Come De Mita asfaltò l’intera seconda Repubblica da Berlusconi a Renzi, da Salvini ai grillini

Pur non essendo mai stato democristiano (ricordo in gioventù le polemiche con i democristiani e il braccio di ferro con Bettino Craxi), fin dalla nascita della seconda Repubblica ho rivalutato la Dc. Di fronte ai nanerottoli della seconda Repubblica che hanno portato il Paese allo sfascio, Ciriaco De Mita ed i democristiani, come gli altri esponenti del pentapartito sembrano dei giganti. La prima Repubblica, pur con i suoi difetti, aveva dato al Paese stabilità, benessere, portando una nazione, uscita distrutta dalla seconda guerra mondiale ad essere la quinta potenza mondiale. Poi è arrivata la seconda Repubblica ha svenduto le aziende di Stato, ha cancellato quasi totalmente lo Stato sociale, le pensioni, i diritti dei lavoratori, la scuola e la sanità pubblica in nome del risanamento del bilancio e della “questione morale”. Eppure il deficit è aumentato, come sono aumentati scandali e corruzione

Oggi tutti rimpiangono Ciriaco De Mita compresi i suoi detrattori (grillini, renziani e meloniani e leghisti compresi) e la frase di Giuseppe Prezzolini è quanto mai attuale: “gli uomini sono buoni con i morti così come sono cattivi con i vivi”.

De Mita asfaltò Matteo Renzi e il referendum sulla riforma istituzionale diventò quasi un pretesto per un duello in parallelo fra la prima e la seconda Repubblica. De Mita disse a Renzi: “hai trasformato il Pd in un partito dove nessuno può parlare, sei irrecuperabile, hai una tale consapevolezza che non vedo limiti alla tua arroganza.”

E su Berlusconi: “ma chi lo vota?”. Quindi su leghisti e grillini: “Li guardo in tv: parlano ma non esprimono mai un pensiero. Noi rincorriamo le conseguenze, manca la percezione dell’origine dei nostri problemi, dei problemi dell’Europa. A loro non interessa cercare le origini dei problemi e indicare soluzioni, che sarebbe poi l’essenza della politica. A loro basta usare le parole: troppi immigrati. Punto. La denuncia della realtà è forte, la promessa di soluzione del problema non c’è o è debole».

Su Salvini disse: “Si deve ritirare. La politica è pensiero, non arroganza, promesse e volgarità. Ha passato un anno e mezzo ad andare in giro invece di stare al ministero. Per fare promesse, minacciare, cantare e farsi ‘flash'” (intendeva dire selfie). Per De Mita, “La funzione dei grillini è stata salutare fino a che non sono arrivati al governo”, ma “ora il malato ha finito per sostituirsi al medico e impone lui la cura per tutti, leggasi per l’Italia”. in questi casi, aggiunge, “finisce che si muore”.

Quanto alla Lega, “ha un leader che si pone come un messia, che però non ha dietro alcun vangelo”. In comune, prosegue ancora De Mita, “Cinquestelle e Lega hanno l’essere solo azione. Dietro non c’è alcun pensiero. Ecco perché, per uno come me, abituato a pensare prima che ad agire, adesso è tutto più difficile”.

Come dare torto a Ciriaco De Mita: chi è venuto dopo il 1994 è un milione di volte peggio di chi c’era prima.

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