Pardo Fornaciari intervistato da Massimo Emanuelli. Come con la satira anticipammo la vittoria di Filippo Nogarin a Livorno nel 2014, così anticipiamo la sconfitta di Nogarin nel 2019

oardo fornaciari livorno angolo della scuola

La satira sul movimento delle sardine novità

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Lunedì 22 ottobre ospite de L’angolo della scuola alle ore 17,30 su Radio Free sarà il docente in pensione, collaboratore del giornale satirico Il vernacoliere  di Livorno e chansonnier Pardo Fornaciari.

pardo fornaciariPaolo Edoardo detto Pardo Fornaciari, livornese del ’48, non ha ancora ben chiaro cosa farà da grande: per il momento annovera collaborazioni eterogenee a riviste disparate (tra cui spicca da anni il Vernacoliere, un tempo con le canzoni, poi con gli assennati interventi ecclesiologici de “L’epistola giubilare”, del “Direttorio morale” e delle “Cose di Pardo”). Produce due quintali l’anno di un vino (il Cantabruna) dalla gradazione indeterminata, ma sufficiente. Di formazione filosofica, riscuote uno stipendio da professore (ora pensione), col quale finanzia l’invenzione teatrale e musicale alternate alla ricerca sull’incontro tra le culture ebraica e cristiana. Infatti ha pubblicato, tra l’altro, testi di Averroè, Beniamino da Tudela e, per la prima volta in italiano, le “Conclusiones cabalisticae” di Giovanni Pico della Mirandola.  Nel campo della creazione artistica sono andate in scena sue pièces come “Non avevano niente di umano” (sulla psicologia degli ufficiali nazisti), “Direttorio della confession generale” (sul manuale dei Confessori di Sant’Alfonso de’ Liguori) e l’adattamento teatrale de “La sonata a Kreuzer” di Tolstoj, con la musica di Behetoven. Canta le proprie canzoni in performances varie come “Dal Limpopo al Fosso Reale” (canzoni di ambiente livornese: da ascoltare “Le valve della vulva”, dedicata alla Volvo del Cardinali) e “Il vecchio professore” (Georges Brassens in italiano e/o in vernacolo). Pardo è autore di molte cover con testi satirici sui politici (Silvio Berlusconi, Pierluigi Bersani, Pippo Civati, Matteo Renzi) fino a quando faceva satira sul centro destra e sul centro sinistra era (come Emanuelli e Guarnieri) un’icona degli elettori pentastellati. Non appena ha iniziato a fare satira sui grillini (Pippo Nogarin in primis) è diventato il bersaglio dei grillini… Fra i recenti brani di Pardo Fornaciari ricordiamo: Giggino e Matteo il gatto e la volpe. Se potessi avere 780 euro al mese (scritta a quattro mani con Massimo Emanuelli) e La trasparenza dei grillini.  Pardo ed Emanuelli, per dovere di par condicio, stanno preparando alcuni brani satirici su Matteo Salvini.

Teatro_Goldoni,_Livorno.jpgNel corso della trasmissione saranno ripercorse alcune tappe significative della storia di Livorno (e d’Italia).  Si partirà dall’unità d’Italia con i liberali, quindi si passerà all’Italia fascista.  Nel 1921 al Teatro Goldoni di Livorno da una scissione del Partito Socialista  Italiano nacque il Partito Comunista Italiano. Fu il primo errore della sinistra italiana, una scissione che portò all’avvento del fascismo. Livorno diventerà una delle città più fasciste d’Italia (nel dopoguerra i fascisti cambiarono immediatamente casacca e passarono con i comunisti….). Fra i pochissimi antifascisti livornesi c’era Pierino Fornaciari detto Pedro, padre di Pardo. Insegnante elementare, figlio di un agente teatrale e di una cantante lirica, Fornaciari padre dopo una breve esperienza come funerali cianomaestro elementare si iscrisse all’Università di Pisa, facoltà di lettere. Nel 1939 morì il gerarca fascista (ministro e Presidente del Senato) il livornese Costanzo Ciano, consuocero di Benito Mussolini. Mario Consiglio e Mario Panzeri nello stesso anno scrissero la canzone Maramao perché sei morto? che riprende una filastrocca o un canto popolare risalente alla prima metà del XVI secolo e che avrebbe avuto origine nel Regno di Napoli. Interpretato da Maria Jottini con il Trio Lescano, il brano ironizza sulla morte dei potenti, il brano fu colpito dalla censura da parte del regime fascista, in quanto si ritenne che ironizzasse sulla morte di Galeazzo Ciano. Alcuni studenti universitari livornesi, fra i quali vi era il padre di Pardo Fornaciari, in occasione dell’inaugurazione del busto in memoria di Ciano, il conte di Cortellazzo, misero il testo della canzone: “Maramao perché sei morto, pane e vin non ti bastava, l’insalata era nell’orto e una casa avevi tu”.

