E’ morta Inge Feltrinelli, regina della cultura del ‘900, tedesca di nascita, italiana , e milanese, di adozione

inge feltrinelliStamattina, giovedì 20 settembre, è morta a Milano Inge Feltrinelli. Inge Schönthal nacque a Gottinga nella bassa Sassonia, il 24 novembre 1930. figlia di padre ebreo e di madre protestante. Da bambina assiste agli orrori della Germania nazista, la madre le salva la vita convincendo il marito a scappare negli Usa e lasciando la piccola Inge sotto la protezione di un ufficiale della cavalleria tedesca che le fa da patrigno. Nel 1952 Inge si trasferisce a New York ospite della pronipote di J. P. Morgan, riuscendo a fotografare, tra gli altri, Greta Garbo, Gary Cooper, Elia Kazan, John Fitzgerald Kennedy, Winston Churchill e a stringere amicizia con Erwin Blumenfeld. Tra le sue foto più celebri quelle degli scrittori Ernest Hemingway, Edoardo Sanguineti, Allen Ginsberg, Günter Grass, Nadine Gordimer, e dei pittori Pablo Picasso e Chagall. Il 14 giugno 1958 (anniversario della rivoluzione francese come ricordava nel corso di un’intervista), tornata ad Amburgo dopo sei anni di permanenza negli States, conosce Giangiacomo Feltrinelli che sposa nel 1960, seguendolo a Milano. Naturalizzata italiana lavora con il marito che nel 1949 aveva fondato la Biblioteca Feltrinelli per lo studio della storia contemporanea e i movimenti sociali, trasformata nel 1954 in Casa Editrice Feltrinelli, editore comunista miliardario, famoso nel mondo per avere pubblicato libri come Il Dottor Zivago di Boris Pasternak, Il gattopardo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, libri di autori del terzo mondo, i romanzi di Henry Miller, di Giorgio Bassani (che fu anche direttore editoriale della casa editrice stessa) e altri volumi che fecero scandalo.  Quello fra Giangiacomo e Inge è un grandissimo rapporto affettivo e professionale che si interrompe nel 1972 allorquando l’editore muore tragicamente nelle campagne di Segrate il 14 marzo 1972 nel tentativo di mettere una bomba su un traliccio dell’Enel.  Dal 1972 lei ad ereditare e a guidare la casa editrice, fedele al motto del marito defunto: “cambiare il mondo con i libri, combattere le ingiustizie con i libri”, Inge guidava di fatto la casa editrice fin dal 1969 allorquando il marito era entrato in clandestinità.  E’ Inge ad ampliare l’offerta della casa editrice e ad aprire tantissime librerie in tutta Italia.  Residente a Milano, la sua seconda casa era in via Andegari sede della casa editrice,  cittadina del mondo, viaggia per ragioni di lavoro, nell’Italia provinciale degli anni 60 porta a Milano la cultura di tutto il mondo. Si trova nel corso dei suoi viaggi di lavoro al cospetto dei grandi editori internazionali, viene soprannominata “the queen of publishing””. la regina dell’editoria. Conosce Fidel Castro ed altri grandi statisti, ha rapporti diretti con gli autori (molti dei quali vincitori di premi letterari), essa stessa insignita di onoreficenze e riconoscimenti (Cavaliere dell’Ordine al merito della Repubblica Italiana, Commandeur de l’Ordre des Arts et des Lettres, Croce al Merito al nastro dell’Ordine al Merito di Germania, laurea honoris causa conferitale dall’Università degli Studi di Ferrara). Editore ed interlocutrice di Gunter Grass, Albert Einstein, Gabriel Garcia Marquez, conoscitrice della grande cultura nazionale ed internazionale.  Negli ultimi anni, a causa dell’età e di motivi di salute, aveva lasciato la direzione della casa editrice al figlio Carlo. Inge non amava le cerimonie degli adii, se ne è andata con la riservatezza silenziosa con cui aveva l’abitudine di lasciare una festa. Così l’ha ricordata il sindaco di Milano Beppe Sala:

“- “Inge Feltrinelli è stata una vera protagonista della vita culturale e sociale della nostra città.Accolta come solo Milano sa fare, Inge ha condiviso valori, passioni e problemi del nostro essere comunità. “Curiosa di temi e dotata di una intima allegria, ci ha dato anche molto assicurandoci una continua visione della vita culturale aperta al mondo – ha concluso -. A me mancherà molto, ci legava una profonda stima ma, soprattutto, un grande affetto”.

 

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