Paolo Ferrero (Rifondazione Comunista) intervistato da Massimo Emanuelli in radio

Presto sarà inserito il podcast.
paolo ferrero rifondazione comunista l'angolo della scuola

Sabato 15 dicembre dicembre Paolo Ferrero ospite del programma radiofonico L’angolo della scuola

Sabato 15 dicembre alle ore 22  in onda su Radio Hemingway con Paolo Ferrero

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http://www.radiohemingway.net

Nato a Pomaretto in provincia di Torino, il 17 novembre 1960, si diploma perito elettronico in un Itis di Torino, dopo avere fatto parte della Federazione Giovanile Evangelica Italiana (FGEI), di cui sarà anche segretario nazionale, a 17 anni si iscrive a Democrazia Proletaria (Dp). Dopo essersi diplomato perito elettronco in un istituto tecnico industriale inel 1979 nizia a lavorare come operaio allo stabilimento FIAT – MVP di Villar Perosa, dove costituisce il Collettivo Operaio d’Informazione che produce volantini e bollettini ciclostilati. Obiettore di coscienza, svolge il proprio servizio civile presso il centro ecumenico Agape a Praly dal maggio 1980 al novembre 1981. Nel gennaio 1982 viene messo in cassa integrazione a zero ore col gruppo del collettivo. In seguito andranno in CIG tutti i colleghi della fabbrica che viene chiusa. Entra a far parte del Coordinamento dei cassaintegrati FIAT, fa attività di lavoro di base rivolto ai lavoratori delle aziende della Val Chisone ed è tra i fondatori di una cooperativa agricola, chiamata Coop Agrovalli, attualmente ancora attiva, che riunisce cassaintegrati e disoccupati del pinerolese. Nel 1987 comincia a far politica a tempo pieno in Democrazia Proletaria con l’incarico di responsabile lavoro provinciale e di responsabile nazionale della FIAT. Dopo lo scioglimento di Dp aderisce a Rifondazione Comuista e ne diventa capogruppo capogruppo consiliare a Torino. Nel Congresso del 1994 presenta una mozione di sinistra che considera un errore l’alleanza dei progressisti. Questa mozione, firmata anche da Giovanni Russo Spena, l’ex Segretario di DP, Livio Maitan e Giovanni Bacciardi darà vita ad una minoranza interna al partito che nel IV Congresso del 1996 andrà a sostenere la mozione del segretario, Fausto Bertinotti. Dal 1995 al 2006 fa parte della Segreteria nazionale di Rifondazione; è stato responsabile del Dipartimento associazionismo e movimenti e successivamente dell’Area lavoro, economia e diritti sociali. Alle elezioni politiche 2001 Ferrero è candidato per il Senato nel collegio di Pinerolo, ma non viene eletto. Alle politiche del 2006 viene eletto per la prima volta deputato del PRC, nella circoscrizione Piemonte II. Il 17 maggio 2006, con la formazione del secondo governo Prodi, viene nominato Ministro della solidarietà sociale, con delega in materia di politiche sociali, politiche delle migrazioni, contrasto alle tossicodipendenze e Servizio civile nazionale e quindi nel giugno 2006 lascia la carica di deputato, venendo sostituito da Anna Maria Cardano.
Durante la permanenza al ministero di Paolo Ferrero si assiste ad un aumento delle risorse per il Servizio Civile Nazionale al vertice del quale viene nominato Diego Cipriani, a lungo presidente della Conferenza Nazionale Enti Servizio Civile. Tra i principali Disegni di Legge da lui presentati vi è quello sulla modifica della Legge Bossi-Fini sull’immigrazione scritto insieme al ministro degli Interni Giuliano Amato e la legge sugli “Interventi per ridurre il disagio abitativo a particolari categorie sociali” (legge 9/2007). Nel 2008, in occasione delle elezioni politiche, Ferrero è candidato alla Camera per La Sinistra l’Arcobaleno ma non è rieletto, a causa del mancato raggiungimento della soglia di sbarramento. Per il Congresso del partito previsto per luglio 2008 è tra i co-firmatari della mozione numero 1 “Rifondazione Comunista in movimento Rilanciare il Partito, costruire l’unità a sinistra” assieme al leader dell’area Essere comunisti, Claudio Grassi.
Il 27 luglio 2008, l’ultimo giorno del VII congresso di Rifondazione Comunista, registra l’impossibilità di mediazione tra i membri della prima e della seconda mozione, questi ultimi abbandonano i lavori della Commissione Politica presentando al voto dei delegati un documento alternativo redatto da Gennaro Migliore. Il documento della Commissione Politica (pro-Ferrero e appoggiato oltre che dalla mozione 1 anche dalla mozione 3, 4 e 5) viene approvato con il 53% dei consensi contro il documento Migliore che raccoglie il 47%. Ferrero verrà eletto subito dopo dal Comitato Politico Nazionale con 142 sì, 134 no e 4 schede bianche. È il primo segretario del PRC non proveniente dal Partito Comunista Italiano.
