Quando un sindaco di Milano sbagliò funerale

“Si potrebbe andare tutti quanti al tuo funerale, vengo anch’io, no tu no” cantava Enzo Jannacci. L’altro ieri nel corso della mia trasmissione radiofonica ho intervistato Roberto Bernardelli, titolare dell’Hotel Cavalieri, candidato nel 1980 per la Lista per Milano capitanata dall’ex sindaco Pietro Bucalossi (fra i candidati anche Umberto Bossi e Francesco Peroni), poi consigliere comunale e assessore con il partito dei Pensionati, quindi consigliere regionale e deputato per la Lega Nord, infine fondatore di Grande Nord ed oggi membro di Patto del Nord. Nel corso dell’intervista Bernardelli ha rievocato il periodo durante il quale fu assessore ai servizi civici e cimiteriali (giunta Pillitteri del 1990). Bernardelli ha spiegato l’origine del termine becchino e le problematiche legate alla gestione dei cimiteri milanesi.

Un certo Pacci, che esiste davvero, non è una mia invenzione come alcuni pensano, un personaggio che conosce tutti i cimiteri, le lapidi, i funerali, e che si diverte col totomorto, creando ilarità. Alcuni fanno gli scongiuri, altri ridono e sostengono che le mie trasmissioni di approfondimento politico diventano cabaret. Lo ammetto un pò per la mia verve ironica, ma soprattutto per merito di alcuni intervistati esilaranti a volte le mie trasmissioni assumono involontariamente un aspetto satirico. Poco fa su Arcipelago Milano ho letto un articolo di Walter Marossi che ha evocato un paio di episodi risalenti al 1997. Sindaco era Marco Formentini, la sua sindacatura passerà alla storia di Milano per avere avuto in consiglio comunale un giovanissimo Matteo Salvini, ultimo degli eletti nelle fila leghiste con 194 voti. Marossi che è persona seria scrive:

“il 4 marzo 1997 si tiene l’ultimo consiglio comunale, il giudizio prevalente in cittĆ  sulla sindacatura Formentini ĆØ quella di una occasione mancata, di una grande inadeguatezza amministrativa anche se la popolaritĆ  del sindaco restava alta forse anche per alcuni memorabili episodi da commedia all’italiana o da cine panettone che lo resero simpatico ai più.

Nel febbraio del 1997 il sindaco si presentò in chiesa per dare l’estremo saluto a un personaggio pubblico. Con volto addolorato prese parte alla cerimonia, ma a causa di un’omonimia aveva sbagliato funerale, la famiglia della defunta rimase spiazzata ma lusingata dalla presenza del primo cittadino e commentò: ā€œNon sapevamo fosse cosƬ amica del sindacoā€.

In altra occasione il Comune di Milano annunciò di aver trovato al cimitero Maggiore una statua raffigurante Evita Perón (dove era stata effettivamente inumata per 13 anni nella tomba 41 del campo 86 sotto nome di Maria Maggi de Magistris per poi essere consegnata al marito a Madrid) in abito da sposa con un bouquet di rose.

Formentini scrisse al presidente argentino Carlos Menem per donare la scultura all’Argentina, Menem ringraziò e annunciò che la porranno al cimitero della Recoleta dove oggi c’è il mausoleo di Evita, i giornali sia nazionali che argentini, diedero ampio spazio alla notizia.

Solo che una donna milanese poco prima del viaggio della statua con relativa delegazione a Buenos Aires, riconobbe nel volto della statua non Eva Perón, ma sua sorella Magda Maccagnan opera dello scultore Nando Conti e chiese al Comune di riaverla indietro. Al comune non restò che profondersi in scuse con la presidenza argentina.”

Sono episodi che ricordo bene, li avevo soltanto rimossi ma ne scrivevo sul mio libro Accadde a Milano. Notizie personaggi e sindaci dal dopoguerra ai nostri giorni (sto curando un aggiornamento). Anche Marossi, che ripeto ĆØ persona seria, rievocando tali episodi (ce ne sarebbero tanti altri nella lunghissima storia del Comune di Milano) mi ha fatto ridere. Spero che le persone non pensino alla mia verve ironica e satirica, spesso la realtĆ  anticipa la fantasia, i migliori comici milanesi mi hanno spesso confidato che le loro migliori battute sono state prese da scene di vita reale…

Un’altra gaffe di Formentini la ricordo al Festival de l’UnitĆ  del 1999, il 4 settembre 1999 erano stati invitati a due dibattiti diversi due ex sindaci della cittĆ : Aldo Aniasi e, appunto, Marco Formenini. L’ex sindaco leghista, e ormai anche ex leghista, di li a poco avrebbe lasciato la Lega per passare con la sinistra…, sbagliò e si recò al dibattito ove era presente Aniasi. Il vecchio partigiano lo salutò esultando, quasi presagendo il futuro passaggio di Formentini con l’Ulivo.

In arrivo un aggiornamento ai nostri giorni rigorosamente storico, anche se vi sono episodi curiosi…

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