Riapertura scuole decisivo il rinvio all’11 gennaio, continua il gioco di “apri e chiudi, chiudi ed apri”, la situazione regione per regione

Concluso dopo oltre due ore il vertice dell’esecutivo. Franceschini aveva chiesto di rinviare la riapertura delle scuole al 15, ma M5s e Iv hanno detto no. Sul tavolo anche le regole anti-Covid “ponte” in vista del prossimo dpcm: Italia in zona arancione il 9 e 10 gennaio, restano alcune deroghe natalizie.  Continua il gioco di “apri e chiudi, chiudi ed apri”, la ministra Azzolina ha sempre nascosto i dati dei contagi causati da ragazzini asintomatici (genitori infetti, nonni deceduti, segnalazione del virologo Massimo Galli), dati che però emergono (parziali dall’Istituto Superiore della Sanità). Emerge da un Rapporto dell’Istituto Superiore di Sanità che analizza l’andamento epidemiologico nazionale e regionale dei casi di Covid-19 in età scolare (3-18 anni), La maggior parte dei casi in età scolare (40%) si è verificata negli adolescenti di età compresa tra 14 e 18 anni, seguiti dai bambini delle scuole primarie di 6-10 anni (27%), dai ragazzi delle scuole medie di 11-13 anni (23%) e dai bambini delle scuole per l’infanzia di 3-5 anni (10%). I picchi di incidenza più alti sono stati riscontrati in Valle d’Aosta (circa 200/100.000) nella classe di età 14-18 anni e in Lombardia, Liguria, PA Bolzano (intorno a 100/100.000) nelle fasce di età 14-18 e 11-13. 

Fra le molteplici contraddizioni del governo vi è il divieto di far visita a parenti ed amici oltre le due persone e permettere invece assembramenti sui mezzi pubblici e presenza di 25 allievi in una stanza di 10 metri quadrati senza areazione e altre norme (segnalazione di alcuni dirigenti scolastici). Secondo i virologi i giovani sono anche i portatori della variante inglese del covid, il ‘premier Johnson ha optato per la chiusura totale delle scuole. Qui si discute sulla didattica a distanza… Non è questione di destra o sinistra ma è questione di buon senso, se privilegiare il diritto all’istruzione (fra l’altro sempre calpestato negli ultimi vent’anni da chi ha tagliato, tutti, le spese per la scuola pubblica), o privilegiare il diritto alla salute (tagli indiscriminati anche alla sanità).

Tutto è quindi rimandato all’11 gennaio, poi non si sa cosa accadrà, riprenderà il gioco “chiudi ed apri, apri e chiudi”, solo il Presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca e il Partito Liberale Italiano, l’unica forza politica coerente fin dall’inizio (condivisibile o meno) hanno avuto una posizione ben precisa.

Sabato 9 gennaio alle ore 22 su Radio Hemingway in onda L’angolo della scuola, la prima (ed unica) trasmissione radiofonica interamente dedicato al mondo della scuola, siamo in onda dal 1990, per ascoltarci cliccate

http://www.radiohemingway.net

La situazione regione per regione

Campania: si posticipa al 25 gennaio

Friuli Venezia Giulia: si posticipa al 31 gennaio

Veneto: si posticipa al 31 gennaio

Lazio: si posticipa all’11 gennaio

Marche: si posticipa al 31 gennaio

Sardegna: si posticipa al 15 gennaio

Umbria: pare sia posticipato il tutto al 22 gennaio

Lombardia (la regione più colpita dal covid): Signor Presidente Fontana decida cosa decidere….

“Le Regioni riflettano bene sulle conseguenze per studenti e famiglie”, avverte la ministra Lucia Azzolina. Infatti alcune famiglie sono preoccupate per il diffondersi del covid…

Critica per le decisioni di alcune Regioni di lasciare le scuole chiuse, la senatrice del M5telle che polemizza con alcuni Presidenti di Regione (quelli non supini al governo): “L’operazione portata avanti dai presidenti di regione è stata quella di dire sì a soldi in più, sì all’attivazione dei tracciamenti e a poteri straordinari per poi aspettare passivamente sulla riva del fiume l’impennata dei contagi per chiedere di rinviare nuovamente l’apertura”, afferma in una nota.

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