Costa Etrusca Tv

COSTA ETRUSCA TV

Nell’aprile 1973 Ivio Barlettani (corrispondente del quotidiano Il Telegrafo di Livorno e direttore del giornale Costa Etrusca di Piombino) e l’ingegner Ferrante Rossi (titolare del laboratorio di elettronica Intel) dettero il via alle trasmissioni ufficiali della televisione via cavo Costa Etrusca Tv denominata poi Telepiombino. Con loro c’erano anche Roberto Fidanzi, il commercialista Marcello Guastino, il direttore tecnico Mimmo Martinucci ed il primo cameraman e grande appassionato di elettronica Salvatore Stecca (scomparso in un tragico incidente nel 1997). L’emittente nasceva da una costola dell’omonimo giornale Costa Etrusca (che diventerà vero e proprio organo della tv via cavo italiana) nato nel 1962 con la tipica veste grafica a lenzuolo con la foliazione di sei pagine che alla data del lancio della stazione titolava ad otto colonne in prima pagina: “Fra pochi giorni l’inizio delle trasmissioni televisive. Piombino: prima città Toscana ad avere una stazione tv via cavo. Viva attesa in ogni ambiente cittadino. Inizialmente saranno installati televisori nei negozi del centro. Verrà trasmesso un video giornale con notizie riguardanti Piombino. Intenso lavoro dei tecnici della Intel dell’Ing. Rossi. Una trasmissione libera senza condizionamenti di parte”. Programmi sperimentali della stazione erano partiti già nel febbraio con la proiezione di cartoline della città, ricevute da una trentina di televisori allacciati via cavo posti in gran parte nei negozi del centro. L’emittente ottenne subito un grande successo. Ogni sera allacciava circa 1800 utenti e metteva in onda tutto quanto era possibile trasmettere dalla sede di Corso Italia 95 al terzo piano di un palazzo dove si trovava anche la sede del quotidiano Il Telegrafo nel centro della città di Piombino (Livorno). Il videogiornale alle ore 19.15, le tavole rotonde sui problemi di attualità, le partite di calcio, i dibattiti sul sociale e le trasmissioni per i ragazzi furono il fiore all’occhiello della piccola emittente televisiva tanto che anche la stampa internazionale dedicò spazi e grande risalto alla iniziativa toscana. Ma il 4 maggio Costa Etrusca Tv venne raggiunta dal decreto legge n. 156 dell’allora ministro delle Poste e Telecomunicazioni Gioia che metteva fuori legge tutte le stazioni  via cavo sorte in Italia. Il giornale Costa Etrusca titolava a tutta pagina in prima: “Telecavo: sdegno unanime per la decisione del Governo. Le stazioni televisive “fuorilegge” con un improvviso decreto. Da oltre un mese “Costa Etrusca Tv” teneva banco a Piombino. Gran folla entusiasta davanti ai televisori di Corso Italia. Una nuova voce, libera e indipendente, nell’interesse della nostra città. Ancora una volta Parlamento e commissioni messi di fronte al fatto compiuto”. Ed ancora in un’altra prima pagina: “Imposto il silenzio. La Tv piombinese tace. Calpestando l’articolo 21 della Costituzione”. E più sotto di taglio: “Il nostro direttore indiziato di reato. Per aver trasmesso notiziari televisivi”. E nel piedino: “Tavola rotonda sulla Tv – cavo”. Barlettani unitamente a Peppo Sacchi ideatore di Telebiella, il compianto Enzo Tortora e l’avvocato Dall’Ora, costituirono il primo comitato italiano per la liberalizzazione delle frequenze televisive. L’emittente il 16 maggio partecipò come osservatore alla 1.a assemblea prima assemblea della Federazione Italiana Editori Televisioni Via Cavo che si svolse a Venezia con altre 20 stazioni. Poi stette ferma un anno. Nel periodo di pausa la sede venne spostata sul Lungomare Marconi a Salivoli e i tecnici riuscirono a collegare 1300 abitazioni.  Con la caduta del monopolio Rai la tv riaprì il 27 ottobre 1974. La prima pagina di Costa Etrusca dette l’annuncio come al solito a tutta pagina: “Giustizia è fatta! Torna la libertà d’informazione con la Tv – cavo. Con la sentenza della Corte Costituzionale cade il bavaglio imposto dal Ministro Gioia. I successi delle trasmissioni di Costa Etrusca Tv”. E di taglio: “Un nuovo percorso”. Tra i collaboratori entrarono anche Franco Barbaglia e Sergio Grassi. Trasmetteva dalle 17 alle 23. Tra i programmi sono da ricordare quelli in diretta con gli ospiti illustri della politica e dello spettacolo e tra questi: Valerio Biondi, Franco Visentini, Giuseppe Averardi, Enrico Berlinguer, Corrado Pani, Mario Carotenuto, Gino Bramieri, Alighiero