Il 31 maggio 1944 Pierino Fornaciari si laureò  con un tesi in glottologia. all’interno dell’Università entra in contatto con la cellula comunista clandestina, e fa il partigiano. Nel giugno del 1944 la brigata liberò porzioni di territorio tra Pisa, Grosseto e Siena, per poi entrare in contatto con la 5ª armata alleata. Pedro, al comando di un gruppo di guastatori e cecchini, combatté lungo il fronte dell’Arno, liberò Fornacette per poi raggiungere Cascina e da lì Pisa, dove fu tra i primi ad entrare assieme al maggiore statunitense Deane Keller il 2 settembre. Appena terminati i bombardamenti, i reparti partigiani e le truppe alleate si posero il problema dello stato e della conservazione dei numerosi beni culturali e monumentali della città di Pisa. Pedro, in quanto laureato in lettere, fu incaricato dal Sindaco della Liberazione Alberto Bargagna detto “Giorgio” a fungere da collegamento con gli alleati (Deane Keller era professore di storia dell’arte) e di verificare lo stato dei danneggiamenti, specialmente al Campo dei Miracoli e agli edifici dell’Università. La missione era pericolosa, per la probabile presenza di bombe inesplose, mine e edifici pericolanti. Pierino prese nota dello stato di conservazione degli edifici nei suoi taccuini che rappresentano una preziosa testimonianza storica. Per questo, l’Università di Pisa gli ha conferito un’onorificenza nel 2006.

Comune-di-LivornoNel 1946 gli italiani tornano alle urne dopo un ventennio di dittatura, per la prima volta votano anche le donne, si elegge l’assemblea costituente e si vota per il referendum Repubblica o Monarchia, vincerà la Repubblica per pochi voti, ma nella rossa Livorno la Repubblica ottiene un schiacciante  maggioranza. Dal 1946 al 2014 Livorno ha sempre espresso un sindaco del Pci/Pds/Ds/Pd.

I padri costituenti, fra i quali vi erano livornesi, espressero la classe politica migliore della nostra nazione, nel 1948 entrò in vigore la Costituzione, frutto del compromesso delle culture cattolica, socialista e comunista, ma anche liberale. Nel 1948 nasce appunto Paolo Edoardo Fornaciari, detto Pardo. Il padre inizia ad insegnare nelle scuole superiori (Liceo Scientifico prima, Istituto Magistrale poi), nel 1956 Pierino abbandona il Pci dopo l’invasione sovietica dell’Ungheria, entra nel Psi e poi nel Partito Radicale e si dedica alla pittura dopo avere insegnato in Libano e in Egitto in un collegio dei salesiani dove ha ha avuto come allievo Magdi Allam.

Pardo Farnaciari, dopo essersi diplomato si iscrive all’Università di Firenze. E’ ancora studente universitario quando, nel 1969, inizia a fare le prime supplenze. Pardo si laurea nel 1972, quindi intraprende la professione di docente di materie letterarie presso  scuole medie inferiori ed Istituti tecnici superiori di Livorno, consegue un dottorato in filologia mediolatina a Lecce e collabora anche con l’Università e coltiva le sue due passioni: la musica e la satira, politicamente è un trotskista. Collabora con Il Tirreno, Il Corriere di Livorno, Bandiera Rossa, Il Calendario del Popolo, Tempo Presente e Il Vernacoliere. Andato in pensione come docente nel 2004 si dedica a tempo pieno alla poesia e alla musica. Ha pubblicato i libri: Averroè. Parafrasi della Repubblica di Platone (1992), Pico della Mirandola conclusioni cabalistiche (1997), Pico della Mirandola conclusioni ermetiche, magiche e orfiche (2003),  Andalò Di Negro. Trattato dell’Astrolabio (2005), Fate onore al bel Purin. Il Bagitto, il vernacolo degli ebrei di Livorno (2005) e l’introduzione del libro di Raffaello Ascoli Gli ebrei venuti a Livorno (2010).   Fra i compact disc pubblicati ricordiamo: Livorno ribelle (1999), Il buon senso. Omaggio al ibero pensiero ispirato al Manuale de’ Confessori  di S.Alfonso de’ Liguori(2001), Porci, poveracci e vecchi malvissuti. George Brassens a Livorno (2003), Cantar Bagitto (2004), Canti popolari di lavoro e di lotta interpretati da Pardo Fornaciari (2005), Fate largo quando passa la Brigata Garibaldi (2006).

Negli anni ’70 in quel di Livorno due giovani, un liberale e un radicale, Paolo Romani e Marco Taradash, diedero vita Tvl Televisione Libera Livorno, la terza tv locale privata italiana dopo TeleNapoli e Telebiella), prima via etere, prima via etere in Italia. Correva l’anno 1974, Romani e Taradash anticiparono Silvio Berlusconi, allora soltanto un palazzinaro…Fu proprio Paolo Romani ad installare la prima antenna televisiva in casa di Pardo   Fornaciari, che fino a quel momento era vissuto senza televisione…  Taradash  re Romani  si trasferirono negli anni ’80 a Milano. Un allora giovanissimo Massimo Emanuelli incrocia Romani e Taradash nel capoluogo ambrosiano. Romani prima a Milano Tv, poi a Rete A, quindi a Telelombardia e a Millecanali (rivista storica delle radio e delle tv locali italiane con la quale Emanuelli collaborerà tantissimi anni).  Taradash, allora giornalista di Radio Radicale, è eletto in consiglio comunale a Milano nelle liste Radicali Antiproibizionisti, Emanuelli è inviato a Palazzo Marino, sede del Comune di Milano.