Con l’ingresso in Segreteria nazionale di due esponenti della mozione due (Rosa Rinaldi come Responsabile Comunicazione ed Augusto Rocchi come Responsabile Economia) si realizza l’obiettivo di Ferrero – auspicato fin da Chianciano – di una gestione unitaria del Partito, si assiste però in dissenso con questa scelta l’uscita dall’organismo di Claudio Bellotti, rappresentante di Falce e Martello (che conserverà però la direzione dell’Area Radicamento Sociale) che ritiene l’allargamento della maggioranza congressuale come il fallimento della “linea di Chianciano”. Tra le principali innovazioni della segreteria Ferrero l’unità con altre forze comuniste, in particolare il PdCI, culminata nella Lista Anticapitalista presentata alle elezioni europee del 2009, e il cosiddetto “Partito Sociale”, cioè la realizzazione di attività nuove di radicamento sociale come la distribuzione di pane a prezzo calmierato, la costituzione di “casse di Resistenza” a sostegno di realtà lavorative in lotta o le Brigate della Solidarietà Attiva, gruppi di volontari organizzati dal Prc impegnati nell’aiuto alle popolazioni abruzzesi colpite dal terremoto dell’aprile 2009.
Dal punto di vista politico la segreteria Ferrero intende caratterizzarsi per far vivere insieme “comunismo e Rifondazione”, cioè far convivere la tradizione comunista con le innovazioni a questa apportate dal PRC nella sua storia. Il 18 luglio 2009 è tra i protagonisti dell’avvio della Federazione della Sinistra, esperienza che parte dalla Lista Anticapitalista ma che intende allargarsi ad altre forze e darsi una struttura stabile e che vede insieme PRC, PdCI, Socialismo 2000 e Rete dei Comunisti (questi ultimi ne usciranno dopo pochi mesi).
La segreteria Ferrero si caratterizza anche per una collaborazione con l’Italia dei Valori, partito col quale il PRC raccoglie le firme per il referendum abrogativo del cosiddetto Lodo Alfano (la legge sarà poi dichiarata incostituzionale dalla Corte), inoltre entrambi i partiti hanno aderito al “No Berlusconi Day” del 5 dicembre 2009.
Il 17 febbraio 2010 viene annunciata la sua candidatura alla Presidenza della Regione Campania per la Federazione della Sinistra in alternativa al candidato del PdL Stefano Caldoro (vincitore della competizione elettorale) e a quello di PD e IdV Vincenzo De Luca: Ferrero ottiene però solo l’1,35%. La FdS si ferma invece all’1,58%.[4]
Il 3 maggio 2010 ha ripreso il suo vecchio posto di lavoro presso la Regione Piemonte come impiegato dopo 15 anni di aspettativa.
Riguardo ai rapporti con il Partito Democratico, la linea di Ferrero – e dalla sua nascita quella della Federazione della Sinistra – si esprime nella richiesta di una alleanza di natura elettorale (con pochi punti programmatici condivisi) per sconfiggere le destre e la non partecipazione della Federazione della Sinistra al governo. Allo stesso tempo Ferrero propone al resto della sinistra – in primo luogo a Sinistra Ecologia Libertà – una maggiore unità che valorizzi le idee condivise a scapito dei motivi di divisione tra le varie organizzazioni della sinistra italiana. Con l’avvento del Governo Monti posiziona il Partito in una posizione di netta opposizione a quell’esecutivo.
Il 4 dicembre 2011 il Comitato Politico Nazionale uscito dall’ottavo congresso nazionale lo riconferma Segretario nazionale con 100 voti a favore, 12 contrari e 6 astenuti.
Dopo la sconfitta alle elezioni politiche del 2013, Ferrero rassegna le dimissioni insieme a tutta la segreteria nazionale, ma il Comitato politico nazionale tenutosi il 9 e il 10 marzo successivo le respinge e al IX Congresso nazionale del partito, tenutosi a Perugia il 6, il 7 e l’8 dicembre 2013, viene riconfermato segretario,incarico che manterrà fino al 2 aprile 2017, quando sarà succeduto da Maurizio Acerbo. Dopo la fine del suo mandato si candida a sindaco di Angrogna sostenuto dalla lista civica Montagna in Comune, ma ottiene solo 106 voti (pari al 24,25%) venendo sconfitto dall’avversario Mario Malan.
Nel 2013, per le elezioni politiche, Ferrero si è candidato per la Camera nella lista Rivoluzione Civile di Antonio Ingroia. La lista non supera lo sbarramento e Ferrero non è quindi eletto.
Paolo Ferrero ha pubblicato cinque libri e fatto sette prefazioni, il suo ultimo libro è “Marx oltre i luoghi comuni”

 

Vi aspettiamo Mercoledì 12 dicembre alle ore 13 in onda su Radio Blu Italia con Paolo Ferrero
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lunedì 10 dicembre alle ore 17,30 su Radio Free

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La puntata sarà replicata

sabato 15 dicembre alle ore 22 su Radio Hemingway http://www.radiohemingway.net

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