Noschese; le interviste effettuate all’esploratore Ambrogio Fogar, quella al famoso apneista francese Jacques Maiol ed al cantante lirico in pensione Giovanni Gentili; e le partite di calcio (che aprirono un contenzioso con la Lega Italiana Gioco Calcio), la prima trasmessa con il Bibbiena per il campionato regionale di Promozione. Con il via all’etere nel 1976 l’emittente cambiò il nome in Telepiombino e si convertì sul canale III banda Vhf H1. Il vecchio nome Costa Etrusca fu dato nel 1979 alla radio che però ebbe incerta fortuna. Tra i programmi di Telepiombino: “Torrione sera”, “Tiro al bersaglio, personaggi alla sbarra” una specie di filo diretto con i politici e personaggi in genere, “Dado quiz” giochi e varietà condotto da Rita, “Sport” a cura di Alfio Callai, “S come Sport”. L’emittente chiuse nel 1981. Ivio Barlettani il 29 dicembre 1976 raccontò l’inizio dell’esperienza al collega Augusto Vivaldi de Il Telegrafo per la rubrica “Tv locali: chi sono, cosa fanno, cosa vogliono”: “L’idea venne sulla scia di Biella. Se non sbaglio nel febbraio 1973. Come il Rag. Sacchi, decidemmo di mettere su una stazione via cavo. Allora i soci erano due: oltre al sottoscritto c’erano l’ing. Rossi Ferrante, un tecnico che aveva un laboratorio di elettrotecnica a Piombino. Partimmo con pochi fondi, cinque milioni. Andammo a Biella a vedere come era fatta una stazione Tv. Sacchi, che aveva fatto il regista alla Rai, era uno dei pochi in Italia che sapeva che cosa era una telecamera e ci insegnò diverse cose. Iniziammo con un registratore e una telecamera portatili; un quarto di pollice, quasi un giocattolo. Una stanza in corso Italia, proprio nel centro di Piombino, faceva da studio. Iniziammo i collegamenti, allacciando, appunto via cavo, una trentina di televisori, posti in gran parte nei negozi: dove insomma c’era sempre gente che poteva vedere le nostre trasmissioni. All’inizio facevamo vedere cartoline di Piombino; poi nel marzo ci fu il vero e proprio debutto. Un servizio su un ragazzo che era scappato di casa perché il padre voleva che si tagliasse i capelli e lui rifiutava. Insomma la gente cominciò a parlare della Tv toscana. Programmi precisi non ne avevamo. La sera un po’di notiziario locale. La domenica la partita del Piombino; a proposito siamo stati i primi a trasmettere una partita di calcio. Ebbe successo ma poi la Lega intervenne e allora le cose cambiarono. Siamo andati avanti fino al decreto Gioia, nel maggio mi sembra. Biella continuò a trasmettere; noi cessammo le trasmissioni continuando la battaglia sul piano giuridico. E, alla fine, la spuntammo perché la Tv cavo fu liberalizzata, in linea di massima, anche se non c’era una precisa regolamentazione. Abbiamo fatto altri acquisti di materiale audiovisivo, cavi coassiali per collegare altre abitazioni; nel frattempo ci siamo spostati di sede andando sul lungomare Marconi. Siamo riusciti a collegare con i nostri studi 1300 abitazioni. Inizialmente gli utenti pagarono, ventimila lire, ma poi ci siamo visti costretti a restituire i soldi a tutti. Perché noi allacciavamo il centralino di un palazzo: qualcuno era disposto a pagare altri no ma anche questi ultimi col sistema di allacciamento che facevamo potevano vedere le nostre trasmissioni. E quindi non era giusto che alcuni pagassero e altri no. Avevamo previsto un canone di cinquemila lire l’anno. Ma non c’è mai stata una regolamentazione e così non abbiamo mai incassato una lira. Volevamo collegare tutta Piombino, diecimila abitazioni, circa. Vennero rappresentanti di una ditta canadese e una svizzera, ci fecero preventivi. Alla fine ci dissero che per fare un allacciamento, diciamo professionale, occorreva un miliardo e 500 milioni. Trasmettevamo il solito notiziario, qualche inchiesta, partite e poi una volta alla settimana un film, però poi siamo partiti anche noi via etere. O meglio il nostro segnale veniva ripreso da un trasmettitore posto in città, che funzionava sulla terza banda, canale H-1. E siccome su questa frequenza a Piombino ci possono ricevere grazie  all’antenna del primo canale Rai, i nostri programmi possono ora essere seguiti da migliaia di cittadini. Un buon 60-65 per cento della popolazione. E’ qui, forse, che abbiamo perso l’autobus. Eravamo rimasti gli unici ad illuderci che la Tv cavo potesse avere qualche successo: abbiamo perso un mucchio di tempo”.

