Quando Enzo Tortora venne cacciato dalla Rai

oggi enzo tortora

Enzo Tortora è al vertice della popolarità televisiva quando, sul numero 43 del settimanale “Oggi” del 22 ottobre 1969, che abbiamo recuperato grazie alla collaborazione dell’amico Cesare Borrometi, viene intervistato da Edgarda Ferri. “Enzo Tortora: rompo con la Tv e me ne vado”, è la presentazione in copertina. Tortora, che in Tv conduce con successo “La Domenica Sportiva” e da qualche settimana sul Secondo al giovedì anche il gioco “Bada come parli”, mentre in radio conduce da qualche anno un altro gioco, “Il gambero”, annuncia: “Chiudo quest’anno. Alla fine dell’estate prossima, terminate le mie tre trasmissioni, lascio la radio e la televisione”. “Lascia la Tv per sempre?”, chiede la Ferri. “Per sempre. Ho quarant’anni. Ho lavorato con il massimo impegno possibile, mi sono divertito, ho anche guadagnato qualcosa: ma non mi sento per niente realizzato (…). Ho fatto i miei conti e ho concluso che sarebbe atroce ritrovarmi tra cinque o sei anni a ripetere le stesse cose che ho fatto finora”.
Tortora ricorda di essere già stato allontanato dalla Tv italiana per tre anni, colpevole di avere ospitato in una sua trasmissione Alighiero Noschese interprete di una caricatura di Amintore Fanfani. In questo periodo Tortora aveva lavorato per la Tv della Svizzera italiana per essere poi richiamato dalla Rai: “Ma non c’è stata pace. Semplicemente, mi chiamarono come se niente fosse accaduto; proponendomi di lavorare di nuovo. Ma ne ho sopportate abbastanza, di questo ambiente non ne posso veramente più. La televisione italiana è un baraccone ormai insostenibile”.
Vuol fare un processo alla Tv? “Non un processo, ma un ritrattino: è un jet colossale guidato da un gruppo di dissennati. Un jet che vola a quota assai inferiore a quella di sicurezza”.
Se le dessero carta bianca, che cosa farebbe? “Farei una seconda televisione, una televisione concorrente. Finchè ne avremo una sola, andrà sempre così, sarà sempre in mano ai politici, non sarà mai indipendente e non sarà mai obiettiva. Io provo infinita pena per i funzionari che, per non perdere il seggiolino, sono costretti a dire sissignore ai ministri, ai sottosegretari, ai parlamentari. Io non mi sono mai trovato bene con loro perchè non sono un politicante, non ho mai tenuto per nessuno e non ho mai chiesto protezione a nessuno”.
Tornerebbe a lavorare, se ci fosse una seconda televisione? “Immediatamente, perchè sono certo che, con una seconda televisione, anche la prima si snellirebbe e diventerebbe più “vera”. Potendo, farei subito una trasmissione culturale condotta come viene condotta La Domenica Sportiva. Mettiamo, L’Approdo. Sarebbe finalmente qualcosa di vivo e di interessante per tutti se, invece della rubrica per pochi iniziati e noiosi che è, diventasse una trasmissione scattante di servizi giornalistici, di inchieste rapide, di inchieste dal vivo”. (…)
Qual è la trasmissione che più si è divertito a condurre?
La Domenica Sportiva. Mi piace sempre. Me ne vado perchè sono stanco di lavorare alla televisione, ma lascio La Domenica Sportiva perchè, altrimenti, ne sarei estromesso la stagione prossima. E’ fatale, la conduco oramai da cinque anni e, come presentatore, in quella sede, penso di aver ormai fatto il mio tempo. Perciò, prima che mi caccino gli altri, taglio spontaneamente la corda. La Domenica Sportiva mi piace perchè è una trasmissione viva, con personaggi autentici e immediati. I ragazzi dello sport, specialmente i calciatori e i ciclisti, sono molto meglio di quanto non si pensi. Hanno idee sentimenti, sensibilità, drammi. Il tempo del ciao mama è finito, gli sportivi non sono più analfabeti.
Un giudizio rapido sui più rappresentativi di questo mondo.
Rivera è il ragazzo più intelligente e ricco di interessi. Ogni volta che lo intervisto temo di ritrovarmelo montato, con la testa gonfia. (…) Non ricordo invece molto volentieri Jacques Anquetil. Anquetil, come tutti i ciclisti del mondo, conosce molto bene l’italiano perchè ha corso la maggior parte del suo tempo da noi. Io sapevo che conosceva l’italiano e, quando mi rivolsi a lui, usai la mia lingua. Anquetil mi rispose in francese e, per tutta l’intervista, fu una lotta fra me e lui a chi cedeva per primo. Mi irritava pensare che il giovanotto non volesse neppure scomodarsi a farsi capire da un pubblico che non era obbligato a conoscere il francese. Alla fine dovetti tradurre io, Anquetil era irremovibile”.
La nuova trasmissione che conduce, “Bada come parli”, le piace?
Non volevo accettarla perchè non volevo più occuparmi di quiz. Però, anche se con garbo, mi ci hanno costretto facendomi capire che, se non presentavo la nuova trasmissione, non avrei presentato neppure La Domenica Sportiva. Tuttavia, questo nuovo gioco mi piace. Non è un gioco di memoria nè di cultura raffazzonata oppure accademica. Occorre aguzzare l’ingegno, scatenare la fantasia e far uso di logica. Mi sembra che, per chi sta giocando e per chi sta seguendo la trasmissione da casa, l’interesse sia vivo. Mi sto divertendo anch’io. Questo non vuol dire che, alla fine, proverò dei rimpianti. Me ne andrò davvero, e definitivamente. D’ora innanzi, invece di parlare, scriverò soltanto”.

