Alessandro Sallusti

ALESSANDRO SALLUSTI

L’eretico della carta stampata, l’eretico della tv

di Massimo Emanuelli

Alessandro Sallusti nasce a Como il 2 febbraio 1957, si diploma perito chimico tessile presso il Setificio di Como: “negli anni ’70 il figlio primogenito era quello che doveva fare l’Università, il secondo figlio quello che doveva andare a lavorare,  quindi mi fecero fare una scuola tecnica, per perito tessile. Ma io già volevo fare il giornalista. Della scuola ho ricordi drammatici, ma oggi sono diventati piacevoli. Nel 1976 nacque Radio Como, era un’emittente legata alla sinistra, una sorta di Radio Popolare lariana: “io non c’entravo nulla con la sinistra, vi approdai casualmente poichè avevo vinto una gara internazionale di atletica leggera, mi intervistarono e da quel momento non uscii più dagli studi, mi affidarono la rassegna stampa mattutina, il programma finiva alle 8,30 ed io entravo sempre a scuola alle seconda ora.  In quinta a causa di questi ritardi non fui ammesso alla maturità. Per sfuggire alle ire di mio padre partii per il battaglione San Marco, mi diplomai successivamente come privatista. Poi mi iscrissi alla facoltà di economia e commercio all’Università di Torino, diedi un solo esame, poi iniziai a fare il giornalista a tempo pieno.

Sallusti trova un maestro in Adolfo Caldarini, corrispondente di Como de LA NOTTE di Nino Nutrizio: “Caldarini iniziava a lavorare alle 5 del mattino, io gli portavo le brioches e il caffè e lo guardavo come un maestro, fu Caldarini a volermi a Ctl (Centro Televisivo Lariano), una delle prime emittenti televisive comasche. L’acronimo stava per Centro Televisivo Lariano, erano anni pionieristici, io facevo di tutto: dalle pulizie, al cameraman, alla lettura del tg”.  Alla fine degli anni ’70 Sallusti lavora a L’ORDINE di Como: una storica testata cattolica di proprietà della Curia, fondata nel 1878: “iniziai facendo il cronista di bianca, il capo impaginatore, il capo cronista e, infine, il condirettore.  Nel 1981 la Curia di Como vendette L’ORDINE a Centro Televisivo Vaticano che aveva preso in gestione L’AVVENIRE e IL SABATO, capo di questa struttura editoriale era Fiorenzo Tagiiabue.  Quando chiuse L’ORDINE, nel 1984, nonostante io non fossi cattolico nel senso ortodosso della parola, mi proposero di lavorare a IL SABATO diretto da Giovanni Santambrogio (attualmente a Il Sole 24 Ore) per cui feci dapprima l’inviato e poi il caporedattore.  Nel 1985 passai a L’AVVENIRE come capocronista del direttore Folloni, nel 1986 diventai caporedattore centrale.  Nel 1987 Paolo Granzotto, che avevo conosciuto quando facevo l’inviato a IL SABATO mi propose di andare a IL GIORNALE dove rimasi fino al 1988, quando seguii Mottola, il caporedattore centrale de IL GIORNALE diventato vicedirettore del quotidiano romano.  Dal 1988 al 1989 lavorai a Roma con IL MESSAGGERO con direttore Mario Pendinelli, nel 1989 passai al CORRIERE DELLA SERA come redattore ordinario, rinunciando a metà dello stipendio e alle qualifiche, direttore era Ugo Stille”.  Sei anni a IL CORRIERE, fino al 1994, nel frattempo diventa capocronista di Milano e, infine, caporedattore centrale. Quando Giulio Giustianiani, vicedirettore de IL CORRIERE andò a Venezia per dirigere IL GAZZETTINO mi portò con sè.  Dopo un anno a Venezia, Sallusti torna a Como come direttore de LA PROVINCIA DI COMO. “Nel 1999 mi telefonò Vittorio Feltri, con il quale non avevo mai lavorato poichè quando io arrivai al CORRIERE lui era da poco andato via, Feltri mi disse: io voglio fondare un nuovo quotidiano da 400.000 copie, nel frattempo Feltri convinse Rifleser ad unificare in un fascicolo nazionale IL GIORNO, IL RESTO DEL CARLINO e LA NAZIONE, lasciando le pagine locali. Parte il Quotidiano Nazionale con Feltri direttore ed io condirettore.  Dopo sei mesi io e Feltri decidemmo di lasciare QN per fondare LIBERO. Era il febbraio 2000, fui io a trovare la sede, a mettere insieme il sistema editoriale, a fare i primi progetti grafici. Però a maggio siccome LIBERO non partiva a causa dei finanziatori che temporeggiavano, decisi di andare a PANORAMA come vicedirettore di Nini Briglia,  due mesi dopo si sbloccò la situazione di LIBERO che uscì nelle edicole nel luglio 2000 e Sallusti ritorna con Feltri.

Nel nuovo millennio Sallusti torna in televisione come ospite: “era dai tempi di Ctl che non mettevo piedi in uno studio televisivo, visto che avevo fatto fino ad allora il giornalista della carta stampata”.

Chi sono stati i suoi maestri giornalistici, Sallustri?

Il già citato Adolfo Caldarini, e, a livello nazionale Indro Montanelli, Paolo Mieli e Vittorio Feltri.

Sallusti lei è stato spesso ospite dei programmi condotti da Roberto Poletti.

