Cesare Borrometi, l’esperto di musica italiana a cui non sfugge nulla…

cesare borrometi 2Cesare  a Noto (Siracusa) nel 1968, da un legale dell’INPS e da un’insegnante di Inglese, e sin da piccolo rimane folgorato da due principali elementi dello spettacolo: la musica e la TV. Compiuti gli studi liceali a Siracusa, presso il Liceo Ginnasio “Tommaso Gargallo”, si iscrive (di malavoglia) a Giurisprudenza, ma dopo un paio d’anni passa a Lettere e consegue la laurea presso l’ateneo catanese con una tesi in Storia dello Spettacolo, dedicata al varietà TV e ai suoi registi. Nel frattempo ecco le prime collaborazioni radiofoniche (tra il 1985 e il 1990 presso “Radio Regione” a Siracusa), finchè, inaspettatamente, un amico non gli chiede di iscriversi (siamo già nel ’97- ’98) al telequiz “Sarabanda” di Italia 1. Cesare vi partecipa senza crederci troppo, ma vince un bel gruzzoletto, rimanendo campione per 17 sere consecutive.

cesare borrometiPurtroppo, però, gravi lutti familiari capitati tutti a breve distanza (la morte, nel giro di pochi mesi, del padre e della sorella affetta da una grave malattia cardiaca congenita, seguita dopo appena qualche anno da quella della madre) impediscono a Cesare di “battere il ferro finchè è caldo”, per cui egli si limita a qualche collaborazione a distanza con il periodico musicale “L’isola che non c’era”, dedicato alla canzone d’autore, e alla presentazione di alcune serate musicali popolari in programma nel Siracusano. Solo nel 2005, trasferendosi al Nord, esattamente a Chivasso (Torino), arriva la svolta, con alcune supplenze di Lettere presso le scuole secondarie superiori del Canavese, ma soprattutto la collaborazione con il settimanale “La Nuova Periferia”, che dura dal 2006 al 2010 e che gli apre le porte della vita culturale locale, assai vivace al tempo, tanto da far parte, nel 2007, dei fondatori dell’ Associazione Culturale “Carla Boero”, di cui è ancor oggi l’inamovibile vice-presidente. Si sposa nel 2009 con una maestrina novarese tutto pepe di nome Annamaria e con lei sfida per lucky wave radioqualche anno la disoccupazione scolastica aprendo un’attività commerciale. La crisi, però, si fa sentire, ma Cesare non demorde e apre le porte alla nuova realtà delle radio web. Incomincia nel 2012 con “Radio Studio Life”, da una costola della quale nasce poi, nel 2014, “Lucky Wave Radio”, che dura ininterrottamente sino ai primi del 2018 e di cui egli stesso è condirettore, nonché coordinatore dei programmi. Nel frattempo, tramite Facebook, ecco il contatto con Massimo Emanuelli: nasce presto una collaborazione che porta Cesare anche a intervenire in voce, qualche volta, a partire dal 2014, a L’angolo della scuola (format storico del professore e giornalista milanese, da poco co condotto con la docente ligure Marika Cassimatis), a Cantando Sanremo e a Stile italiano la storica della canzone italiana raccontata dai suoi protagonisti. I tre programmi sono poi mandati in onda su Lucky Wave Radio.  A partire dalla stagione 2016/2017 Cesare co conduce con Massimo Emanuelli le trasmissioni Cantando Sanremo, Sanremo da salvare e alcune puntate di Stile italiano.  

Da qualche mese Cesare conduce il suo format storico, Vintage Sonic, su Radioitalia Stoccarda Musica Italiana, emittente tedesca in lingua italiana gestita dal cantante e intrattenitore Dino De Marco, e lì prosegue il discorso con i suoi programmi musicali, dedicati alla riscoperta di dischi e curiosità del passato, senza dimenticare i classici della canzone italiana e internazionale.

Attualmente Cesare Borrometi, oltre a condurre Vintage Sonic, sta lavorando con Massimo Emanuelli, Maurizio Seymandi e Pino Callà per l’ottava edizione di Stile italiano la storia della canzone italiana raccontata dai suoi protagonisti, che partirà a maggio 2018, primo ospiti i Jalisse.

la tele che fu cesare borrometiCesare ha anche all’attivo dei libri: il primo, “Lunario dei giorni di Tele”, uscito nel 2012 per la MEF-Firenze Libri, dedicato alla vecchia TV, ha avuto un buon successo, mentre sta per essere pubblicato da La Città del Sole Edizioni “Blog Sessantasette”, carrellata di fatti grandi e piccoli dell’anno 1967, appunto. Sono poi in ballo dei progetti antologici, che dovrebbero vedere presto la luce.

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