Roberto Bernardelli intervistato in radio da Massimo Emanuelli

Ascolta il podcast della puntata con Roberto Bernardelli

Roberto Bernardelli (Presidente di Grande Nord, fondatore nel 1980 della prima lista civica milanese, fondatore con Umberto Bossi della Lega Autonomia Lombarda nel 1983 e nel 1987 della Lega Lombarda, fondatore nel 2017 di Grande Nord) sarà intervistato sabato 8 dicembre alle ore 22 da Massimo Emanuelli su Radio Hemingway nel corso della trasmissione L’angolo della scuola.

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roberto bernardelli grande nord l'angolo della scuola

 

 

Roberto Bernardelli è nato a Milano il 31 gennaio 1949, imprenditore del settore alberghiero, ha la sua prima esperienza politica in occasione delle elezioni amministrative milanesi del 1980 quando si candida con la lista Il Melone capeggiata dall’ex sindaco di Milano Pietro Bucalossi (nella stessa lista è candidato anche un allora sconosciuto Umberto Bossi).  Non è eletto ma ci riprova alle elezioni politiche del 1983 quando con la Lega Autonomista Lombarda di Umberto Bossi, si candida sotto il simbolo della Lista per Trieste, senza essere eletto. Nel 1987 è tra i fondatori del Partito Pensionati con il quale diventa consigliere a Treviglio e a Milano e assessore al comune di Milano. Con sindaco Paolo Pillitteri, Bernardelli fa l’assessore ai Servizi Sociali, sarà assessore anche con sindaco Giampiero Borghini. Quindi sarà consigliere della Regione Lombardia. Fonda poi la Lega Casalinghe-Pensionati con la quale si presenta senza fortuna alle elezioni politiche del 1992. Successivamente rientra nella Lega Nord e riesce ad entrare in parlamento, ottenendo il 50,03% dei voti nel collegio uninominale della Camera Milano 8 grazie al sostegno delle altre liste del Polo delle Libertà. Nel 1996 la corsa solitaria della Lega gli costa la riconferma: ottiene infatti nello stesso collegio solo il 14,11%. È candidato per la Lega Nord alle elezioni suppletive del collegio Milano 6 della Camera il 21 giugno 1998, ma non va oltre il 10,09%.
Quando la Lega lancia la coalizione del Blocco padano, Bernardelli capeggia il movimento Padania pensione sicura, divenuto poi Pensionati Padani e Pensionati Nord. Nel 2000 è eletto consigliere regionale della Lombardia ed entra a far parte di svariate commissioni. L’anno successivo, in disaccordo con i vertici del partito ritenuti troppo appiattiti sulle posizioni di Berlusconi, esce dalla Lega Nord e fonda la Lega Padana Lombardia, di cui diventa il leader.
Nel 2004 è candidato a presidente della provincia di Milano per una coalizione formata da Lega Padana Lombardia, No Euro e Fronte Cristiano, ma raccoglie solo l’1,8% dei suffragi. Non riconfermato al Pirellone nel 2005, nel 2006 conclude un accordo per le elezioni politiche con la lista Pensioni & Lavoro, pur senza candidarsi direttamente.
Dopo le elezioni del 2008 inizia una collaborazione più stretta con altri leader indipendentisti e autonomisti lombardi come Giulio Arrighini (leader di Progetto Lombardia) e Max Ferrari (leader del Fronte Indipendentista della Lombardia), che sfociano nella nascita di Lombardia Autonoma, unione dei tre movimenti, della quale diventa presidente. Il movimento è stato poi ribattezzato Unione Padana (allo scopo di ampliare il suo raggio d’azione nelle altre regioni dell’Italia settentrionale) e Indipendenza Lombarda.  Nel 2010 fonda il partito No Euro.
Nel 2014 è arrestato, assieme ad altri indipendentisti tra cui l’ex leader della Liga Veneta Franco Rocchetta e l’ex Serenissimo Luigi Faccia, con l’accusa di associazione con finalità di terrorismo ed eversione dell’ordine democratico e fabbricazione e detenzione di armi da guerra. Viene rilasciato dopo pochi giorni.
In occasione delle elezioni amministrative del 2016, Bernardelli si candida nelle liste della Lega Nord per il comune di Milano nel quadro di un accordo con Indipendenza Lombarda, tornando così a collaborare col suo ex partito, abbandonato anni prima.
Nel maggio 2017 fonda il movimento politico Grande Nord con Giulio Arrighini e Fabio Toffa (co-fondatori di Indipendenza Lombarda), Marco Giovanni Reguzzoni, Francesca Martini e Oreste Rossi (ex Lega Nord) Luca Azzano Cantarutti (già presidente di Indipendenza Noi Veneto – Noi Veneto Indipendente), unitamente ad altri esponenti del mondo politico, produttivo e sociale della Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna.

