100 anni da nasceva il Pci. Comunisti e fascisti sconfitti dalla storia

Il 15 gennaio 1921, esattamente cent’anni fa, nasceva da una scissione del Partito Socialista Italiano il Partito Comunista Italiano. Antonio Gramsci, Amedeo Bordiga e Umberto Terracini, lasciarono il partito di Filippo Turati e al Teatro Goldoni di Livorno fondarono il Pci. L’evento è festeggiato oggi in pompa magna, la storia è sempre scritta dai vincitori. Curioso di capire come sarà ricostruita la storia (dai vincitori anche oggi) in tv, su quasi tutti i libri di storia trionfano sempre i comunisti. Peccato che furono colpevoli dei crimini più abietti. La doppiezza togliattiana, la connivenza con l’Urss, la svolta di Salerno (i comunisti di sua Maestà), il passaggio senza ritegno nel dopoguerra di tanti fascisti al Pci, l”essere sempre stati conniventi con una nazione nemica (l’Urss), non avere fatto alcunchè, se non un’opposizione demagogica. Nel 1946 temevano il voto alle donne (lo avrebbero dato alla Dc…) Giuseppe Saragat era un “social traditore” e, tanto per fare qualche esempio il divorzio fu una conquista liberal-radical-socialista, lo Statuto dei lavoratori fu considerato “borghese” e guardato con disprezzo perchè proposto dal socialista Giacomo Brodolini. Nel 1991 la storia del Pci ebbe fine si passò al Pds-Ds-Pd, l’Urss e il comunismo furono sconfitti, il Pci, che prendeva soldi dall’Urss e tangenti da aziende fu risparmiato da Mani Pulite. Ma fin qui sarebbe un discorso berlusconiano. Andiamo ad analizzare i post fascisti. Nell’immediato dopoguerra i post fascisti, come scritto sopra, si riciclarono nel Pci, se fino a Mani pulite le parole socialista e liberale erano insulti, con gli anni i post fascisti si sono appropriati del termine liberale e i post comunisti del termine socialista. Sconfitti dalla storia post fascisti e post comunisti si appropriano impropriamente delle ideologie che avevano sempre combattuto. Matteo Matteotti, figlio di Giacomo, nel corso di un congresso socialista disse una frase, ancora oggi attuale: “i comunisti coi comunisti, i socialisti coi socialisti”.

Lo Stato sociale, costruito da socialisti, repubblicani, socialdemocratici, liberali e cattolici, è stato poi distrutto, iniziando dalla scuola e dalla sanità (e lo vediamo oggi) dai post fascisti e dai post comunisti. Certo il mondo è cambiato, oggi in Italia (abbiamo tanta fantasia) siamo riusciti a portare nelle istituzioni grazie ad un comico e con due clic in rete una pletora di incompetenti disoccupati e dilettanti allo sbaraglio…

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