Elezioni Milano 2021: tornano i socialisti?

Il Partito Socialista Italiano che ha espresso dal 1945 al 1993 straordinari sindaci, ancora vive, seppur ridotto ai minimi termini. Con il 1992 una falsa rivoluzione giudiziaria distrusse questo glorioso partito che aveva dato a Milano e all’Italia ottima amministrazione. Si volle confondere il grano con il loglio e non si tenne conto che in vicende giudiziarie erano coinvolti tutti i partiti, anche quelli che poi presero il potere con risultati disastrosi, senz’altro peggiori di quelli della prima Repubblica, con la seconda Repubblica. Il Partito Socialista venne distrutto non soltanto dai magistrati, dalla sinistra, ma anche dalla destra, ma dagli stessi socialisti: “suicidio in massa di un partito” (come ebbe a dire lo stesso Bettino Craxi) che si riciclarono, spudoratamente con i partiti della seconda Repubblica. Una parte dell’elettorato si riversò sul centrodestra, l’altra sul centrosinistra, gli attivisti con opportunismo si riciclarono nei vari partiti cercando scranni e non realizzando alcunchè. A Milano eccezion fatta per due persone, che mai si sono schierati col centrodestra o col centrosinistra, assumendo posizioni critiche, ed ironiche, nei confronti della seconda Repubblica, vi è stata un’incredibile diaspora. Dal 1992 ad oggi nessun socialista è entrato in consiglio comunale, né ha dato vita ad un gruppo socialista, chi ha tentato di farlo o ha fallito, ostacolato nella raccolta firme, o lo ha fatto per ambizioni personali. A quanto pare per le prossime elezioni amministrative previste per il maggio 2021 (si spera però dopo l’estate vista l’emergenza covid) tornerà una lista socialista con un proprio candidato sindaco, equidistante dai due schieramenti. Anche se alcuni socialisti (o sedicenti tali) sono già schierati, per opportunismo con Beppe Sala ed altri da anni, rinnegando la propria storia, fanno parte del Pd, di Forza Italia o, addirittura, di Fratelli d’Italia…. “Gran bella cosa sarebbe il socialismo se non ci fossero i socialisti” diceva Filippo Turati.

Nonostante la diaspora prosegua è appunto in atto un tentativo di dare vita ad una lista socialista autonoma. “Dopo tanto tempo a Milano una lista socialista con un proprio candidato sindaco, questo è motivo di vanto e orgoglio per la comunità socialista. Non è stato un cammino facile e indolore il percorso che ci vede oggi insieme. Abbiamo deciso di lasciare da parte le bandiere, fare singolarmente un passo indietro per poterne fare tre in avanti tutti insieme”. Lo ha annunciato il segretario provinciale milanese del Partito Socialista Italiano, Mauro Broi, durante l’assemblea online dal tema “Una Lista dei socialisti milanesi alle prossime elezioni comunali”, organizzata dal ‘rassemblement’ del socialismo cittadino che comprende PSI, Socialisti in Movimento, l’Associazione Socialdemocrazia, circoli e organizzazioni di area.
“Noi socialisti di Milano non intendiamo navigare a vista – ha sottolineato Broi -. Il futuro deve guardare all’ambiente ed a nuovo modello di sviluppo sostenibile. Vogliamo una Milano migliore diversa dall’attuale, una città aperta inclusiva e solidale, come lo è stata con i sindaci della stagione del socialismo e riformismo milanese. Milano dev’essere una città non per pochi che possono permettersela ma vissuta con dignità da tutti, che non lasci indietro nessuno mentre oggi sono tanti quelli che arrancano e non ce la fanno. Non vogliamo la grande città vogliamo una città grande, unica integrata che dia dignità e servizi di assistenza a tutti i quartieri, alle periferie non sono quelle urbane ma dell’intera area metropolitana. Una città moderna digitalizzata che valorizzi il capitale umano, i diritti civili, la nobiltà del lavoro, la scuola, la ricerca e la cultura. Non è un sogno: le professionalità, le competenze, la conoscenza, l’esperienza, ed i valori che i socialisti di Milano esprimono al loro interno sono a disposizione di quanti pensano che questo sogno possa diventare realtà. A quanti ci credono diciamo: forza fatevi avanti lavoriamo insieme senza distinzioni di sorta facciamo un patto, un’alleanza politica per costruire la Milano del futuro” ha concluso Broi.

Organizzatori della lista socialista, oltre a Mauro Broi, sono Roberto Biscardini e Gianstefano Milani, hanno accolto con favore il progetto Bobo Craxi, Felice Besostri, Giorgio Goggi, ma anche l’esponente ex verde Fiorello Cortiana e il radicale Sergio De Muro. Fra gli obiettivi: candidare persone che non abbiano mai svolto un ruolo amministrativo ed individuare un candidato sindaco autonomo rispetto al centrosinistra. Puntando ad una mini coalizione attorno al candidato a primo cittadino che raccolga anime libertarie e verdi. Le maggiori critiche alla giunta Sala, quelle sul terreno delle politiche sociali e abitative, quelle urbanistiche e ambientali nonché sulla mobilità.

Milano Today ricorda che nel 2016 “i socialisti milanesi avevano tentato un’operazione simile, senza però esplicitare l’appartenenza ideologica, con la lista Alternativa Municipale e il candidato sindaco Luigi Santambrogio già assessore nella giunta leghista di Marco Formentini dal 1993 al 1997, ma non ottenne abbastanza voti per entrare in consiglio comunale.” L’errore fu proprio il non caratterizzare la lista in senso socialista, l’avere sbagliato candidato sindaco, l’avere allora intrapreso non un percorso politico ma personalistico, non a caso, silurando un’altra lista, Alternativa Municipale prese meno voti del numero delle firme raccolte per presentarsi. L’elettorato socialista trovandosi al cospetto di una lista fatta per fini personali con un candidato sindaco ex assessore nella giunta Formentini, preferì votare Stefano Parisi o Beppe Sala. Si spera che di questa esperienza negativa i socialisti facciano tesoro, evitando di candidare vecchie zecche della politica e scegliendo nella persona del candidato sindaco una persona che, pur avendo una storia riformista, libertaria e socialista, non si sia mai compromesso con il centrodestra e con il centrosinistra. In caso contrario anche questo tentativo di dar voce ad una gloriosa storia, quella riformista, sarà votato alla sconfitta.

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