Milano scuola: comunicato dell’Associazione Nazionale Preside della Lombardia, comunicato dell’ex ministro Fioramonti. Ma Azzolina è irremovibile “la scuola non si ferma”, qualcuno le fa eco “la scuola non si ferma, Milano non si ferma”

Sulla ripresa delle attività didattiche in presenza del prossimo 7 gennaio


Come Associazione Nazionale dei dirigenti pubblici e delle alte professionalità della scuola (ANP), nonchè sindacato rappresentativo di oltre il 50% dei dirigenti scolastici in servizio, vogliamo esprimere il grande malcontento e il grande disagio della categoria dei dirigenti scolastici di Milano e del territorio della Città Metropolitana di Milano, in questa fase di pianificazione del rientro alle lezioni in presenza, per le modalità e la tempistica della diramazione delle indicazioni operative da parte delle varie Autorità e per un approccio che disattende sistematicamente il riconoscimento dell’autonomia e della professionalità dei dirigenti scolastici e delle istituzioni scolastiche autonome, e questo nonostante il mondo della scuola abbia mostrato, con un impegno costante e mai interrotto, la capacità di organizzarsi e di dotarsi di protocolli di sicurezza efficaci e di farli rispettare, garantendo una ordinata partenza dell’anno scolastico e rendendo le istituzioni scolastiche uno dei luoghi più sicuri nel contesto pandemico attuale.
È opportuno riepilogare brevemente la successione di provvedimenti che hanno costretto le scuole, in una specie di convulsa tela di Penelope, ad un continuo lavoro di rifacimento, nel giro di pochi giorni, della propria organizzazione.
• 3 dicembre 2020. Il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri ha previsto, a partire dal giorno 7 gennaio 2021, il rientro alla didattica in presenza per il 75% della popolazione studentesca delle Istituzioni Scolastiche di II grado e la prosecuzione delle attività didattiche in presenza per il 100% degli alunni delle scuole dell’infanzia, delle scuole primarie e delle scuole secondarie di I grado, come è stato per tutto il primo periodo dell’anno scolastico in corso, ad eccezione delle classi seconde e terze della scuola secondaria di I grado nelle settimane in cui le relative regioni di appartenenza sono state classificate nella cosiddetta “zona rossa”.
• 9 dicembre 2020. Nota prot. 2164 del 9 dicembre 2020, a firma del Capo Dipartimento per il Sistema Educativo di Istruzione e Formazione, ha ribadito la percentuale del 75% degli studenti delle scuole secondarie di II grado in presenza, prevedendo che il predetto limite possa “essere variamente modulato (anche per classi, classi parallele, indirizzi), inconsiderazione delle esigenze delle istituzioni scolastiche finalizzate a garantire un ottimale svolgimento del servizio”, riconoscendo l’autonomia organizzativa delle Istituzioni Scolastiche prevista dall’art. 5 del D.P.R. n. 275/1999. La medesima Nota ha rimarcato la necessità di predisporre opportuni momenti di confronto tra gli Uffici Scolastici Territoriali e i dirigenti scolastici, in raccordo con i Direttori Generali degli USR, per la pianificazione della ripresa di gennaio.
• 21 dicembre 2020. La Prefettura di Milano ha pubblicato il Documento operativo “Per tornare in classe” in cui è stata data l’indicazione alle scuole secondarie di II grado di prevedere lo scaglionamento degli ingressi a scuola, con una percentuale non superiore al 50% entro le ore 8:00 ed una percentuale non inferiore al 25% dopo le ore 9:30, al fine di prevenire il sovraccarico sul trasporto pubblico. Il medesimo Documento operativo ha introdotto un’assoluta novità per il primo ciclo d’istruzione, ovvero la necessità di garantire la distanza minima di due metri tra gli alunni durante la pausa pranzo, in classe, in refettorio o, nella bella stagione, all’aperto.
• 24 dicembre 2020. Nel tardo pomeriggio della Vigilia di Natale viene diffusa l’Ordinanza del Ministero della Salute (pubblicata in Gazzetta Ufficiale in data 28/12/2020) contenente la riduzione al 50% della popolazione studentesca in presenza nel periodo dal 7 al 15 gennaio 2021 (!).
• L’Ufficio Scolastico Territoriale di Milano, contestualmente alla diffusione del Documento della Prefettura, ha richiesto alle scuole secondarie di II grado la compilazione di una rilevazione sulla ripresa di gennaio, da effettuare entro il 29 di dicembre.
• 28 dicembre 2020. La Prefettura di Milano, sulla base dell’Ordinanza natalizia del Ministero della Salute, ha diramato una specifica Nota alle scuole secondarie di II grado, riducendo ad un massimo del 40% il numero di studenti in ingresso entro le ore 8 e ad un minimo del 10% gli ingressi dopo le ore 9:30.
• Contestualmente la Nota ha richiesto alle scuole, con scadenza 30/12/2020, la compilazione di un modello Excel contenente gli orari e le turnazioni degli studenti sino al giorno 6 febbraio 2020.
• L’Ufficio Scolastico Territoriale di Milano, parallelamente alla Prefettura, ha richiesto l’urgente compilazione di una rilevazione sull’organizzazione scolastica nei giorni dal 7 al 15 gennaio.
In questa successione frenetica di provvedimenti ed indicazioni sembra evaporare la consapevolezza di ciò che sia la scuola reale, che non può essere ridotta ad un mero gioco di percentuali aggiornabili a piacimento nel giro di pochissimi giorni, e del fatto che una variazione del 25% degli studenti (in media 300 alunni per Istituto) implichi la necessità di rimettere mano a tutta l’organizzazione.
