Quando Giorgio Goggi (candidato sindaco dei socialisti e dei liberali) sbeffeggiò il fascista La Russa (che con Riccardo De Corato ed altri fascistoni è in politica da oltre 50 anni senza realizzare alcunchè)

Ancora una volta il bravissimo Andrea Senesi profondo conoscitore della politica milanese, un giornalista che fa il giornalista, non un cittadino che brama posti di potere cercando una candidatura in tutti i partiti… , Senesi ha colto nel segno intervistando Giorgio Goggi, candidato sindaco di Milano per i socialisti e i liberali. Senesi definisce Goggi “il padre del piano posteggi che sogna i Navigli aperti e una ‘Milano per tutti’”. Così Senesi, persona seria, descrive Goggi in maniera seria, come è Goggi, a differenza di un comico provocatore che invece fa soltanto ridere…

Giorgio Goggi – scrive Senesi – architetto, socialista, ex assessore e candidato sindaco vuole “più edilizia sociale. E’ l’uomo dei parcheggi. Delle venticinquemila auto che stanno sotto terra a Milano oggi, due terzi dice di averle di fatto sistemare lui.

Senesi ci presenta Goggi come un signore di 75 anni, elegantemente portati, architetto e professore di urbanistica al Politecnico (oggi in pensione), sposato con Daniela, un’avvocata, e con l’hobby dei viaggi. E, ancora, gli anni caldissimi al Politecnico, la laurea, gli esordi come architetto ed urbanista. Goggi nel frattempo è diventato socialista. Nel 1974 si iscrive al Psi, su posizioni vicine alla sinistra di Signorile, moto più che a Craxi, e finisce a metà degli anni ’80 a collaborare con Carlo Tognoli prima in Comune e poi al ministero delle Aree Urbane.

Con il 1991 torna in Università e alla sua professione, otto anni dopo arriva la chiamata di Albertini. “Ma guarda che io sono socialista, non sono di destra”

“E chissenefrega – rispose Albertini – l’importante è che tu ti metta al servizio della città”. Albertini era (ed è) fatto così: Albertini premiava il merito, la competenza e non la cortigianeria politica, Albertini, non a caso, oltre a Goggi nominò nelle istituzioni un anarchico-liberal-socialista-padano…. e persino qualche comunista (o ex comunista)….

Senesi, persona seria, intervista Goggi in modo serio, qualcun altro, meno serio (ma più serio di Sala e di Bernardo, ma ci vuole poco ad essere più seri di Sala e di Bernardo…) intervista Goggi facendo battute e provocazioni, ma Goggi, persona seria, risponde allo stesso modo, anche se con il comico a volte gli scappa qualche risata…

Scrive sempre Senesi:

“Albertini e Goggi progettano un gigantesco piano parcheggi, metà lo realizzano mentre il resto (un centinaio di box) viene cestinato dalle amministrazioni successive. Idem per il secondo passante ferroviario: progetto necessario per integrare la città alla sua area metropolitana.

“Degli otto anni passati in giunta con Gabriele Albertini di Goggi Senesi però ricorda soprattutto l’episodio della lite con Ignazio La Russa, allora uomo fortissimo di Alleanza Nazionale (oggi di Fratelli d’Italia n.d.a).. Una sfuriata ciclopica e pubblica, con toni da saloon nell’ovattatissima Sala dell’Urban Center della Galleria. Giorgio Goggi una mattina del giugno 2005 (precisamente il 16 giugno, lo ricordo benissimo, è il giorno del mio compleanno) aveva convocato i giornalisti per raccontare della sperimentale isola pedonale sui Navigli quando irruppe il deputato di An con un manipolo di fedelissimi (fra i quali Daniela Santanchè, oltre ad un manipolo di squadristi fascisti – aggiunge il comico – squadristi che militano ancora oggi in Fratelli d’Italia, oltre ad una pletora di opportunisti che si sono candidati con il partito di Giorgia Meloni proveniente dalla sinistra, dalla Lega, da Forza Italia, dai 5 Stelle).

“Questo partito non si fa prendere per il culo – disse La Russa – Assessore vergognati, prendi le tue responsabilità – disse La Russa con l’arroganza tipicamente fascista sua e di molte cariatidi di estrema destra presenti ancora oggi in Fratelli d’Italia- questa conferenza stampa non s’ha da fare. Altrimenti sarà ultima con noi in maggioranza intimò un furibondo La Russa che aggiunse: “vogliamo capire cosa c’è dietro questa fretta di far partire i lavori”.

Gelida, pacata, come è nella natura della persona Goggi, la risposta dello stesso Goggi, stupito ma non tramortito: “Non s’ha da fare? Iniziamo subito. Io rispondo al sindaco Albertini, non agli onorevoli” disse Goggi uomo moderato.

Nelle ore successive alla sceneggiata di La Russa, Goggi regalò ai cronisti, lui serio, ina gag frammista ad una citazione colta…:


“Io non sono di Paternò, ma di Lecco, e li impariamo a barcamenarci fra i Don Rodrigo e i Don Abbondio che sono in ogni città” (forse qui era il comico che gli scriveva le battute….). Goggi è in effetti padano (di nascita, non di politica, molto più padano di alcuni leghisti che hanno rinnegato le proprie origini, Goggi ricorderà che nel 1997 Gianfranco Funari che, coinvolgendo qualcuno, oggi con lo stesso Goggi (dicono…) presentò una Lega Socialista Funari sindaco, che poi non si presentò alle elezioni (dove vinse Albertini). In realtà la Lega Socialista esisteva già alla fine dell’800 e rivendicava i diritti dei lavoratori e delle lavoratrici….

