Il governo cade l’opinione dei tuttologi

“”La rete ha dato parola agli imbecilli” scriveva Umberto Eco. Infatti i “so tutto io” che non conoscono personalmente gli uomini politici e votano simboli o si lasciano ammaliare dai  politici.  Persone che credono di sapere tutto di tutto e che non conoscono nemmeno la lingua italiana. Scrivono e non leggono (limitandosi a guardare le fotografie o al massimo ai titoli) si ergono ad economisti, medici, architetti, fisici ecc. sono i depositari dello scibile umano senza avere adeguata preparazione.  Hanno un odio e una virulenza contro tutti coloro (giornalisti, politici avversari, altri elettori) verso chi critica anche moderatamente o ha qualche dubbio su un partito o movimento politico.  Con la rete (e non solo)  sfogano le proprie frustrazioni (trattesi di persone che nella loro vita professionale e privata non hanno combinato nulla, hanno fallito) contro altre persone sulle quali spargono veleno ed odio. Il tutto sempre per tifare politici a loro sconosciuti personalmente. Sono gli stessi che odiavano, che votavano sempre senza conoscere, prima dell’avvento della rete, anni prima, altri politici che non conoscevano, denominator comune sempre la loro ignoranza e la loro violenza.

Nel gruppo Lavoratori Uniti 41 per tutti, ad esempio, compare la scritta: “Tranquilli. Non ci sarà quota 100 ne 41, ne reddito di cittadinanza. Salta tutto ed avremo un nuovo Monti”. A parte due errori grammaticali chi è questa persona? Forse un insigne economista? Un esperto di pensioni? Un giornalista. No semplicemente un ignorante (nel senso di ignorare e nella totale mancanza di cultura) esaltato dal “governo del cambiamento” i cui uomini non conosce personalmente, come non conosce l’economia, i retroscena della politica, sembra ne sappia più degli “amici” Conte, Di Maio e Salvini, più dei giornalisti da anni accreditati ed esperti politica che usano prudenza. Un lavoratore che non ha capito che probabilmente quota 41 sarà rimandata (come abbiamo anticipato in radio e come ha dichiarato lo stesso Matteo Salvini).

 

governo conte di maio salvini

In un post di Facebook compare un cappio (lo avevano giù agitato in Parlamento nel 1992 alcuni deputati giustizialisti, poi incappati anche loro in vicende giudiziarie…) sotto la fotografia di un leader politico.  Gli esempi di odio, ignoranza, megalomania di certi elettori (sia chiaro anche di quelli di un’opposizione inesistente e non credibile) non fanno altro che rispecchiare la frase: “la classe politica rispecchia la popolazione”. Però. conoscendo personalmente diversi politici e seguendo professionalmente le vicenda politiche da anni, sono convinto che i politici siano meglio di certi elettori.

Non azzarderei la caduta del governo che a parer mio durerà. Naturalmente non le certezze dei “so tutto io della rete” posso sbagliarmi.  Il governo resterà in carica perché farlo cadere alla vigilia di elezioni amministrative e prima delle elezioni europee sarebbe una follia sia per Lega che per 5 Stelle.  Il governo resterà in carica perché i contraenti si sono suddivisi le poltrone del potere e se ne divideranno altre. Il governo resterà in carica grazie ad un’opposizione inesistente e fallimentare quando governava.  Alcuni giornalisti fanno intendere, civilmente e moderatamente, che il governo potrebbe cadere per i mercati, per l’Unione Europea, ipotesi da prendere in considerazione anche se non me la auguro. Se il governo Conte cadrà per i mercati o per l’Unione Europea, Matteo Salvini e Luigi Di Maio, daranno loro la colpa. Mi auguro che il governo stia in carica il più a lungo possibile, fino a quando gli italiani apriranno gli occhi (utopia).

Il Paese vive momenti difficilissimi a causa degli errori commessi da chi ha governato in passato (votati da chi poi ha votato il “governo del cambiamento”) e a causa di chi governa oggi (votati da chi votava quelli che hanno fallito in passato). Odio, criminalizzazione dell’avversario politico, non volere ascoltare le ragioni dell’altro, non ammettere gli sbagli della propria fazione. All’Italia servirebbe una forza moderata, nuova, conciliante, che sappia accogliere le esigenze divergenti di tutti. Il nostro Paese ha avuto pochi periodi storici splendenti (governi liberali pre fascisti, governi democristiani, pur con i loro difetti, governi del primo centro sinistra degli anni ’60, governi pentapartito). L’Italia è ferma al 1993. dopo hanno prevalso (fino ad arrivare ad oggi sempre peggiorando) odio, criminalizzazione dell’avversario, non rispetto per le idee altrui.  In Italia mancano da tempo una grande forza liberale, una grande forza socialista ed una grande forza cattolica.  E’ tipico degli italiani dividersi in due fazioni opposte (fin dai tempi dei guelfi e dei ghibellini). C’è da augurarsi che in tanti pensino alla frase che il grande regista Federico Fellini fa dire a Roberto Benigni nel finale del film La voce della luna: “e se tutti facessimo un po’ di silenzio? Forse riusciremo a capire”.

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