L’intervista non passa inosservata e suscita grande clamore nell’ambiente giornalistico politico. La Rai, in un comunicato, dichiara “meraviglia e stupore” sia per il contenuto sia per il tono il tono delle dichiarazioni rilasciate, mentre Tortora ribatte: “Non credo di meritare il rogo per avere fatto la sensazionale scoperta che il monopolio tv è probabilmente un male, la classe politica è avida di posti e di potere, e che Canzonissima è una bisca mascherata da giochetto allegro. Dico allegro per dire, si capisce”. La settimana dopo, sul numero 44 di “Oggi”, Edgarda Ferri precisa che l’espressione usata da Tortora è stata: “La Tv è un jet colossale guidato da boy-scout che si divertono a giocare con un tastiera e che rischiano ogni momento di infrangersi contro le rocce”. Sui giornali del 30 ottobre c’è la notizia dell’espulsione di Enzo Tortora dalla radio e dalla Tv. Da domenica 2 novembre sarà sostituito nella conduzione della Domenica Sportiva da Lello Bersani, specializzato nel settore dello spettacolo ma che a inizio carriera alla radio, nel 1945, aveva iniziato come redattore sportivo. A Tortora non viene rinnovato il contratto, che il 31 ottobre sarebbe scaduto, in seguito al suo atteggiamento polemico nei confronti della Tv. “Ieri mattina Tortora ha avuto un colloquio con Giorgio Boriani, capo dei servizi sportivi del telegiornale; Boriani lo avrebbe informato, ma non ufficialmente, che la televisione non ha più intezione di usare la sua opera. Da domenica prossima, quindi, Tortora non apparirà più sul teleschermo” scrive il Corriere della sera. Tortora sparisce anche dalla radio, dove viene sostituito alla conduzione della trasmissione “Il gambero” dall’attore Franco Nebbia. Andranno regolarmente in onda le puntate già registrate, in onda ogni domenica alle 13.00 sul Secondo Programma e in replica al lunedì alle 22.10, per cui fino al 16 novembre, o il 17 per la replica, i radioascoltatori sentiranno ancora la voce di Enzo Tortora poi, da domenica 23 novembre, la nuova conduzione. Rimane l’altra trasmissione televisiva, “Bada come parli”, che Tortora continuerà a condurre fino all’esaurimento delle dodici puntate previste. Al 30 ottobre ne sono andate in onda cinque, per cui i telespettatori continueranno a vedere Tortora fino al 18 dicembre 1969, quando il suo volto e la sua voce scompariranno definitivamente dalla scena radiotelevisiva. Tortora commenta così la notizia del suo allontanamento dalla Rai: “So tutto e non so nulla: sono, cioè, informato di non partecipare più alle trasmissioni, ma non ho ancora avuto alcuna comunicazione ufficiale”. Scrive “Stampa sera” in un articolo a firma G.V.: “La verità brucia, e il monopolio si fa forte delle sue prerogative dittatoriali per punire chi lo denuncia. Tortora senz’altro rischia di perdere le sue rubriche, il Gambero radiofonico e il Bada come parli televisivo, ma la perdita grossa per il pubblico italiano è quella che si ripeterà a ogni domenica. Tortora aveva iniziato la trasmissione sportiva, con una certa diffidenza, l’atteggiamento di vaga superiorità che molti adottano per mascherare una certa incompetenza tecnica. In breve però ha capito che dello sport è più importante comprendere il significato, la funzione sociale, che la meccanica di un movimento, e la sua presentazione della rubrica è diventata parte attiva, bene assecondata negli ultimi tempi dalla regia di un appassionato, Bruno Beneck. Ora Tortora ha annunciato che si dedicherà interamente al giornalismo, professione che esercita da qualche tempo, soltanto per hobby. Bentornato collega!”.