Titolare dell’Hotel Cavalieri, l’albergo più noto di Milano, sito in Piazza Missori, Bernardelli conduce il martedì e il mercoledì sera su Antenna 3 Lombardia la trasmissione Senza sconti, possiede un ranch in Texas: “è vero, quando sono la giro in trattore tutto il giorno”.

Dopo la decisione di Matteo Salvini di togliere la parola “nord” accanto a quella della Lega, dopo l’abbandono dell’autonomismo e la scelta sudista salviniana di alleanza con Di Maio, il 15 settembre del 2018 a Venezia, in Campo San Giacomo Dall’Orio, le ragioni dell’indipendentismo sono state ancora proclamate come essenziali per risanare la questione settentrionale. É Roberto Bernardelli a guidare e sorreggere la speranza di un cambiamento in senso autonomista. E per alimentare questa speranza ha scelto una data e una città simbolica. Venezia e il 15 settembre. Ventidue anni dopo la proclamazione dell’indipendenza della Padania, Bernardelli accompagnato da Walter Togni e da Sergio Borsato e dai movimenti autonomisti veneti (tra loro Paola Goisis, ex parlamentare della Lega, Pierangelo Del Zotto, Antonio Zanchin, Corrado Callegari, Lucio Chiavegato, Guerino Romeo) e da volti noti che sono stati parte della storia della Lega Nord, Monica Rizzi, Davide Boni, Angelo Alessandri, sono saliti sul palco di Venezia per dire che loro ci sono ancora, come ancora ci sono le ragioni dell’autonomia e dell’indipendentismo e dunque le ragioni della Padania. “Che voi siate di destra o di sinistra, dice dal palco Davide Boni, se siete qui è perché riconoscete le ragioni dell’indipendenza: se ci fosse un Inps del Nord, non avremmo bisogno della riforma della Legge Fornero. Se disponessimo del nostro residuo fiscale non avremmo bisogno della flat tax o del reddito di cittadinanza.”
Sul palco anche Monica Rizzi che leghista lo divenne a sedici anni, come ricorda microfono in mano: e poi c’è Angelo Alessandri, emiliano, che arringa la folla auspicando un precoce calcio nelle terga dell’attuale governo e si congeda con un rinnovato “Vaffa” al governo di Roma. La Lega Nord non c’è più ma le ragioni della Padania “ci sono ancora tutte”. Si chiude con il Va pensiero. Mano sul cuore.

Concetti ribaditi da Roberto Bernardelli, ora mite padre di famiglia politico, ora politico incendiario, che nel curriculum della sua vita ha inscritto la sua vocazione alle idee libertarie e alle condotte necessarie per esercitarle. Dal palco allestito e arricchito da molti giovani, si scaglia contro il governo “comunista”, cosi lo battezza, di Di Maio e Salvini. E attacca poi i mezzi di comunicazione social del Governo, “cui risponderemo con una contro informazione mirata e asfissiante”.

Roberto Bernardelli (Presidente di Grande Nord, fondatore nel 1980 della prima lista civica milanese, fondatore con Umberto Bossi della Lega Autonomia Lombarda nel 1983 e nel 1987 della Lega Lombarda, fondatore nel 2017 di Grande Nord) sarà intervistato sabato 8 dicembre alle ore 22 da Massimo Emanuelli su Radio Hemingway nel corso della trasmissione L’angolo della scuola.

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