Gigi Moncalvo: la Lega è morta con Umberto Bossi, oggi c’è una sottomarca. Siamo alla resa dei conti… Berlusconi mi mise a tacere…

“La Lega è è finita con l’ictus di Umberto, oggi c’è una sottomarca. Siamo alla resa dei conti” questo il commento di Gigi Moncalvo. Profondo conosciutore della prima Lega, dopo il funerale di Bossi il giornaista dichiarò parlando di Salvini “Ci vuole una bella faccia tosta a presentarsi ai funerali dopo quello che ha fatto o non ha fatto a Bossi. Era inevitabile che il popolo della Lega lo fischiasse. Avrebbe fatto meglio a non presentarsi”.

“Il partito è stato superato perfino da Forza Italia che ha nel simbolo il nome di un morto. Se la Lega oggi mettese nel simbolo il nome di Bossi, prenderebbe sicuramente più voti”.

Con Gigi Moncalvo eviterò di immischiarmi in questioni politiche, io mi occupo di storia, anche se una breve domanda sul primo raduno di Pontida senza Bossi gliela farò, parleremo soprattutto di storia della radio e della televisione.

Sarà Gigi Moncalvo l’ospite della puntata di Tele Historia che andrà in onda lunedì 21 settembre alle 17,30 su Radio Free Live. Introdotto da Cesare Borrometi, Gigi Moncalvo dialogherà con Massimo Emanuelli sulla carriera giornalistica dello stesso Moncalvo, sulle tv locali e sull’impossibilità del giornalismo libero in Italia. Moncalvo, secondo Emanuelli, unitamente a Gianfranco Funari e al primo Roberto Poletti è stato l’unico giornalista televisivo libero in Italia.

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CHI E’ GIGI MONCALVO

Gigi Moncalvo nasce a Gavi (Alessandria) il 13 agosto 1973, laureatorsi in scienze politiche presso l’Università di Genova, nel 1974 inizia la carriera giornalistica a Il Secolo XIX diretto da Piero Ottone, nel 1975 si trasferisce a Milano e lavora per il Corriere d’Informazione diretto da Cesare Lanza, nel 1976 Piero Ottone, già suo direttore a Il Secolo XIX, passato al timone del quotidiano di via Solferino, lo chiama al Corriere della Sera. Nel 1976 diventa giornalista professionista, nel 1980 collabora con L’Occhio diretto da Maurizio Costanzo, quindi passa a Il Giorno.

Nel 1980 lavora a Pin Prima Rete Indipendente, nel 1981 approda anche in televisione come redattore capo e curatore del programma Buongiorno Italia condotto da Aba Cercato su Canale5, nel 1985 è il primo giornalista non sovietico ad entrare all’interno della Centrale nucleare di Cernobyl, quindi si occupa di altri programmi della Fininvest fra i quali Monitor (diretto da Guglielmo Zucconi), gli Speciali News di Rete4, Italia 1 e Canale 5, oltre a Dentro la notizia trasmissione che conduce alternandosi con Jas Gawroksi ed Alessandro Cecchi Paone. Quindi si occupa dell’Urss di Gorbacev, è inviato di guerra in Afghanistan. Nel 1990 conduce Tg Canale 5 News, l’antenato di Canale5, collabora con Mike Bongiorno con Telemike, quindi Silvio Berlusconi. Moncalvo è autore di diversi libri fra i quali ricordiamo Milano No, dizionario dei milanesi da buttare, Oltre la notte di piombo, Faccia a faccia con la mafia, I Caracciolo, Juventus segreta, le biografie di Marco Pannella, Ciriaco De Mita, Mario Segni, Antonio Di Pietro, gli Agnelli e Silvio Berlusconi. E proprio la biografia di Silvio Berlusoni la causa del litigio fra Moncalvo e il proprietario delle reti Fininvest (oggi Mediaset). Moncalvo è autore di diversi libri fra i quali ricordiamo Milano No, dizionario dei milanesi da buttare, Oltre la notte di piombo, Faccia a faccia con la mafia, I Caracciolo, Juventus segreta, le biografie di Marco Pannella, Ciriaco De Mita, Mario Segni, Antonio Di Pietro, gli Agnelli e Silvio Berlusconi. E proprio la biografia di Silvio Berlusoni la causa del litigio fra Moncalvo e il proprietario delle reti Fininvest (oggi Mediaset), il libro Moncalvo lo scrive come ghostwriter, ci lavora un anno ma non ha una risposta da Berlusconi. Moncalvo aspetta, poi si rivolge a Confalonieri che gli dice che Berlusconi ha cambiato idea. Moncalvo interpella allora all’editore Mario Spagnol della Longanesi il quale gli dice che dopo avere letto il libro non capisce se Berlusconi lo loda o lo prende per i fondelli. Moncalvo non ha vita facile in Fininvest, gli censurano anche una lunga intervista a Montanelli, Moncalvo capisce che la sua ora è suonata in quanto lo retrocedono in qualità di intervistatore dei passanti per le vie di Milano. A questo punto pubblica il libro, che contiene aneddoti anche su Marina e Piersilvio, con una casa editrice inglese. Il libro viene promosso da Alessandro Curzi sul Tg3, ne Berlusconi chiede il sequestro.