Enzo Tortora, lasciata la Rai, scriverà dunque per La Nazione e Il Resto del Carlino e tornerà a lavorare con la Tv della Svizzera italiana conducendo alcune trasmissioni come il gioco “I cari bugiardi”, nella stagione 1972/73, con Giulio Marchetti e Walter Valdi, realizzato a colori del quale purtroppo al momento sembra sia rimasta solo la sigla di testa. Nel dicembre 1981 questo gioco verrà riproposto dallo stesso Tortora sugli schermi di Telemontecarlo. Sempre a colori ecco nel 1974 “Lo sparaparola”, definito sui giornali “gioco a tutto fosforo” di Adolfo Perani con la regia di Mascia Cantoni e dal 14 ottobre 1974 “Si rilassi, prego”, talk show, in anticipo sulla Rai, di confidenze in poltrona raccolte da Enzo Tortora. In questi anni Tortora si batte in favore delle emittenti private, che stanno muovendo i primi passi, lavora alla mitica Telebiella ed è fondatore prima di Telealtomilanese, nel 1975, poi di Antenna 3, che inizia ufficialmente la programmazione dal 3 novembre 1977 quando Tortora è da qualche mese rientrato trionfalmente in Rai con “Portobello”, mercatino del venerdì partito in bianco e nero alle 22.00 di venerdì 27 maggio 1977 sulla Rete Due e passato al colore dal 6 gennaio 1978.

BIBLIOGRAFIA

Enzo Tortora Le Forche caudine, Milano, Bietti, 1967

Enzo Tortora espulso dalla radio e dalla Tv  Corriere della sera, 30 ottobre 1969
Enzo Tortora sostituito da Lello Bersani per presentare La Domenica Sportiva, r.s., La Stampa, 30 ottobre 1969
Cambio alla Domenica Sportiva. Tortora fuori. Ovvero Badi come parli, g.v., Stampa sera, 30 ottobre 1969

Enzo Tortora: una decisione mozzafiato. Pianto tutto, me ne vado!”, Edgarda Ferri, Oggi, numero 43, 22 ottobre 1969

Enzo Tortora O tivù dal cuore acceso, Milano, L’alfiere, 1973.
Enzo Tortora Cara Italia ti scrivo, Milano, A. Mondadori, 1984.
Enzo Tortora Se questa è Italia, Milano, A. Mondadori, 1987.
Cara Silvia. Lettere per non dimenticare, Venezia, Marsilio, 2003.

Massimo Emanuelli 50 anni di storia italiana attraverso la televisione, prefazione di Gigi Vesigna Greco & Greco, 2004

L.Palazzolo Enzo Tortora. Per una giustizia giusta, Kaos Edizioni, 2006

Vittorio Pezzuto   Applausi e sputi.  Sperling & Kupfer, 2008

Pino Frisoli, “Enzo Tortora e la Tv Svizzera Italiana: tanti programmi di successo”,

Enzo Tortora Lettere a Francesca Pacini Editore, 2016
Luca Steffenoni ll caso Tortora, Un legal thriller di sconvolgente attualità. Chiaralettere, 2016

 

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