Roberto Poletti è una sorta di animale giornalistico, ha un talento incredibile, è uno dei migliori conduttori di tv nazional-popolari, una via di mezzo fra Gianfranco Funari e Michele Santoro, un mix stranissimo, ha la sfrontatezza di Funari e il gusto della polemica e dell’identificazione della trasmissione con il conduttore, che è il classico di Santoro.  Dopo la sua sciagurata parentesi da deputato fortunatamente è rientrato in televisione. Pur essendo molto diversi da tanti punti di vista abbiamo una passione sfrenata per il nostro mestiere.

Un suo ricordo di Gianfranco Funari che ci ha da poco lasciato:

“E’ stato un grande innovatore della televisione, purtroppo come tutti i grandi innovatori che non sanno staccare era diventato la caricatura di sè stesso, ma negli anni ’80 e ’90 è stato l’uomo che ha cambiato la televisione.

Nel giugno 2008 Sallusti ha fatto il suo esordio come conduttore con L’ERETICO programma in onda il lunedì in seconda serata su TeleLombardia e e su un network di emittenti regionali fra le quali ricordiamo:  Primo CanaleAntenna 3 NordestTeleCupole, Etv, T9, TeleNapoli Canale 34,  TeleNorba, VideoCalabria, Antenna SiciliaVideolina. L’ERETICO è un  faccia a faccia su un tema caldo fra Sallusti e un personaggio di livello nazionale, fra gli ospiti ci sono stati Massimo D’Alema, Antonio Di Pietro, Daniela Santanchè, Vittorio Sgarbi, Luciano Moggi, il programma fa un’audience stimato attorno al 5%.  La sigla è PROFONDO ROSSO dei Goblin, colonna sonora dell’omonimo film di Dario Argento, l’incipit sembra quello di uno dei programmi di Carlo Lucarelli.   A settembre partirà il nuovo ciclo de L’ERETICO.

Fra la fine di settembre e l’inizio di ottobre nelle edicole di Como uscirà nuovamente L’ORDINE, quotidiano che ha sospeso le pubblicazioni nel 1984  A riabilitare questa storica testata e a dirigerla sarà proprio Sallusti che proprio in questo giornale aveva iniziato la propria carriera.  Sallusti nella sua nuova avventura verrà supportato da Carlo Ripamonti, ex leader degli industriali comaschi, che è stato anche fra gli azionisti de LA PROVINCIA.  Sallusti conterà inoltre sulla partecipazione degli Angelucci, editori di LIBERO e de IL RIFORMISTA, la pubblicità sarà raccolta da Visibilia, la concessionaria di Daniela Santanchè.  Il nuovo giornale ha già trovato una sede in un palazzo di via Vittorio Emanuele a Como, dove lavorerà una redazione formata da quattro giornalisti. “Sarà un progetto pilota, non il classico giornale d’informazione, voglio sperimentare un’idea che ho da qualche tempo: fare un giornale d’opinione, di seconda lettura, rivolto alla classe dirigente locale, sul modello de IL FOGLIO. Uno strumento informativo di livello rivolto a un segmento più alto, con una formula agile, che non vuole mettersi in concorrenza con altri giornali sulla piazza. Sarei davvero matto se lo facessi. In Italia esistono dei quotidiani locali molto radicati sul territorio che non sono scalfibili, ad esempio LA PROVINCIA, LA PREALPINA, L’ECO DI BERGAMO ecc. Non esistono grandi spazi per un format molto agile, leggero, con una redazione di poche persone e un grande link con il nazionale, cioè portando a livello locale una serie di firme, di opinionisti, di commentatori, di polemisti che di solito si esercitano sulle palestre nazionali disposta a divertirsi, a sperimentare la loro autorevolezza sul piano locale, potrebbe essere un’idea vincente. Se poi funzionerà a Como, non ci aspettiamo grandi cifre ma uno zoccolo duro, che abbia autorevolezza, che faccia opinione nel paese, non c’è nessuna ragione perchè non possa funzionare da altre parti.”  Per la redazione dell’ORDINE, Sallusti punta esclusivamente su giornalisti comaschi: “è imprenscindibile per un’iniziativa del genere avere conoscenza del territorio, delle sue logiche, della sua mentalità. Invece, i collaboratori saranno soltanto locali:  ci sono alcuni temi specifici di carattere nazionale: la costruzione di una moschea, tagliare o no l’Ici, che entreranno negli ordini del giorno delle agende locali”.

Sallusti smentisce che le ragione della sua uscita da LIBERO “spero di potermi sganciare entro fine luglio”) siano state provocate da un peggioramento dei rapporti con il direttore: “non credo che se andassi via incazzato gli Angelucci mi darebbero una mano per la nuova iniziativa. E poi, spero di mantenere una collaborazione con LIBERO. Alla base della mia scelta ci sono delle ragioni personali, quasi esistenziali. Ho cinquant’anni, l’esperienza che ho iniziato insieme a Vittorio Feltri e Renato Farina si è affermata e consolidata ed ho necessità di provare altre cose, di realizzare un sogno da tempo ho tenuto chiuso nel cassetto: riportare L’ORDINE in edicola. 

sallusti sgarbi

Il 21 agosto 2009 Alessandro Sallusti lascia la direzione de L’Ordine, restando come editore, per ricoprire il ruolo di condirettore de il Giornale, accanto a Vittorio Feltri. Dal 24 settembre 2010 Sallusti ha assunto la carica di direttore responsabile de Il Giornale.

 

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