totalmente il problema contagi) di parere opposto il sindaco di Milano Beppe Sala che cerca il consenso elettorale dei genitori. Il sindaco con lo slogan “Milano non si ferma” con il suo aperitivo con Zingaretti a marzo già è stato irresponsabile, salvo poi chiedere scusa. Ora va contro il governo nazionale ergendosi a paladino dei commercianti, degli sportivi, degli artigiani, degli artisti si dichiara contrario al lockdown totale per Milano e darà la colpa al governo. Sala è spalleggiato da Fontana nello scaricare eventuali colpe sul governo nazionale, anche se lunedì ha convocato tutti i sindaci lombardi per “vedere il da farsi”. Fontana ha già optato in parte con i fatti per la difesa dei commercianti ed artigiani produttivi, deliberando la didattica a distanza per gli studenti delle scuole superiori, la ministra Azzolina e pare il sindaco Sala, sono invece favorevoli alla chiusura totale ma non delle scuole. Personalmente non ho nulla contro il sindaco che mi conosce bene e io conosco lui, non vorrei mai trovarmi nei suoi panni, io non sono il sindaco di Mllano (meno male è la cosa più difficile in Italia fare il sindaco di Milano, conta più di un ministro). Io però avrei iniziato a chiudere le scuole già ai primi contagi in città. Avverto il sindaco teso, Beppe Stai sereno..-

Cosa farà il governo? A parte il senatore dem Andrea Marcucci (che ora rischia di essere estromesso dal Pd) visto che Nicola Zingaretti ha criticato fortemente le sue accuse alla ministra Azzolina, tutti sono compatti con la ministra. I sanitari, iniziano gli infermieri denunciano la pesantissima situazione degli ospedali pieni e il loro lavoro massacrante. Sanitari che ragionano da sanitari non da politici e che sono criticissimi con al destra che ha distrutto la sanità pubblica ma anche con la sinistra che difende la ministra Azzolina, e con tutti coloro che al grido “Milano non si ferma” dimostrano non solo di non salvaguardare la salute dei cittadini ma di non avere il minimo rispetto dei sanitari. Molti cittadini (non tutti) guardano solo al proprio “particulare”, al proprio interesse, e quindi c’è chi pensa a non chiudere le attività commerciali, chi a non chiudere le palestre, chi a non chiudere cinema, teatri, scuole. Non è facile fare scelta per il governo nazionale e per governatori di Regione e sindaci. Quel che è certo è che il governatore campano Vincenzo De Luca, quello pugliese Michele Emiliano e, in parte, gli altri governatori di regione, hanno per ora deciso per la didattica a distanza. Mentre si attende di sapere quali decisioni saranno prese per Milano e la Lombardia (riunione 1 novembre) e per l’Italia (comunicazioni del premier il 4 novembre) gli infermieri giustamente proclamano uno sciopero per martedì 3 novembre.

Lunedì 2 novembre alle 17,30 su Radio Free Live nuova puntata dell’Angolo della scuola, la prima ed unica trasmissione radiofonica interamente dedicata al mondo della scuola. Puntata campana, interventi del governatore campano Vincenzo De Luca e di Gerardo Carmine Gargiulo (avvocato, docente di diritto ed economia, cantautore) ma non date mai retta a De Luca, Emanuelli e Gargiulo, siamo dei comiici, seri sono coloro del “chiudiamo tutto tranne scuole”.

Vi aspettiamo lunedì 2 novembre alle 17,30 su Radio Free Live

http://www.radiofreelive.com

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