Nonostante il grandissimo disagio provocato dalla mutevolezza delle indicazioni, in queste settimane, a partire dal 9 dicembre, i dirigenti delle Istituzioni Scolastiche secondarie di II grado, statali e paritarie, dei territori di Milano e della Città Metropolitana milanese, hanno comunque responsabilmente ripetutamente aggiornato i Protocolli di sicurezza e l’organizzazione scolastica, al fine di pianificare e garantire con congruo anticipo la ripresa delle attività didattiche in presenza di gennaio, per garantire la sicurezza agli studenti e al personale e, al contempo, favorire gli apprendimenti dei ragazzi. Lo hanno fatto in nome dell’autonomia garantita dalla Legge e grazie alla conoscenza specifica della loro realtà scolastica e territoriale e delle peculiari esigenze didattiche e logistiche degli studenti dei loro istituti.
Come ANP ribadiamo il malcontento e la protesta che viene espressa dai dirigenti delle istituzioni scolastiche della Città e della Provincia di Milano per questo modo di procedere che mortifica la professionalità dei dirigenti scolastici e l’autonomia scolastica.
il taglio delle percentuali degli studenti in presenza è stato operato in modo orizzontale su tutte le scuole, senza riconoscimento della competenza dei dirigenti scolastici nel valutare la propria realtà e nel potere differenziare le percentuali con cognizione di causa di fronte alle diverse situazioni e con una palesata, anche se non esplicitamente dichiarata, mancanza di fiducia dell’operato degli stessi. Ciò è stato rimarcato ancor di più dal controllo a tappeto effettuato da parte della Prefettura sui modelli Excel rapidamente predisposti dai dirigenti scolastici (in un periodo, tra l’altro, che vede l’impossibilità di convocazione dei Collegi dei Docenti e dei Consigli d’Istituto per la necessaria condivisione delle scelte).
Da leader per l’apprendimento delle loro Istituzioni Scolastiche, i dirigenti scolastici rifiutano categoricamente che gli studenti siano ricondotti a numeri che devono fare tornare il conto delle percentuali, per sopperire alle mancanze di chi avrebbe dovuto potenziare il trasporto pubblico anziché penalizzare la crescita dei ragazzi per il secondo anno consecutivo: a tal riguardo, siamo tutti consapevoli che non vi siano stati i necessari investimenti economici in previsione della seconda ondata della pandemia nei mesi precedenti la ripresa delle attività scolastiche di settembre.
Viene spontaneo chiedersi come mai il conto maggiore di queste inefficienze debba essere pagato proprio dalle giovani generazioni, a fronte dell’evidenza dei dati, comunicati da ATS, che mostrano come le scuole siano luoghi sicuri in cui non sono sorti focolai di contagio, in tutti gli ordini e gradi.
Sul tema della sicurezza, chiediamo un immediato chiarimento relativamente alla distanza di due metri tra gli alunni durante la consumazione del pasto a scuola, indicata nel Documento della Prefettura del 21/12/2020: per indicazione del Comitato Tecnico Scientifico, nella prima fase dell’anno scolastico, le scuole del I ciclo hanno predisposto la consumazione dei pasti in classe o nei refettori, garantendo la distanza di un metro tra gli alunni. Si sottolinea ancora che, anche con riferimento alle scuole primarie e secondarie di I grado, non vi è alcuna evidenza di focolai di contagi negli Istituti Comprensivi di Milano e Provincia. E ciò nonostante le importanti difficoltà di comunicazione con ATS, in particolare nello scorso mese di ottobre, che hanno di fatto messo in prima linea i dirigenti scolastici anche nella gestione di disposizioni sanitarie di competenza dell’ATS: nessuno si è sottratto anche a questa responsabilità.
Il raddoppio della distanza imposto durante le festività natalizie, con la conseguente impossibilità di pianificare la ripresa con le ditte appaltatrici del servizio di refezione, mette i dirigenti scolastici nella situazione di dovere comunicare alle famiglie, a pochi giorni dalla ripresa, di non poter garantire l’erogazione del pasto a scuola: portare la distanza interpersonale a 2 metri significa lasciare metà classe in aula, e trasferire l’altra metà in refettorio: chi si occupa della vigilanza di metà degli alunni, a parità di organico docente delle scuole? Quanto personale dovrebbe essere assunto dalle ditte appaltatrici, entro il 6 di gennaio, per erogare il pasto in trenta e oltre ambienti scolastici? Quanto personale collaboratore scolastico dovrebbe essere assunto nei mesi primaverili, caratterizzati da elevata piovosità, per spostare i tavoli destinati alla refezione dall’interno all’esterno e viceversa a seconda delle condizioni meteorologiche?
Sempre in merito alla sicurezza, si richiede un chiarimento sull’utilizzo della mascherina durante le attività di scienze motorie, dal momento che non vi è al riguardo un’interpretazione univoca delle diverse fonti normative, con conseguenti contestazioni da parte delle famiglie.
Auspichiamo l’immediato il riconoscimento da parte delle Autorità dell’autonomia organizzativa delle scuole prevista dalla Legge e della competenza dei dirigenti scolastici nel garantire, da un lato, la sicurezza delle attività nei loro Istituti e, dall’altro, l’efficacia dell’azione didattica specifica per gli studenti frequentanti i propri Istituti.
Il Presidente di ANP Milano e Monza-Brianza
prof. Agostino Miele
I Vicepresidenti di ANP Milano e Monza-Brianza
prof. Lorenzo Alviggi
prof. Mauro Agostino Donato Zeni

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