Mattia Perego, Silvia Sardone, Maurizio Lupi, ormai all’interno del centrodestra, dopo una girandola di nomi, pare che la scelta dei capi sia limitata a questi nomi.
Se Sparta piange, Atene non ride. Pierfrancesco Majorino è inviso ai centristi, oggi Carlo Calenda si è espresso nuovamente per l’appoggio a Mario Calabresi, bisogna però capire se ci saranno le primarie, o se decideranno i vertici del campo largo (o campo santo, come lo definisce Vincenzo De Luca) allargato, a livello milanese, dove i riformisti sono tanti, anche a Carlo Calenda. Vi è anche l’ipotesi di non svolgimento delle primarie e che fra i due litiganti (Majorino e Calabresi) il terzo (cioè Emmanuel Conte) sia il candidato sindaco del centrosinistra. Emmanuel Conte, attuale assessore al bilancio, è un civico, viene da una famiglia di tradizioni socialiste (i socialisti hanno amministrato benissimo Milano dal 1945 al 1991), è stimato da tutti, anche dalla destra.
Intanto pare, ma non ho capito se è Lercio o un suo scherzo, che in campo scenda anche Fabrizio Corona. Se dopo avere scoperto un po’ del marcio del mondo televisivo (pochissimo a parer mio) Corona fosse in grado (potrei dargli un mano) di scoperchiare il marcio della politica milanese, potrebbe ottenere il quorum.
Io sono pronto, come nella passata tornata elettorale, ad intervistare tutti i candidati sindaco, Presidente di Municipio, consiglieri comunali, di tutti gli schieramenti, e poi di fare una o due puntate (le più divertenti) segnalandovi gli invotabili. Cinque anni orsono coloro che io e Giovanni Cappella, profondo conoscitore della politica milanese, elencammo fra gli invotabili, non furono eletti. Purtroppo non furono eletti un candidato sindaco e un paio di consiglieri che sarebbe stato utile avere a Palazzo Marino, ma non si può avere tutto. Io aspetto di sapere il nome dei candidati sindaco, certi sono al momento Massimiliano Lisa, Gabriele Abbiati e Carmelo Burgio (salvo problemi nella raccolta firme o ritiri all’utlimo per appoggiare qualcun altro, mi riferisco soprattutto a Burgio), poi mi pronuncerò, lasciando però spazio a tutti. Ricordo che il mio motto (perdente) del 2021 e in tante altre occasioni era: “ne con Sala ne con Bernardo”









Passeggiando per Milano. Interviste ai candidati alle elezioni comunali.