A meno di due mesi dalla morte della moglie ci lascia anche Carlo Ripa di Meana

Ecarlo e marina ripa di meana

E’ morto in un ospedale romano, all’età di 89 anni,  Vittorio Ripa di Meana. Nato a Piertasanta il 15 agosto 1929, discendente della nobile famiglia dei marchesi di Meana, giovanissimo milita nel Pci, fra il 1953 e il 1954 è a Praga per conto del partito. Nella capitale dell’allora Cecoslovachia incontra Bettino Craxi, che rappresenta l’Unione goliardica italiana nelle università. Alla fine degli anni ’50 Ripa di Meana fa il libraio per la Feltrinelli a Pisa e d’estate a Forte dei Marmi, quindi dirige la rivista Passato e presente facente capo ad Antonio Giolitti, leader cella corrente del Pci che di li a poco aderirà al Psi.  Dopo avere aderito al partito di Pietro Nenni, Ripa di Meana fa il redattore per la Rizzoli e diventa segretario del Club Turati. Nel  capoluogo lombardo frequenta Gae Aulenti, Luciano Bianciardi,  Camilla Cederna, Aldo Bassetti, Roberto Guiducci, Armanda Guiducci, Franco Momigliano, Bruno Pellegrino, Alessandro Pizzorno, Vico Magistretti, Guido Vergani, Lorenzo Capellini, Silvia Giacomoni, Giorgio Bocca, Marco Zanuso, Giulia Maria Crespi, Gustavo Ghidini, Lina Sotis, Paolo Grassi, Maria Teresa Spada e Meo Calzini.  Nel 1970 viene eletto consigliere della Regione Lombardia per il Psi, nel 1971 è fra i firmatari della lettera aperta pubblicata da L’Espresso sul caso di Giuseppe Pinelli, nella quale si addita Luigi Calabresi come responsabile della sua morte. Nel 2007 in una pubblica assemblea chiede “perdono alla Signora Calabresi e ai suoi figli” indicandone come conseguenza l’omicidio del Commissario. Presidente della Biennale di Venezia dal 1974 al 1979, entra nella corrente di Bettino Craxi, eletto segretario del Psi nel luglio 1976 al Midas.  Dal 1979 al 1984 è eurodeputato per il Psi, sposatosi con Marina Puntunieri nel 1982 (testimone di nozze è Bettino Craxi) dal 1985 al 1992 è Commissario europeo alla cultura e all’ambiente nelle Commissioni Delors I e Delors II.
Nel biennio 1992-93 è Ministro dell’ambiente nel primo governo Amato, si dimette il 7 marzo 1993 dopo aver votato nel governo contro la proposta del decreto Amato-Conso detto “colpo di spugna.  Passa quindi ai Verdi e ricopre il ruolo di portavoce nazionale, è quindi eletto nuovamente deputato europeo, resterà in carica fino al 1999, vota contro l’adozione  dell’euro come moneta unica. Dal marzo 2000 al marzo 2005 è eletto consigliere regionale in Umbria. Nel 2001 diventa Presidente del Comitato Nazionale del Paesaggio.  Nel giugno 2005 è presidente dell’associazione Italia Nostra. Dal 2012 è presidente onorario dell’Associazione Italiana per la Wilderness Onlus.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...