Allarme contagi nelle scuole, da settembre veniva segnalato il problema, ora pare che siano state proprio le scuole ad avere causato la seconda e la terza ondata

Le varianti colpiscono i giovani, è il parere del Comitato Scientifico, la palla ora passa ai Presidenti di Regione. Le follie dell’ex ministra Azzolina hanno causato tantissimi infetti, deceduti, ricoverati in terapia intensiva. Azzolina è stata spalleggiata dal commissario Arcuri, da alcuni sindaci che in cerca dei voti di genitori irresponsabili hanno fatto dichiarazioni irresponsabili, da altre forze politiche, oltre ai 5 Stelle, da persone che non mettono piede in un’aula scolastica da 20/30 anni. L’epidemiologo Pierluigi Lopalco ha dichiarato che insistere sulle lezioni in classe è troppo rischioso in questo contesto epidemiologico e con l’impatto delle varianti. Ora anche quelli che dicevano che la scuola è sicura e non è un luogo di contagio cominciano a tentennare o a ricredersi: bisogna prendere atto che, con questo quadro epidemiologico, e con l’impatto delle varianti, insistere sulle lezioni in classe è troppo rischioso”, dice Pierluigi Lopalco, epidemiologo e assessore alla Sanità della regione Puglia, in un’intervista a La Stampa. “Anche gli esperti del Cts sembrano essersi convinti. Fosse per me, manterrei la didattica a distanza prevalente fino a fine aprile”. Il punto della didattica in presenza è in discussione nel nuovo Dpcm, il primo del governo di Mario Draghi. La (ri)modulazione nella chiusura degli istituti scolastici, ipotesi su cui si sta discutendo in queste ore, è frutto di una valutazione del Comitato tecnico scientifico: ci sarebbe un impatto delle scuole sui nuovi contagi, ma sarebbe differenziato da zona a zona e per questo secondo gli esperti bisogna rimodulare le misure su base provinciale e comunale, non regionale. Si spera siano comunque presi provvedimenti anche se tardivi, se chi di dovere si accorgeva che proprio dalle scuole è partita la seconda e la terza ondata non saremo arrivati a così tanti infetti, deceduti, ricoverati in terapia intensiva.

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