Centrodestra ventinovesimo candidato sindaco: Urbano Cairo. Poche idee e confuse

Da mesi il centrodestra milanese annuncia un candidato sindaco per la città di Milano da contrapporre al sindaco uscente Beppe Sala che annunciò la sua ricandidatura lo scorso 7 dicembre. Sono passati quasi sette mesi e da allora sono stati bruciati ben 28 candidati chi a causa della propria indipendenza dai partiti (meglio avere zelanti esecutori d’ordine), chi per la “poca notorietà”, chi perchè osteggiato da consiglieri comunali occupati soltanto a salvaguardare il proprio scranno a Palazzo Marino, sempre pronti ad attaccare Beppe Sala (non esente da colpe, come del resto le istituzioni regionali però) nella gestione pandemica, ma senza alcun programma alternativo per la città. Nell’ultima settimana dopo la rinuncia di Oscar Di Montigny, era stata avanzata la candidatura di Andrea Farinet quindi quella di Luca Bernardo, oggi viene avanzata quella dell’imprenditore Urbano Cairo, editore de La7 e del Corriere della Sera. Un nome indubbiamente noto, bisogna vedere se Cairo accetterà, ha solo da perdere candidandosi meglio continuare a fare l’imprenditore. Quindi al momento tale candidatura è solo un’illazione, in attesa di un altro vertice nel corso del quale si dovrebbe discutere su Farinet e Bernardo e, naturalmente, conoscendo ormai questo centrodestra, di un nuovo nome. “Se il centrodestra aspetta ancora un po’ dovrà fare un sorteggio” ha dichiarato l’ex sindaco di Milano Gabriele Albertini, rimpianto da tanti milanesi, l’unico secondo i sondaggi, e non solo, che avrebbe potuto battere Beppe Sala. Ma non è escluso che salteranno fuori altri nomi, se si votasse fra un anno il centrodestra avanzerebbe la candidatura di almeno altre trenta persone… Milano è una città strana, come diceva Indro Montanelli, in tutta la sua storia ha sempre scelto se non il meglio il “meno peggio”. Eccezion fatta per un gruppo di invasati faziosi che voterebbe comunque centrodestra o centrosinistra anche senza candidato sindaco, una parte dei milanesi guarda al nome e alla storia professionale de candidato sindaco, oltre che alla moderazione (i pochissimi candidati esclusi credibili sono stati giubilati da alcuni professionisti della politica proprio per la loro moderazione, intendendo una parte del centrodestra fare una campagna elettorale con toni ben poco moderati…). Nel frattempo una parte di elettorato moderato, visto il tergiversare, i toni a volte deliranti di alcuni ultras e l’inconsistenza di alcuni candidati, ha optato per scelte alternative, sia al centrodestra che al centrosinistra.

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