Covid situazione tragica Inghilterra e altri paesi U.E. chiudono le scuole, il premier Conte le vuole riaprire per le bizze della ministra in arrivo la terza ondata covid

La ministra Azzolina e il premier Conte (a quanto pare) tirano dritti: “le scuole riapriranno il 7 gennaio”. Mai comunicati il numero dei contagi causati dai trasporti e dalle scuole, secondo i virologi la riapertura delle scuole è stata la causa della seconda ondata covid, e, sempre secondo i virologi, sarà la causa della terza ondata. Schieratissimi con la ministra il Movimento 5 Stelle, Italia Viva, il presidente della Regione Toscana Enrico Giani, il sindaco di Milano Beppe Sala, i quali antepongono il diritto all’istruzione (ma cosa hanno mai fatto per l’istruzione?) al diritto alla salute.  Il capo delegazione del Pd Dario Franceschini, appoggiato dall’area più ‘rigorista’ del governo, sarebbe favorevole a posticipare le riaperture delle scuole superiori e dei licei, spostando il ritorno sui banchi a dopo il 15 gennaio. Non è questione di destra o di sinistra ma di buon senso. Infatti i governatori di Regione Luca Zaia, Massimiliano Fedriga, VIncenzo De Luca, Michele Emilano, Francesco Acquaroli hanno deciso di posticipare la ripresa della didattica frontale, pare che ordinanze simili stiano per essere presi dal governatore ligure e dalla governatrice umbra pare stiano optando per il proseguimento della didattica a distanza. Il governatore lucano non prende posizioni, ma il sindaco di Vietri di Potenza opta, a tutela della salute dei propri cittadini, per la didattica a distanza, Vietri di Potenza non è Milano, ma il primo cittadino non mette a repentaglio la salute dei suoi cittadini per scopi meramente elettorali. Il governatore lombardo Attilio Fontana non prende posizione, attende (Godot? o Salvini?), il sindaco di Milano almeno è chiaro: “riapriamo le scuole” ha bisogno dell’endorsmen pentastellato per le prossime elezioni.

A seguito dell’intervento del capo delegazione Dem Dario Franceschini si è trovato il compromesso: le scuole pare (pare) ripartano in presenza l’11 gennaio. E poi? Ripartiranno come? Continuerà il gioco di “apri e chiudi”, “chiudi ed apri”, non ci vuole molto a trovare una soluzione di buon senso.

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