Il 9 novembre a Reggio Calabria oltre 300 studenti attesi, cinque DJ, quattro cantanti e i protagonisti dell’emittenza radiofonica. Il 12 novembre a Catanzaro l’omaggio a Tony Boemi, a Telespazio Calabria e a chi ha scritto la storia della televisione locale. Due grandi appuntamenti per unire memoria, giovani, istituzioni e libertà d’informazione.
Cinquant’anni di voci, immagini, musica, informazione e libertà. Cinquant’anni di una rivoluzione che ha cambiato il modo di comunicare degli italiani e ha consentito anche alle comunità più piccole di raccontare direttamente la propria storia. La Calabria si prepara a celebrare questo anniversario con Cinquant’anni di libertà in onda: la Calabria celebra le radio e le televisioni che hanno dato voce ai territori. Il 9 novembre a Reggio Calabria oltre 300 studenti attesi, cinque DJ, quattro cantanti e la presenza di Giovanni Impastato. Il 12 novembre a Catanzaro l’omaggio a Tony Boemi, a Telespazio Calabria e a chi ha scritto la storia della televisione locale. Due grandi appuntamenti per unire memoria, giovani, istituzioni e libertà d’informazione. Cinquant’anni di voci, immagini, musica, informazione e libertà. Cinquant’anni di una rivoluzione che ha cambiato il modo di comunicare degli italiani e ha consentito anche alle comunità più piccole di raccontare direttamente la propria storia. La Calabria si prepara a celebrare questo anniversario con due importanti appuntamenti istituzionali, il 9 novembre a Reggio Calabria e il 12 novembre a Catanzaro, nell’ambito della manifestazione “50 anni di Libertà in Onda – 1976-2026. Radio e televisioni locali. Parole, immagini, territori, verità”. L’iniziativa è stata fortemente voluta e promossa dal Comitato regionale per le comunicazioni della Calabria, composto dal presidente Fulvio Scarpino, dal vicepresidente Mario Mazza e dal segretario Pasquale Petrolo, con l’obiettivo di valorizzare una delle più importanti conquiste nella storia della libertà di informazione e, soprattutto, di trasmetterne il significato alle nuove generazioni. Non una semplice commemorazione, ma un’iniziativa che intende mettere a confronto due generazioni: quella che cinquant’anni fa conquistò la possibilità di trasmettere liberamente e quella che oggi, nell’epoca dei social network, dei podcast e dell’intelligenza artificiale, deve imparare a esercitare con responsabilità la libertà di comunicare. L’anniversario richiama la storica sentenza n. 202 del 1976, con la quale la Corte costituzionale aprì la strada alle trasmissioni radiofoniche e televisive private in ambito locale, ponendo le basi per una stagione straordinaria di pluralismo, creatività e partecipazione.
Il 9 novembre il Consiglio regionale diventa la casa delle radio libere
Sarà l’Aula consiliare Francesco Fortugno, a Palazzo Campanella, a Reggio Calabria, a ospitare lunedì 9 novembre, a partire dalle ore 9, “Le Voci Libere – 50 anni di radio, musica, parole e territori”. Sono attesi oltre 200 studenti, chiamati a essere protagonisti di una mattinata nella quale la musica incontrerà la storia, il racconto dei pionieri della radio si intreccerà con le esperienze delle nuove generazioni e le istituzioni apriranno le proprie porte a un linguaggio immediato e coinvolgente. Cinque DJ, quattro cantanti, speaker e rappresentanti dell’emittenza radiofonica contribuiranno a ricreare l’atmosfera delle prime radio libere, quando bastavano un microfono, un trasmettitore e una grande passione per raggiungere migliaia di persone. Il Consiglio regionale si trasformerà simbolicamente in una grande radio, nella quale si alterneranno musica, testimonianze, ricordi e riflessioni sulla libertà di espressione.
Tra gli ospiti più significativi, Giovanni Impastato, fratello di Peppino Impastato, che porterà la propria testimonianza sul valore della libertà di parola, sul coraggio della denuncia e sull’esperienza di Radio Aut, una delle espressioni più emblematiche della stagione delle radio libere. La presenza di Giovanni Impastato conferirà alla manifestazione un particolare significato civile. Attraverso il ricordo del fratello Peppino, assassinato dalla mafia nel 1978, sarà possibile ripercorrere una storia nella quale la radio divenne uno strumento di denuncia, partecipazione e resistenza al potere mafioso. Un momento che intende trasmettere agli studenti un messaggio preciso: la libertà di comunicare non consiste soltanto nella possibilità di parlare, ma anche nel coraggio di raccontare la verità. Particolarmente significativo sarà il coinvolgimento delle istituzioni, con la presenza prevista del presidente del Consiglio regionale della Calabria e dei rettori degli atenei calabresi, in un incontro che vuole offrire un segnale forte di unità tra istituzioni, università, scuola e mondo dell’informazione. Un segnale che assume un significato preciso: la libertà della comunicazione non è soltanto una questione di tecnologie o di frequenze, ma un patrimonio culturale e democratico che deve essere trasmesso alle nuove generazioni. La manifestazione sarà preceduta, domenica 8 novembre, dalla “Notte delle Radio”, prevista nell’area pedonale di Corso Garibaldi, a Reggio Calabria, dalle ore 18 fino a mezzanotte: un appuntamento dedicato alle emittenti, agli speaker e alla musica, per riportare simbolicamente le radio tra la gente.
