Matteo Renzi dal 40,8% del 2014 al 2% alla perdita di deputati e sentori di Italia Viva, forse ce ne siamo liberati finalmente

Matteo Renzi egonentrico, narcisista, ambizioso, dittatoriale, “un pericolo per la democrazia” lo definì nel 2010 un mio conoscente fiorentino. Ma attenzione abilissimo nel prendere per i fondelli gli italiani, molti infatti sono abilissimi nel farsi prendere i fondelli anche se poi, fregati una volta, la seconda non si fanno fregare. E infatti nel 2014 alle elezioni europee il Pd di Renzi arrivò al 40,8% superando anche il Pci di Berlinguer. Matteo Renzi è stato di parola su una sola cosa: essere rottamatore. Infatti ha rottamato il Pd, ha rottamato la scuola pubblica italiana, ha rottamato l’Italia e, alla fine, ha rottamato anche sé stesso. Nel 2016 prese la prima sonora batosta in occasione del referendum, “se perdo il referendum mi ritiro dalla politica” e invece rimase (resterà ancora sia chiaro, come il suo amico/rivale Silvio Berlusconi vuole, parafrasando una canzone di Dalida “morire sulla scena”).. Altra sonora sconfitta le ebbe nel 2018 quando portò il Pd e la sinistra italiana al suo minimo storico, altra sconfitta nel 2019 quando segretario del Pd diventò Nicola Zingaretti. Indro Montanelli quando Amintore Fanfani (toscano e democristiano come Renzi ma tutt’altro spessore politico e culturale) si riaffacciava sulla scena politica scriveva “a rieccolo”, e così ogni volta che Renzi si riaffaccia sulla scena politica è facile dire “a rieccolo”. Nell’agosto 2019 si riprese la scena politica dando il via al Conte 2, il suo intento era sconfiggere l’altro Matteo e portare il Pd al suo minimo storico facendo un partito personale stile Macron. Nacque Italia Viva ma a questa formazione politica aderirono soltanto 26 deputati e 14 senatori, la maggioranza degli eletti nel Pd preferirono restare fedeli “alla ditta” (definizione dell’ex segretario del Pd Pierluigi Bersani). Altra sonora sconfitta quindi del Matteo di Rignano, ma il suo partito viene dato dai sondaggisti al 2%. L’altro ieri Matteo Renzi ha tentato di riprendersi la scena politica (a rieccolo) cercando di mettere la parola fine al Conte 2, ma rischia di fare la fine dell’altro Matteo che, fidandosi dei 5 Stelle, non si era accorto che i grillini sono capaci di tutto pur di conservare la poltrona. Rumors giornalistici sostengono siano già pronti deputati e senatori disposti ad appoggiare un Conte 3, fra di loro anche alcuni di Italia Viva che passerebbero al gruppo misto (o torneranno nel Pd) e appoggeranno il nuovo governo Conte. Oltre ad alcuni di Italia Viva voteranno per il Conte 3 l’ex socialista Riccardo Nencini, l’ex democristiano Bruno Tabacci, tanti ex 5 Stelle espulsi o fuoriusciti, qualche transfuga di Forza Italia, e, dulcis in fundo, Sandra Leonardo, moglie di Clemente Mastella. I 5 Stelle dovevano aprire il Parlamento come una scatola di tonno, poi sono diventati loro il tonno. Probabilmente nascerà il Conte 3, Renzi, si spera, uscirà dalla vita politica italiana, come i 5 Stelle, si tornerà al bipolarismo, i “rivoluzionari” “rottamatori” del vecchio (in questo Renzi e i 5 Stelle sono simili) fregano una volta gli italiani, non la seconda.

E così pare che gli italiani si siano liberati di Matteo Renzi, pare perchè prima o poi tornerà (a rieccolo), si spera che ora destra e sinistra si dimentichino ogni divisione e lavorino per il Paese con scelte sofferte, drastiche ma coraggiose, al fine di porre un argine alla pandemia. Poi, finita la pandemia, si potrà andare al voto (non conviene a nessun politico votare, eccezion fatta per Giorgia Meloni, non solo per opportunismo ma anche perchè siamo ancora in piena pandemia e, sempre secondo i virologi il peggio deve ancora arrivare). Quando sarà finita la pandemia, quando si andrà a votare credo e penso che gli italiani si libereranno con il voto democratico di Matteo Renzi e dei 5 Stelle. Renzi e i 5 Stelle (in questo sono uguali) dovevano cambiare tutto per poi non avere cambiato niente, anzi hanno cambiato l’Italia, in peggio.

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