E’ morto l’ex ministro democristiano Giovanni Prandini

giovanni prandini

 

E’ morto nella notte a Brescia l’ex ministro democristiano Giovanni Prandini. Non è solo la morte che mi fa avere rispetto dei democristiani (che non ho mai votato e che ho avversato in prima Repubblica) ma quanto accade oggi nella seconda, o, peggio ancora terza Repubblica, dove democristiani sono diventati Luigi Di Maio e i 5 Stelle, pur di governare ed inciuciare sono disposti ad allearsi con chiunque…. contrariamente a tutti i loro punti programmatici originari.  La Dc, pur con mille difetti, governò ininterrottamente dal 1946 al 1994 (salvo brevi parentesi che comunque videro uomini dello scudo crociato ministri), rese l’Italia uno dei Paesi più forti nel mondo, costruì, unitamente ai socialisti, quello stato sociale che la seconda Repubblica ha distrutto. Le polemiche, mie e di altri sparuti laici, libertari, erano per questioni civili e di costume, non politiche. La Dc comunque non arrivò mai a governare con l’estrema destra (allora Msi) o l’estrema sinistra (allora Dp), i 5 Stelle stanno andando oltre…  La Dc cadde (come tutti gli altri partiti storici della prima Repubblica che avevano dato benessere e democrazia) sulla questione morale con Tangentopoli, poi arrivarono i falsi moralizzatori della seconda Repubblica (destra e sinistra) che distrussero lo Stato sociale, portarono il Paese allo sfascio, e non furono certo immuni da scandali, ben peggiori di quelli della prima Repubblica.  Sempre l’onestà, la questione morale (dalla quale i 5 Stelle non sono immuni)…

Giovanni Prandini era nato a Calvisano il 22 gennaio 1940, laureatosi in scienze economiche e commerciali, iniziò a lavorare (a differenza dei pentastellati) come funzionario pubblico, facendo una grande esperienza con la macchina burocratica statale. Nel 1972 fu eletto deputato nel collegio di Brescia con la Dc. Deputato per quattro legislature e senatore per due, fu anche ministro (della Marina Mercantile nel governo Goria fra il 1987 e il 1988, dei lavori Pubblici nel governo Andreotti dal 1989 al 1991), in precedenza era stato sottosegretario per il Commercio estero nel governo Craxi. La sinistra (e Repubblica) in modo sprezzante diceva che Prandini faceva parte della “banda dei quattro”, insieme a Paolo Cirino Pomicino, Francesco De Lorenzo e Carmelo Conte, “i superpotenti che guidano le scelte strategiche dell’esecutivo presieduto da Andreotti” (19 ottobre 1989). Tale definizione fu coniata da un altro democristiano, Guido Bodrato, esponente della “sinistra Dc”. Rimasto coinvolto nelle indagini di “Mani pulite”, fu condannato in primo grado a sei anni per tangenti sugli appalti Anas. La sentenza fu poi annullata dopo due anni e nel 2005 l’ex ministro dei Lavori pubblici venne prosciolto.

Come ogni lunedì anche oggi alle 17,30 sarò in onda con ospiti su Radio Free, per parlare di scuola, cultura e degli eventi politici della settimana.

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