Il 12 novembre a Catanzaro: Tony Boemi e Telespazio Calabria, una storia che appartiene a tutti
Il secondo appuntamento si svolgerà giovedì 12 novembre, alle ore 10.30, presso la Camera di Commercio di Catanzaro, con “Le Immagini Libere – 50 anni di televisioni locali, giornalismo e verità”.
Se Reggio Calabria celebrerà la forza della voce e della musica, Catanzaro renderà omaggio alle immagini che hanno raccontato la vita quotidiana, le trasformazioni sociali, le difficoltà e le speranze di un’intera regione.
Al centro della giornata sarà la figura di Tony Boemi, pioniere dell’emittenza televisiva privata e fondatore di Telespazio Calabria, una delle esperienze più significative nella storia della comunicazione del Mezzogiorno e dell’Italia intera.
Telespazio non rappresentò soltanto un’emittente televisiva. Fu un’esperienza capace di costruire un rapporto diretto con il pubblico, di portare nelle case dei calabresi la cronaca delle città e dei paesi, di raccontare realtà spesso ignorate dall’informazione nazionale. Attraverso programmi entrati nella memoria collettiva e l’informazione di TG Spazio, quella stagione contribuì a trasformare il rapporto tra cittadini, televisione e territorio. La giornata del 12 novembre intende soprattutto rendere omaggio a coloro che collaborarono con Tony Boemi e contribuirono alla crescita di Telespazio Calabria: giornalisti, tecnici, operatori, conduttori, collaboratori e professionisti che, con competenze e sacrifici, resero possibile un’esperienza destinata a lasciare un segno nella storia regionale. È questo lo spirito della prima edizione del Premio Tony Boemi, che vuole essere anzitutto un riconoscimento collettivo a una stagione di pionierismo televisivo e alle persone che ne furono protagoniste. Un patrimonio umano e professionale che merita di essere riconosciuto e tramandato, anche attraverso testimonianze, ricordi e immagini d’archivio. La manifestazione prevede il coinvolgimento dell’Ordine dei Giornalisti, di rappresentanti dei Co.Re.Com. di altre regioni e del mondo delle istituzioni e delle imprese, con la partecipazione della Camera di Commercio e di Unindustria. La storia delle televisioni private è stata infatti anche una storia di iniziativa imprenditoriale: investimenti, innovazione tecnologica, nuovi posti di lavoro e formazione di professionalità che hanno contribuito alla crescita economica e culturale del territorio. Il Premio Tony Boemi avrà inoltre una prospettiva futura, con le sezioni dedicate al giornalismo d’inchiesta e di approfondimento e alla media education, destinate a valorizzare la qualità dell’informazione e la capacità del giornalismo di contribuire alla formazione di cittadini consapevoli.
Dalla libertà di trasmettere alla responsabilità di informare
Le due giornate rappresentano momenti complementari di un unico progetto culturale e istituzionale.
Nel 1976 la sfida era conquistare il diritto di trasmettere. Cinquant’anni dopo, in una società nella quale ciascuno può produrre e diffondere contenuti attraverso un telefono, la sfida è anche garantire un’informazione libera, corretta, verificata e rispettosa della dignità delle persone.
È questo il messaggio che il Co.Re.Com. Calabria intende affidare soprattutto ai giovani, chiamati non soltanto ad assistere agli appuntamenti, ma a confrontarsi con i protagonisti della comunicazione e con le istituzioni.
Il sostegno del Consiglio regionale, il coinvolgimento di AGCOM, dell’Ordine dei Giornalisti, delle università, delle scuole e delle associazioni dell’emittenza conferiscono alla manifestazione un significato che supera quello di una semplice ricorrenza.
Reggio Calabria e Catanzaro diventano così le due tappe di un racconto comune: la prima dedicata alle voci che hanno conquistato l’etere, la seconda alle immagini che hanno dato un volto alle comunità.
Perché celebrare cinquant’anni di radio e televisioni libere significa ricordare chi ebbe il coraggio di accendere un microfono o una telecamera quando farlo non era ancora scontato. Ma significa soprattutto riaffermare che una comunità, per essere davvero libera, deve avere il diritto di raccontarsi, di essere ascoltata e di essere informata.






La storia delle radio e tv calabresi (e di Tony Boemi) sono inserite negli ebook


