Salvini: “con Di Maio non parlo più” come con la satira, in radio, anticipiamo la realtà

“Ma è normale che loro abbiano montato tutta ‘sta panna e poi neanche abbiano una proposta?”. A poche ore dal Consiglio dei ministri che vedà una vera e propria resa dei conti, Matteo Salvini attacca i Cinque Stelle dopo il caos sul decreto fiscale.” Matteo Salvini.

Massimo Emanuelli con Pardo Fornaciari e Gianfranco Guarnieri nel corso della trasmissione L’angolo della scuola con la satira avevano anticipato tutto.

“Se stiamo insieme ci sarà un perché e vorrei riscoprirlo stasera, se stiamo insieme ci sarà un perché che ci unisce ancora stasera (il potere), mi manchi sai (Salvini a Berlusconi)” Riccardo Cocciante

“Parole, parole, parole, soltanto parole, parole fra noi” (Salvini e Di Maio) Mina e Alberto Lupo.

“Oh elettor che voti 5 Stelle lo piglierai in cul” Pardo Fornaciari da un brano liberamente tradotto di George Brassens.

 

“Io sono un pescatore, mio nonno mi ha insegnato che non si deve mollare mai”, dice al Corriere Matteo Salvini smentendo l’ipotesi di una crisi di governo, “E poi, nei comizi tutti mi dicono la stessa cosa: ‘Matteo vai avanti, Matteo tieni duro'”. Però le parole di Luigi Di Maio sulla presunta “manina” proprio non gli vanno giù: “Io sono a Mosca al convegno di Confindustria. Addirittura, il povero Conte, un galantuomo a cui va tutta la mia stima, è a Bruxelles a difendere la manovra da quelli che ci vogliono male. Proprio nello stesso momento, c’è qualcuno che va in televisione a parlare di manine misteriose, a dire che sulla manovra c’è il trucco, che andrà in procura… Il problema è che intanto lo spread va a 3402”, dice, “Ma a me che mi frega del condono? Io non sono stato eletto per fare il condono, mi creda. Io domani (oggi, ndr) avrei dovuto essere alla Coldiretti. E poi avrei dovuto vedere mia figlia. Vorrà dire che la caricherò sull’aereo e me la porterò a Roma. Ci andrei anche a piedi, se potesse essere utile agli italiani. E il decreto possiamo riscriverlo da zero. Buttarlo e riscriverlo. Ma passare per scemo, questo no”.
Intanto, dalle colonne del Fatto Quotidiano, Giuseppe Conte prova a ricucire lo strappo. “Una crisi di governo non è assolutamente nell’ordine delle cose”, ha detto il premier, “non può essere un passaggio, pur critico, a mettere in discussione il cambiamento che stiamo apportando al Paese. La Lega e il Movimento 5 Stelle hanno a cuore i cittadini onesti e vogliono perseguire duramente chi pratica il riciclaggio. Torneremo in Consiglio e chiariremo questo passaggio pervenendo a una soluzione che, come nelle intenzioni iniziali, mira a offrire ai contribuenti la possibilità di mettersi in regola senza alcun favore ai grandi evasori”.

Al di là di proclami e slogan elettorali (Salvini e Di Maio anche dal governo sono ancora in campagna elettorale…) il “governo del cambiamento” non ha ancora realizzato uno dei punti programmatici ma ha già fatto tanti danni:

  • spread alle stelle
  • cancellazione dei precari storici della scuola dalle Gae (invece di abolire il precariato Di Maio ha abolito i precari)
  • cancellazione dei diplomati magistrali
  • la quota 41 (mandare in pensione coloro che hanno 41 anni di contributi è rimandata parole di Matteo Salvini) i lavoratori precoci insorgono: altro che abolizione della legge Fornero, ai precoci conviene andare in pensione con la legge Fornero, il duo Di Maio e Salvini li vuole tenere al lavoro fino a 62 anni.
  • Azzeramento finanziamenti alle tv locali (Salvini prometteva un aiuto, una parte del canone Rai a quelle tv grazie alle quali è mediaticamente nato). Ma si chiudiamo le tv locali (intanto Giggino e Matteo si spartiscono la Rai) e licenziamo tecnici, conduttori, giornalisti, fattorini, impiegati e segretarie. Altre 300.000 persone disoccupate, e soprattutto spegniamo le voci fuori dal coro. Gli amici sono ora Fabio Fazio (che i grillini volevano licenziare), Bruno Vespa (definito in precedenza “di regime”), Mediaset? Vedremo, al governo c’è Salvini che garantisce sull’amico Silvio (se fossimo in Berlusconi non ci fideremo di Salvini…)
  • evasori fiscali? Premiati
  • Sud. Doverosamnte premiato grazie ai 5 stelle e a Salvini (la Lega guadagnerà voti al sud ma li perderà al Nord, il ceto produttivo e laborioso del Nord inizia ad essere stanco dell’assistenzialismo penta leghista. Ma il ceto produttivo deve stare calmo, siamo sicuri che faranno veramente il reddito di cittadinanza? Anche per il Sud si prevede un’amara presa in giro.

Di questi problemi, ma anche satira, parleremo lunedì 22 ottobre alle ore 17,30 su Radio Free per ascoltarci cliccate

http://www.radiofree.it/l-angolo-della-scuola-lunedi-dalle-17-30/

 

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