Palazzo Marino con in testa il sindaco Sala spingono per la riapertura delle scuole, pressing del sindaco Sala: “riaprite i licei”, Ats Milano e i sanitari allarmati, ma il sindaco va avanti “Milano non si ferma” come Sala prepara Milano alla terza ondata di covid

Studenti e genitori preoccupati per la ripresa della didattica in presenza, alcuni genitori hanno contratto il covid dai figli frequentati la scuola, vi è anche il caso di un nonno deceduto, molti studenti e genitori sono preoccupati per la propria salute ma i media di regime (pentastellato) fanno soltanto vedere genitori e studenti (barzelletta del nuovo millennio) che vogliono tornare alla didattica in presenza.

Milano è la capitale del covid, ha il più alto numero di contagiati, morti, ricoverati in terapia intensiva, il capologo lombardo vanta anche il record di contagiati nelle scuole. Nonostante ciò Palazzo Marino spinge per la riapertura delle scuole. Sala, l’uomo di “Milano non si ferma” e di altre uscite “a capocchia”, per usare l’espressione di Vincenzo De Luca, ne ha inventata un’altra “riaprite i licei”. Ormai il sindaco è un ministro, la persona, ambiziosa (camaleonticamente è passata da Letizia Moratti alla sinistra per poi avvicinarsi a Beppe Grillo la scorsa estate), punta ad un ruolo chiave romano e magari alla segreteria del Pd. Lo stesso segretario dem Nicola Zingaretti ieri ha dichiarato “le scuole si riapriranno solo in sicurezza”. Il primo cittadino ha evidentemente grandi ambizioni ma manda allo sbaraglio la città. I suoi ultrà già ne annunciano la vittoria al primo turno, ignari che potrebbe non ricandidarsi se avrà altro incarico nazionale magari dell’amico Grillo (presidenza Inps o azienda telefonica…)

Ats Milano e itecnici invitano alla prudenza e consigliano di rimandare il tutto a gennaio, il Presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana (finora il sindaco era stato allineato con Fontana che poi contesta per la sanità per candidarsi alla Presidenza della Regione Lombardia, ma che camaleonte….) apre un ragionamento insieme al ministro della Salute Roberto Speranza valutando l’ipotesi di misure restrittive. Sala invece punta alla riapertura immediata delle scuole per il 9 dicembre. Tale è la richiesta che il primo cittadino di Milano ha portato ai vertici dei sindaci metropolitani con la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina. Si parla di scuola come priorità, la salute dei cittadini viene dopo. Sala che definiva la ministra Azzolina “incompetente” ora è totale sintonia (e addirittura la supera lui riaprirebbe tutto…) ora ha cambiato idea. La ministra dal canto suo ha dichiarato “ho molto apprezzato lo spirito di collaborazione emerso con i sindaci delle aree metropolitane (tutti di centro sinistra a parte Chiara Appendino e Virginia Raggi dei 5 Stelle). E, ancora la ministra, con il sodale Beppe Sala: “Siamo tutti d’accordo che la scuola sia una priorità, lavoriamo insieme per riportare gli studenti in classe”. Sala si è detto favorevole a riaprire il prima possibile, anche se questo dovesse comportare il rientro in aula solo per pochi giorni (ed aumentare il numero degli infetti… e bravo sindaco). Si ignorano protocolli sanitari chiari per fissare le modalità di tracciamento, di quarantena, di utlizzo di test rapidi. Non si pensa assolutamente di rafforzare la didattica a distanza.

Per il resto le richieste dei primi cittadini spaziano dai fondi per il trasporto pubblico locale in modo da aumentare il servizio evitando assembramenti, ma i fondi quando arrivrranno? Allo scaglionamento reale degli orari di ingresso e di uscita dalle scuole (ignorando che tale sistema era già stato adottato a settembre).