Le uscite fascistoidi di La Russa non sono nuove: anni fa nel corso di un talk show condotto da Michele Santoro, vi fu un match Di Pietro/La Rusa. Antonio Di Pietro disse: “cosa vuol dire oggi essere fascista, vuol dire essere La Russa: La Russa è un fascista” spiegando come negli anni ’60 e ’70 lui poliziotto dove intervenire per La Russa allora squadrista. La Russa replicò: “Di Pietro è un analfabeta”, chiuse Di Pietro: “meglio analfabeti che fascisti” replicò Di Pietro.

Nel 2006, con l’avvento di Letizia Moratti – sostiene Senesi – Goggi molla la politica, torna al suo studio professionale e alla cattedra in Politecnico e intanto si innamora del progetto di scoperchiare i Navigli: “tutte le città del mondo stanno riaprendo le proprie vie d’acqua. E da noi non ci sarebbero nemmeno troppe ripercussioni sul traffico – dice da esperto – Avevo incontrato proprio il sindaco Sala proprio su questo tema, ma ha abbandonato la sua stessa promessa elettorale”. (Sala, aggiunge il comico, ha abbandonato tante delle sue promesse elettorali del 2016: mentre Goggi si batte per l’edilizia popolare, Sala si batte per la speculazione edilizia e per i ricchi. Goggi inoltre non ha mai sparato idiozie in merito al covid, alla scuola e non ha fatto promesse che poi non ha mantenuto… (periferie, disabili, inclusioni scolastica ecc.). Il programma di Goggi si estende allo sport, alla cultura, alla scuola (Goggi non ha mai indottrinato studenti e genitori che hanno manifestato contro la Dad che ha ucciso, veramente ha ucciso il covid…, Goggi non ha candidato persone che hanno dichiarato “lo sappiamo che il covid uccide e che i giovani contagiano, ma Sala deve vincere le elezioni, cosa importa se muore qualcuno…,” sarà curioso capire se queste persone sono ancora candidate in una delle liste a sostegno di Sala…Goggi è persona di buon senso, non sconfina in questioni non di competenza di un sindaco (Dad, sanità, ecc.) a differenza di altri candidati, peraltro medici… (ma non solo medici) che cercano il consenso elettorale di genitori che non sanno educare i propri figli… (quelli che li sanno educare hanno però iniziato ad essere delusi dai maggiori candidati sindaco)….

Goggi – riprende Senesi – oggi torna in politica con l’idea di mettere insieme quel che resta dei socialisti e quel che resta dei liberali, i quali hanno alla città di Milano eccellenti sindaci dal 1986 al 1992. E’ convinto di due cose: che Milano sia una città classista (e qui anche Senesi si mette a fare il comico: “fighetta” non lo direbbe mai ahah) e che tanta parte dell’elettorato sia stufa della marcia di “questa destra e di questa sinistra.” E, ancora: “Tanti grattacieli, ma qui di edilizia sociale non parla più nessuno. Eppure la grandezza di Milano è stata quella di avere costruito le case popolari in corso Garibaldi. (i socialisti e i liberali realizzarono tantissime cose per la città). “Milano di tutti e per tutti” è non a caso lo slogan scelto per la sua campagna elettorale. “In questa città tutte le scelte politiche legate al territorio sono pensate in funzione dei privati. Pensiamo agli scali ferroviari o alla Città della salute” (ricordo a Goggi che Sala ha fallito completamente Ema, l’agenzia del farmaco, che sarebbe stata utilissima a Milano in pieno covid…).

Goggi da urbanista non ama nemmeno i nuovi progetti di restyling. Piazzale Loreto su tutti: “hanno scopiazzato Place de la Rèpublique a Parigi, ma qui ci hanno messo anche un centro commerciale”.

Senesi conclude scrivendo che ascoltando Goggi, più che un ex assessore di Albertini sembra di sentire Basilio Rizzo: “

Goggi, ma non è che con gli anni è diventato estremista?

“Io sono socialista e voglio riportare i socialisti in Comune a Milano. Ci riuscirò.”

Goggi – sostiene il comico – non è diventato esttremista, con gli anni, sono stati gli altri a tendere verso l’estrema destra (la maggioranza che sostiene Bernardo) o a tendere verso il centrodestra moderato (Sala e compagnia cantante). Eccezion fatta per la parentesi dell’eccellente Gabriele Albertini con l’avvento della seconda Repubblica alla guida di Milano si sono alternati petrolieri, avvocati dell’alta borghesia (seppur garantisti) e manager che sono passati da destra a sinistra travestendosi da civici e diventando Verdi (qualcuno sostiene che potrebbe però diventare verde di rabbia nel caso di un, improbabile, ballottaggio). Fra i candidati sindaco di Milano ci sarà anche Giorgio Goggi, un uomo che non gira con la pistola e che non è attorniato da pistola…

Se i milanesi (fossilizzati su Sala e Bernardo) che manco conoscono personalmente, si accorgessero di Goggi credo che Goggi vincerebbe al primo turno…

Per farvi due risate ascoltate questa intervista audio a Giorgio Goggi clicca qui sotto, l’integrale in onda a settembre su Radio Hemingway

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