Matteo Salvini: “attenzione a fare i puri, c’è sempre qualcuno più puro che ti epura” (cit. Pietro Nenni) parla la segretaria di Umberto Bossi, e presto parleranno altri che conoscono bene Salvini…

Umberto Bossi Matteo Salvini

In merito ai fondi neri della Lega (Bossi/Belsito) Daniela Cantalamessa, ex segretaria di Umberto Bossi, ha dichiarato: “Dissi a  Matteo Salvini che i soldi stavano sparendo, ma lui non fece nulla… Informai Salvini degli ammanchi, ma lui però non si sbilanciò.”  La segretaria storica di Umberto Bossi continua: “Quando Bossi si è dimesso aveva lasciato nelle casse del partito circa 40 milioni di euro”, poi fa riferimento alle spese durante la gestione di Maroni: “A Salvini segnalai tutto, lui era vice segretario federale, e con lui avevo un rapporto cameratesco. Era uno di noi. Gli dissi di fare qualcosa perché stavano sparendo tutti i soldi. Ma non si sbilanciò molto quando glielo dissi. Tutto questo disastro è stato impostato dal 2012 in poi”

Pietro Nenni, storico leader socialista, disse : “attenzione a fare i puri, c’è sempre qualcuno più puro che ti epura”.  Sui socialisti di Bettino Craxi (ma anche su democristiani e, in misura minore, sui liberali, repubblicani e socialdemocratici) nel 1992/1993 piovve l’inferno. Pur con errori commessi (ammessi dallo stesso Bettino Craxi) i partiti storici che avevano governato l’Italia e dato al Paese il benessere economico, furono cancellati. I magistrati, le televisioni (la Rai di miracolati dal pentapartito ma anche le televisioni di Silvio Berlusconi), i leghisti che facevano vedere il cappio in aula, post fascisti e post comunisti (nella piazze e con il lancio di monetine) cacciarono i “ladri”.  Si arrivò alla seconda Repubblica che non fece altro che mettere alcuni colpevoli sulla gogna ed altri sugli altari.  Salvo alcune eccezioni gli uomini dalla seconda Repubblica (ma gli italiani non lo scoprirono o fecero finta di non scoprirlo) erano le terze o quarte fila della prima Repubblica, considerati dagli statisti degli anni ’70 e ’80 degli incapaci e pertanto tenuti nelle retroguardie (con incarichi pubblici meno noti).  Poi c’erano i nuovi o sedicenti tali (post fascisti, post comunisti, leghisti) che negli anni del terrore giudiziario si presentarono come nuovi, onesti e puliti tuonando contro i “ladri socialisti e democristiani”. Umberto Bossi in prima fila poi vediamo cosa ha fatto nella seconda Repubblica, Riccardo De Corato (missino in consiglio comunale dal 1983, poi vice sindaco, senatore ecc.), Gianfranco Fini che rivendicava l’onestà (poi vennero fuori la casa di Montecarlo ed altri scandali), il Pci/Pd/Ds/Pd osannato ma poi in preda a tanti scandali ancora prima dell’avvento di Matteo Renzi (caso Lusi e migliaia di altri). Il popolo di Achille Occhetto, e poi di Massimo D’Alema e Walter Veltroni, contro i “ladri socialisti e democristiani” ignari delle tangenti tramite le cooperative rosse, ma anche direttamente al Pci, oltre ai finanziamenti illegali ricevuti dall’Urss. Un altro miracolato fu l’ex Presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro, inquisito per fondi neri al ministero dell’Interno, promosso capo dello Stato, dopo avere tuonato contro persone che conosceva benissimo, liquidò il suo caso con un “a questo gioco al massacro io non ci sto”…