Chiede Agostino Miele, per anni dirgente dell’Istituto Gentileschi, persona competentissima, attualmente membro dell’associazione italiana Presidi dichiara: “bisogna essere prima tranquilli sul fatto che il tragitto casa-scuola non sia fonte di contagio, si sono messe le basi per questo?” chiede provocatoriamente. Miele sa benissimo che i mezzi pubblici, nonostante le dichiarazioni del sindaco Sala, non funzionano

Sala, non contento, organizza intanto manifestazioni con studenti e genitori di sinistra che vogliono tornare alla didattica in presenza, manifestazione che, dati i potenti mezzi mediatici del sindaco, vengono poi proposte dai media nazionali (lottizzati dai giallo rossi) e da giornali amici. Non viene data assolutamente parola a quei genitori allarmati per la propria salute, per quella dei propri figli (genitori anche contagiati dai propri figli frequentanti le scuole) il personale scolastico non conta è “fatto da parassiti” così dice un sedicente (o vero) collaboratore del sindaco di Milano che aggiunge: “i ragazzi devono socializzare” (non studiare…).

Ieri in una scuola milanese sono svolte lezioni all’aperto (il cima novembrino è favorevole…) con il computer (come hanno poi potuto svolgerle non si sa), il tutto benedetto dagli ultrà di sinistra, non rispettando il Dpcm. Anche il Municipio 8, notoriamente di sinistra, spinge per la didattica in presenza. Altri collaboratori del sindaco stanno organizzando una manifestazione di studenti (di sinistra) per recarsi sotto la sede della Regione Lombardia per contestare il Presidente Fontana nell’eventualità di un freno alla didattica in presenza. Altre manifestazioni (per avere riscontro mediatico) sono organizzate dagli ultrà di sinistra: come quella del movimento Studenti presenti… Studenti (di sinistra) invece di fare didattica a distanza a casa, si recheranno con il computer per fare lezione (non si come visto che il loro obiettivo è contestare il Presidente regionale Fontana).

Ingressi scaglionati, mezzi pubblici che funzionano, sicurezza delle scuole (unico luogo al mondo esente dal covid), già a settembre era stato fatto un simile teatrino e così si è arrivati alla seconda ondata.

Il virologo Massimo Galli aveva avvertito già alla fine del mese di settembre di “pericolosità con la riapertura delle scuole e le attività produttive”, l’irresponsabile sindaco di Milano aveva invece invitato a terminare lo smart working per incrementare le presenze in centro, i pranzi nei ristoranti e gli assembramenti nei bar. Nulla aveva fatto per sistemare i mezzi pubblici (i dipendenti Atm ieri hanno scioperato). Galli era stato additato come un “gufo” e “uomo di sinistra”, ma Galli ragiona da medico, e comunque Sala non è mai stato un uomo di sinistra. Oggi Galli, chissà quali epiteti riceverà ora, dichiara: “E’ rischioso far muovere i ragazzi, si aspetti gennaio. Riaprire la scuole prima di Natale sarebbe un errore che il Paese non si può permettere, non almeno in queste condizioni, perchè rischierebbe di creare i presupposti per una terza ondata della pandemia. Prima di riaprire è bene che i numeri della diffusione del contagio scendano ancora.

A Sala però non importa nulla delle scuole (non ha fatto nulla di quanto dichiarato nella campagna elettorale del 2016 per le scuole milanesi, promesse che saranno tirate fuori nel 2021), nè della salute dei cittadini, Sala guarda solo alla propria carriera. E’ bene ricordare al sindaco Sala che nel 2016 vinse su Stefano Parisi per soli 3000 voti, ma a Sala questo non importa, forse non si ricandiderà perchè mira ad un incarico nazionale. A Milano ballano sempre qualche migliaio di voti… i milanesi sono strani, a parte gli ultrà di destra (ma alcuni di loro il voto lo cambiano Letizia Moratti insegna) e gli ultrà di sinistra (che voterebbero sempre a sinistra anche se gli ammazzassero un congiunto), vi sono elettori che il voto lo cambiano e puniscono il politico che, a parer loro, ha lavorato male. La destra a Milano? Ha governato dal 1993 al 2011 e non è mai morto nessuno, ora con Beppe Sala i morti ci sono a Milano. Beppe stai sereno.

Sabato 28 novembre alle ore 22 ospiti della trasmissione radiofonica L’angolo della scuola saranno Giovanni Cafaro, Pino Beccaria, Franco Lazzari, Gianfranco Guarnieri.

Il promo

Vi aspettiamo sabato 28 novembre alle ore 22 su Radio Hemingway, per ascoltarci cliccate

www.radiohemingway.net

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