E’ morto stamane all’alba Umberto Pizzi, nato a Zagarolo il 7 ottobre 1937, fotografo dal 1963, e, dal 1988, giornalista pubblicista, Con i suoi scatti ha raccontato l’Italia del boom economico, fino ad arrivare ai nostri giorni. Ha fotografato grandi eventi, personalità del mondo della cultura, dello spettacolo, della politica, dell’imprenditoria. Negli anni ’60 ha raccontato la “dolce vita” r la vita mondana romana. Memorabili i suoi scoop: Vittorio Gassman, Marcello Mastroianni, Eduardo De Filippo, Roberto Rossellini, Liz Taylor, Richard Burton, si trovano le foto con Alberto Moravia, Dacia Maraini, Sean Connery, Mick Jagger, Gerard Depardieu, da Sofia Loren a Audrey Hepburn, scatti memorabili che hanno fatto la storia del costume e non solo, uno spaccato di un’epoca che ha segnato la storia letteraria, cinematografica, politica dell’Italia e del mondo. Nel 1967 i Rolling Stones si esibiscono a Roma, Pizzi si precipita all’hotel Parco dei Principi, dove alloggiava la rockstar, e lo “pizzica” all’uscita.
Viene aggredito dai suoi guardiaspalle che gli distruggono la macchina fotografica, una Nikon F1 che, come racconta Pizzi, “costava una barca de sordi”. Decide di rivolgersi ad un avvocato che ottiene un decreto di sequestro di tutte le attrezzature del concerto e i Rolling Stones dovevano suonare quella sera.Umberto Pizzi ha raccontato anche la politica, quella degli anni ’70 con i suoi personaggi simbolo: Sandro Pertini, Giulio Andreotti, Enrico Berlinguer.
Ha lavorato anche per la FAO in Iraq, Iran, Turchia, Siria e Giordania, ha pubblicato su Time, People Magazine, Sunday Express Magazine e sulle principali testate nazionali ed internazionali. Negli anni 70/80 è attivo come fotocronista, continuando a raccontare la società e i costumi di un’epoca, ha colto le trasformazioni della società diventando egli stesso protagonista oltre che testimone. Uno dei suoi scatti più iconici coglie un impassibile Giulio Andreotti, con alle spalle una sensualissima ballerina del ventre e lo sguardo sconvolto della moglie che sembra dire: ”… ma dove mi hai portato?”.
Attivo anche negli anni ’90 e nel nuovo millennio, ha collaborato con il sito web Dagospia di Roberto D’Agostino con il quale ha scritto due libri: Cafonal. Gli italiani nel mirino di Dagospia (2008) e Ultra cafonal. Il peggio di Dagospia (2010) editi da Mondadori, è stato anche ospite fisso del programma di La7 (ah)Piroso.
Il suo archivio fotografico è stato riconosciuto dal Ministero dei Beni Culturali patrimonio di interesse culturale particolarmente importante. Ancora nella venerabile età di 87 anni girava per Roma in sella al suo scooter.