(Ruggero Righini)

L’idea di mettere in rete (impresa titanica) la storia delle radio e delle televisioni locali nasce nel 2005 per iniziativa di Gigi Vesigna (giornalista, direttore storico di Tv Sorrisi e Canzoni), Massimo Emanuelli (docente e giornalista di Millecanali, pioniere della radiofonia), Maurizio Seymandi (giornalista e mitico conduttore di Superclassifica Show), Pino Callà (regista e produttore televisivo), Enzo De Mitri (giornalista, critico televisivo de La Notte, collaboratore di Gianfranco Funari).  L’avere vissuto da angolazioni diverse (carta stampata, radio e tv) il periodo pionieristico, l’avere visto nascere e crescere tante emittenti locali, l’avere conosciuto ed intervistato molti dei protagonisti, oltre agli archivi dei fondatori, rende agevole (anche se infinito) il lavoro dei nostri.  Con il passare dei mesi i fondatori vengono contattati da molti pionieri che forniscono ulteriori testimonianze, ricordi e materiale. Si uniscono al gruppo Massimiliano Marchi, Ruggero Righini, Gianfranco Guarnieri, Agostino Rosa ed altri.  Per ogni regione d’Italia viene individuata una memoria storica/corrispondente, aumenta il numero delle interviste mensili e dei contatti del portale. Nascono intanto (giustamente e citando la fonte) analoghe iniziative a livello regionale, con scambi di link e collaborazioni proficue (particolarmente interessante il lavoro di un altro pioniere, Massimo Lualdi).  Nel 2015 scompare Gigi Vesigna, in segno di lutto e di rispetto il sito non viene più aggiornato. Dopo un lungo periodo di silenzio i pionieri superstiti decidono di riattivare il sito (è in ristrutturazione, sarà aggiornato e rilanciato con nuova grafica su un nuovo dominio). Molto è ancora il materiale da pubblicare ed inserire, molte sono ancora le interviste da fare, pian piano accontenteremo tutti.  Al momento alcune schede vengono rilanciate su due blog

https://storiaradiotv.wordpress.com/ (radio)

https://massimoemanuelli.wordpress.com/ (tv ed interviste varie)

Gradualmente sarà inserito anche materiale audio e video del nostro archivio e materiale che i pionieri ci stanno inviando.

Purtroppo qualcuno nel frattempo aveva copiato l’intera linea editoriale del portale (e non solo gli articoli) senza ritegno e non rispettando il diritto d’autore dei collaboratori che vantano tantissimi anni di lavoro e ricerca (molti degli articoli erano usciti su testate nazionali). Già in passato avevamo fatto una causa (vinta) per la copiatura di alcune schede, ma copiare l’intera linea editoriale annunciando di copiare l’intero sito è a dir poco folle. Disponibili a collaborare con chiunque citi le fonti e ci proponga scambi e confronti, non possiamo però transigere con chi plagia pedissequamente. Tutti coloro che hanno ulteriori notizie o proposte farci scrivano alla mail storiaradiotv@tiscali.it provvederemo ad integrare le schede e a citare gli autori.

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È vietata la riproduzione, anche parziale, e/o la diffusione dei testi e dei contenuti sonori e video di questo blog senza l’autorizzazione degli autori. Il blog è protetto dal diritto d’autore, chi ha cercato di non ottemperare a tali regole è già stato condannato con disposizione del Tribunale di Milano, con provvedimento d’urgenza ex art. 700 c.p.c. R.G. 77235/05..  Vi occorre qualcosa?  Scrivete, specificando il vostro indirizzo e il motivo della richiesta. Mail: storiaradiotv@tiscali.it

Contattateci alla mail storiaradiotv@tiscali.it per fornirci ricordi e testimonianze, provvederemo a pubblicarle.

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