Altri casi (ma sono decine di migliaia) a livello locale Piergianni Prosperini (leghista, poi in An) che tuonava contro i ladri socialisti, quando fu assessore per An fece di peggio, arrestato per traffico illegale d’armi e finanziamenti illeciti, tentò il suicidio, lui che plaudiva al suicidio di Raoul Gardini…  E che dire di Belsito (pittoresco traffichino approdato nella Lega bossiana), e, ancora, Franco Fiorito detto “er Batman” che nel 1993 tirava le monetine contro Bettino Craxi e i ladri socialisti, arrestato anni dopo quando era capogruppo del Pdl in Regione Lazio poiché utilizzava soldi pubblici drenando dai conti del partito interessi personali (acquisti disparati, ad esempio una caldaia per scaldarsi, la jeep per affrontare neve e freddo). E, sempre in Regione Lazio, fra i colpevoli di “rimborsopoli” c’erano il capogruppo dell’Italia dei Valori, il sedicente partito degli onesti di Antonio Di Pietro. Meglio non dire nulla di Di Pietro i suoi elettori oggi sono nei 5 Stelle e attaccano gli altri convinti dell’onestà del loro vecchio “amico” (ma non l’hanno mai conosciuto personalmente…) Di Pietro e convinti dell’onestà pentastellata… Ad Antonio Di Pietro va dato atto (a differenza dei suoi elettori e traffichini) di essersi ritirato dalla politica.

Fra il 2012 e il 2013 gradualmente gli stessi personaggi politici (ed elettori) che avevano trescato o tifato prima per Berlusconi e Prodi, Rutelli, Veltroni ecc ecc si spostarono gradualmente verso gli “onesti e nuovi, rottamatori” Matteo Renzi e Beppe Grillo. Oggi, sempre gli stessi elettori, gli stessi traffichini, si spostano verso Matteo Salvini e Luigi Di Maio, convinti, come al solito, dell’onestà e capacità di governo del “nuovo che avanza”.  Sono sempre loro… Per questo è attualissima la frase del vecchio Pietro Nenni: “attenzione a fare i puri, c’è sempre qualcuno più puro che ti epura”.  In merito ai 5 Stelle non c’è nulla da fare, i loro elettori sono talmente invasati che potrebbero che i politici per loro virtuali potrebbero anche uccidergli la propria madre ma continuerebbero a votarli… Giustizialisti ad orologeria, da “avvocati difensori del popolo i pentastellati sono diventati gli avvocati difensori di Matteo Salvini, quel Matteo Salvini che bollavano prima del “contratto di governo” come “razzista, ladro” ecc.

L’elettorato di centro destra (che ultimamente si sta spostando verso la Lega di Matteo Salvini) non è mai stato integralista come lo sono stati l’elettorato sinistrense, dipietrense e grillino. L’elettorato di centro destra può passare (in minima parte, ci sono anche li gli esaltati) al non voto, a votare qualcun altro.  In merito a Matteo Salvini gli consiglio di non farsi difendere dai pentastellati, una volta lui stesso mi disse: “i veri nemici non sono gli avversari politici, ma chi ti porti in casa e i tuoi alleati”.  Salvini per difendersi non ha bisogno dei grillini né dei leghisti sa difendersi da solo.  Bettino Craxi venne più volte condannato dal teorema “non poteva non sapere”, quel Craxi rivalutato (oggi) persino da Antonio Di Pietro per la propria schiettezza e la chiamata in correo di tutti.  Le dichiarazioni della segretaria di Bossi sono di oggi, poi vi saranno, forse, dichiarazioni di Silvio Berlusconi, Umberto Bossi, Roberto Maroni, forse non attendibili, ma se dovesse parlare, con loro o solo, una persona che non ha mai ricoperto incarichi pubblici e che conosce Salvini dai suoi esordi penso ci sarà da ridere, in ogni senso…

Auguro a Matteo Salvini, i cui sondaggi per le europee sono favorevoli, il cui elettorato annuncia già una vittoria prima di averla ottenuta (errore di Grillo nel 2014 e di Renzi al referendum e nel 2018) di uscire presto da questa querelle ma gli consiglio di non fare il puro: “c’è sempre qualcuno più puro che ti epura”…

 

 

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