 

 

 

 

 

Crolla la prima Repubblica, a Livorno spopola sempre il Pci, sindaci sono sempre uomini del partitone rosso che cambia nome (Pds, Ds, Pd). Nel 2008 Massimo Emanuelli (lo aveva già fatto con Gianfranco Funari nel 1997 candidandosi in una lista contro destra e sinistra che poi non si fece) Emanuelli si presenta candidato presidente della Provincia di Milano (contro destra e sinistra) per una Lega Socialista, ennesima provocazione che però abortirà.  Marco Taradash, sempre nel 2008, Marco Taradash tentò si sfidare il sindaco comunista di Livorno. Massimo Emanuelli torna a Livorno per presentare il suo libro GIANFRANCO FUNARI IL GIORNALAIO PIU’ FAMOSO D’ITALIA. Nel corso della presentazione Emanuelli cita Funari:  “la sinistra non ha un programma, pensa solo ad andare contro Berlusconi. Berlusconi almeno metà del suo programma lo realizzerà. Il suo programma è farsi i cazzi suoi e i cazzi degli italiani, i cazzi suoi li farà benissimo, quelli degli italiani per niente”. Io, senza esserne all’altezza, sono come Funari, se fossi livornese voterei Taradah” a quel punto volò una sedia addosso a Emanuelli

 

Pardo Fornaciari con l’altro livornese, il televenditore ed imitatore Gianfranco Guarnieri, GRILLO GUARNIERI MOVI RADIOè spesso intervenuto a L’angolo della scuola presentando suoi brani satirici, cover di famose canzoni, la satira l’ha sempre fatta su tutti i governi. Alle elezioni europee del 2014 il Movimento 5 Stelle per bocca di Beppe Grillo già annunciava la vittoria con vinciamo noi” prima voto. Guarnieri con la voce ii Beppe Grillo disse “vinciamo noi, vinciamo un cazzo, le  elezioni le vince il Pd”, poi le elezioni furono veramente vinte dal Pd: gli elettori credettero di più alle balle di Matteo Renzi che alle balle dei 5 Stelle (gli stessi elettori che recentemente non hanno creduto alle balle dei 5 Stelle…).  La settimana successiva Emanuelli, con i livornesi Gianfranco Guarnieri e Pardo Fornaciari, sempre con la satira, anticiparono: “vinciamo poi, a Livorno”. E infatti nella città labronica vinse, per la prima volta nel dopoguerra, un sindaco non comunista. Si affermò infatti al ballottaggio il grillino Filippo Nogarin. Il candidato del Pd riuscì non solo a non vincere, pur con l’ampio vantaggio che aveva al primo turno, ma riuscì anche a perdere voti rispetto al primo turno. Pardo Fornaciari aveva già lanciato la canzone satirica Pippo Nogarin. Nogarin fu votato da Gianfranco Guarnieri, Pardo Fornaciari, Mario Cardinali (direttore del giornale satirico IL VERNACOLIERE) e da tanti livornesi, stanchi dell’immobilismo della sedicente sinistra, come elemento di rottura.  Ma, a quanto pare, dopo quattro anni il sindaco grillino, pur non avendo fatto i danni di Virginia Raggi a Roma. si è distinto per la sua incompetenza e inconcludenza, anche se, lo ascolteremo dal livornese Fonaciari. qualche danno anche Nogarin l’ha fatto ed è addirittura stato inquisito solo che il “sacro blog” non ha preso alcun provvedimento nei suoi confronti, a differenza di quanto accaduto al validissimo sindaco di Parma, Federico Pizzarotti, ora indipendente e rinnegato dai grillini. Fra gli ultimi brani di Pardo Fornaciari ricordiamo: Giggino e Matteo il gatto e la volpe, Se potessi avere 780 eurini al mese (scritta a quattro mani con Massimo Emanuelli) e La trasparenza dei grillini. Emanuelli e Fornaciari stanno preparando altre canzoni satiriche, stavolta su Matteo Salvini.

Satira su Matteo Renzi (2017)

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Satira su Matteo Salvini e Luigi Di Maio

Satira sui grillini, satira sul governo Conte 1 (per tale satira Pardo Fornaciari è stato paragonato dagli attivisti grilini a Maurizio Crozza e Massimo Emanuelli è stato paragonato per “la sua faziosità” ad Enrico Mentana, ma quale onore per me e per Pardo…

 

Come nel luglio 2019 (durante la trasmissione Stile italiano con Riccardo Del Turco e Michele Maisano) anticipammo con la satira la separazione fra Matteo Salvini e Luigi Di Maio

 

La satira sul governo Conte 2

oardo fornaciari livorno angolo della scuola

Massimo Emanuelli e Pardo Fornaciari vi aspettano in replica sabato 27 ottobre alle ore 22,00 su Radio Italia Hemingway per seguirci cliccate

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