Passa quindi a Rete Mia emittente per la quale conduce il programma Vietato ucciderci in onda dalle 20 alle 20,30 dalle 22 alle 23, ottiene un successo incredibile creando un’interazione con il pubblico, tocca argomenti scomodi, conduce anche una serata, con riprese televisive, dallo stadio di Viareggio con gli azionisti della tv dalle 8 di sera alle 1,30 di notte, Al cospetto di 15.000 spettatori presenti allo stadio di Viareggio, sul palco si presenta Vittorio Sgarbi che dichiara di avere visto più volte con Berlusconi la trasmissione di Moncalvo. Sgarbi intende boicottare Moncalvo ma lo stesso Moncalvo lo calma dicendogli guarda che il pubblico è con me potresti essere linciato.

Berlusconi convoca Moncalvo ad Arcore, ignaro che egli non lavora più per la Fininvest, Berlusconi gli propone 400 milioni di lire all’anno per il suo silenzio. Moncalvo rifiuta, Berlusconi lo congeda dicendo: “Moncalvo è sicuro della risposta che mi ha dato? Guardi che la aspettano anni di miseria e di disoccupazione…”.

Moncalvo quindi passa ad Antenna 3 Lombardia emittente per la quale conduce Silenzio stampa, è il momento del ribaltone e del litigio di Bossi con Berlusconi (Roma polo – Roma Ulivo), Moncalvo, per fare arrabbiare Berlusconi invita Bossi, molto seguito in Lombardia ed alza gli ascolti di Antenna3 riesce dopo anni a riempire gli studi del famoso studio, vuoto dai tempi di Renzo Villa, Ettore Andenna, Lucio Flauto ecc. Moncalvo lancia anche il guaritore Monsignor Emmanuel Milingo…

Moncalvo lavora quindi per Antenna Tre Nordest di Treviso (con l’incarico di direttore del tg), Cinquestelle Sardegna, Telepadania (conduttore di Alta tensione) e Odeon Tv (trasmissioni Sfida finale e Barba e capelli, dove intervista i suoi ospiti seduti su una sedia tipo quella di un barbiere). Ha collaborato anche con La7, (Il processo di Biscardi), Agorà (Rai3) ed è stato capostruttura di Raidue fino al 2008. Conduce, sempre su Rai2 la rubrica Confronti.

GIGI MONCALVO E’ NELLA STORIA DELLE TELEVISIONI PRIVATE ITALIANE E NELLA STORIA DEL GIORNALISMO ITALIANO

Umberto Bossi e Matteo Salvini, Roberto Bernardelli fra Bossi e Salvini (con Bossi fece la prima lista civica di Milano Lista per Milano capitanata dall’ex sindaco Pietro Bucalossi), Massimo Emanuelli e Matteo Salvini. Per un libro che devo aggiornare (la mia storia di Milano) sto cercando altre foto storiche (io e Bossi a Palazzo Marino). Non vi è nulla di politico, non travisate io ho sempre avuto ottimi rapporti personali con politici di ogni schieramento. E comunque non devo dimostrare nulla a nessuno, quando vedo un candidato consigliere (non candidato sindaco) che ha cambiato più partiti che mutande, una nullità che vorrebbe ammiistrare mi viene in mente la frase che Alessandro Manzoni fa dire a Renzo Tramaglino: “vai povero untorello non sarai tu a spianar Milano”

Storia delle TV private italiane: TV locali, TV straniere in lingua italiana, Syndication, Network (Le Bitte Vol. 1) eBook : Emanuelli, Massimo: Amazon.it: Libri

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