Beppe Servignini, Maurizio Mannoni e tanti altri giornalisti criticano l’infelice sortita di Beppe non è la prima e si teme non sarà l’ultima, il sindaco di Milano come Orlando dell’Ariosto: ormai è fuori di senno , ritrovate il suo cervello sulla Luna

Beppe Sala da “Milano non si ferma” a “non chiuderemo mai le scuole, la scuola, la cultura e il teatro prima di tutto” (ancor prima della salute dei cittadini), ieri ha fatto un’altra infelice sortita. Beppe Severgini, giornalista notoriamente di simpatie di sinistra ieri ha dichiarato: “Questi mesi hanno lasciato il segno, anche psicologico, sulle persone e lo stiamo vedendo anche da queste reazioni. E ne vedremo delle altre. Sono stati mesi eccezionali e strani. In Lombardia il trauma è stato superiore rispetto al resto d’Italia. La mia provincia, Cremona, è quella che ha avuto i numeri peggiori di qualsiasi altra. Ma al di là del nervosismo i leader devono essere più cauti. Sala è un buon sindaco, ma non può dire: “ci ricorderemo di voi” Anche Maurizio Mannoni, Mario Sechi ed altri giornalisti hanno criticato l’ennesima uscita di Sala. Ma il sindaco è ormai in campagna elettorale, preoccupato soltanto di avere consensi da parte di “irresponsabili”, notabili , corporazioni, intanto i suoi lacchè (personaggini che da anni vivono di politica senza realizzare alcunechè per la città) lo adulano, sono silenti con gli altri, preoccupati di avere un posticino al sole per sé e per i propri famigli. Beppe Sala è per 4 anni ha gestito la normale amministrazione, non realizzando però il suo programma elettorale, ma dal covid in poi non ne sta indovinando una. Certo è in grande vantaggio per diversi fattori: avrà l’appoggio dei 5 Stelle, di cittadini irresponsabili, dei commercianti, dei salotti, della Milano industriale, degli ultras sinistrorsi (che già annunciano la sua vittoria al primo turno). Anche il centrodestra sta aiutando Sala non essendo al momento riuscito a trovare un candidato da contrapporgli, continuano a girare i nomi di vari candidati (alcuni impresentabili, vecchie zecche della politica milanese, e, in alcuni casi, nazionale). Liste e candidati minori, alternative a Sala e al centrodestra vengono nascoste, Sala ha il vantaggio di essere il primo cittadino uscente e di godere di notorietà tale da superare i ministri del governo nazionale. Sala ha già vinto le elezioni consiglierò a tutti i candidati minori di non presentarsi e al centrodestra di non candidare nessuno: ha già vinto Sala. Inoltre anche se il centrodestra scegliesse un ottimo candidato gli ultras di Sala, già lo stanno facendo, giocheranno sul fatto di fare capire all’elettorato che non votare Sala significa far tornare a Milano dopo dieci anni la destra. La destra ha governato Milano per 18 anni e, pur con errori, errori commessi anche da Pisapia e in parte da Sala, non è mai morto nessuno. A fine gennaio conteremo i morti a Milano (che è diventata la capitale del covid) e saremo in grado di capire quanti morti ha avuto la città.

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