Slittano il reddito di cittadinanza e quota 100, Salvini tranquillizza i lavoratori precoci “quota 41 nel 2023”. Reddito di cittadinanza e quota 100 potrebbero slittare i pagamenti a dopo le elezioni, Salvini e Di Maio non temano: una massa di fanatici li voterebbe comunque

governo conte di maio salviniNella passata legislatura i 5 stelle presentarono nel 2013 una proposta di legge che già indicava un sussidio fino a 780 euro al mese per chiunque non arrivasse a questo reddito, prevedendone il costo annuo, sulla base delle stime fatte dall’Istat, in quasi 17 miliardi all’anno. Questa misura fu quindi riproposta nel programma elettorale del Movimento guidato da Luigi Di Maio, precisando che il sussidio sarebbe andato a 9 milioni di poveri, e così continuano a fare gli sloganari   pentastellati e leghisti (questi ultimi non sono d’accordo sul reddito di cittadinanza sgradito al ceto produttivo del Nord, ma i sondaggi elettorali favorevoli a Salvini che è già convinto di vincere le europee e la svolta assistenzialista della  nuova Lega hanno fatto cambiare idea ai leghisti). E’ in corso la trattiva con Bruxelles, mossa tattica per dare poi la colpa all’Europa, alle opposizioni (inesistenti), ai giornalisti di “regime” si perché sono di regime  tutti quei giornalisti che non invitano i grillini (che sono passati al rifiuto della tv al presenzialismo costante persino da Bruno  Vespa e da Fabio Fazio che  soltanto qualche anno prima volevano licenziare…).  Sono venuti a meno  tutti  i principi originari (no a candidature di chi aveva militato in altri partiti, di inquisiti, giornalisti, massoni ecc., niente doppi  incarichi, rendicontazione (ora i singoli eletti possono permettersi tutto, eccezion fatta per ciò che viene devoluto alla Fondazione Rousseau, conflitto di interessi, soldi pubblici dati ad un’azienda privata), consulenze ai trombati, agli amici, amanti e congiunti degli eletti. Siamo passati dal giglio magico  renziano  a  al circolo vesuviano di Di Maio (ha sistemato più persone Di Maio in sei mesi che Renzi in due anni), i 5 Stelle  sono diventati il più efficace ufficio di collocamento per persone che non avevano mai lavorato e che ora vivono di politica.  E che dire del padre di Di Maio? Patetici quei giornalisti pronti a condannare  altri politici maa oggi pronti a difendere il padre di Di Maio..  La tv i regime è i regime penta leghista, infatti dopo la lottizzazione selvaggia in Rai (senza precedenti nella storia) sono state omesse queste  ed altre notizie. I tecnici del governo avevano cominciato a mettere le mani avanti, spiegando che l’integrazione  del reddito di cittadinanza fino a 780 euro sarebbe andata solo a chi è in affitto mentre chi vive in casa di proprietà avrebbe avuto al massimo 500 euro. Venivano inoltre sottolineati i diversi paletti per ottenere il sussidio, tutti volti a restringere la platea: disponibilità a svolgere 8 ore a settimana di servizi di pubblica; obbligo di partecipare a corsi di formazione; di non rifiutare più di tre offerte di lavoro; di sottoporsi a controlli incrociati su quanto dichiarato con la pena del carcere in caso di truffa. Ora l’impressione è che se per fare l’accordo con l’Ue, lo stanziamento a disposizione si dovesse ridurre, bisognerebbe rivedere i fondamentali stessi della misura. Insomma si arriverebbe a ridurre sensibilmente la cifra il povero Pardo Fornaciari dovrà rifare la canzone 780 euro al mese, di fatto ci sarà (chissà quando) una sorta di reddito di inclusione stile Gentiloni  solo che cambierà nome…

 

Il rinvio, al massimo a giugno, del reddito di cittadinanza. E il restringimento della platea di «quota 100». Sono queste le due leve su cui il governo punta per abbassare il deficit e convincere l’Europa a evitare la procedura d’infrazioni. La linea emerge al termine di un vertice di governo durato circa un’ora nella serata a Palazzo Chigi: Giuseppe Conte, Luigi Di Maio e Matteo Salvini firmano una nota congiunta per dire che «non è una questione di decimali» ma che, nella sostanza, si è disponibili a cambiare la manovra. L’idea di partenza è spostare risorse pari circa 0,2% del Pil (poco meno di quattro miliardi) dalle spese per reddito di cittadinanza e pensioni, agli investimenti. Se all’Europa non basterà, quelle stesse risorse (magari qualcosa in più) saranno destinate alla riduzione del deficit. Inoltre quota 100 non è senza se  e senza ma come promesso da Giggino e Matteo il gatto e la volpe in campagna elettorale, ma con paletti e decurtazioni per ogni anno di anticipo rispetto ai 67 o ai 64 previsti dalla Fornero. Delusione amara per i precoci Salvini annuncia la quota 41 nel 2023 (come la canzone di Dalida,, ancora una volta con la satira abbiamo indovinato), i lavoratori precoci andranno prima in pensione con la legge Fornero, se Salvini e Di Maio non la aboliranno altrimenti con la nuova legge dovranno lavorare più anni… Sia chiaro ci sono alcuni precoci che invece di rappresentare i lavoratori rappresentano invece il Movimento 5 Stelle è stato scoperto (con tanto di prove) che una persona che dovrebbe rappresentare i lavoratori è consigliera dei 5 Stelle e che un sedicente rappresentante dei lavoratori che si incontra con Di Maio rappresenta anch’esso i 5 Stelle.

Per le pensioni sono previsti ulteriori slittamenti e decurtazioni Per  il reddito di cittadinanza l’idea è far partire la misura, causa anche tempi tecnici di riforma dei centri dell’impiego, non più ad aprile ma «con qualche settimana di ritardo», magari a giugno. Il reddito di cittadinanza «non cambia pelle» e un decreto arriverà entro Natale, assicura il leader M5s. Ma nella Lega c’è ancora chi spinge perché la misura cambi. La proposta più «estrema» prevede la trasformazione del reddito in un taglio del cuneo fiscale: non darlo, cioè, ai singoli ma direttamente alle aziende che li assumono.

Intanto la produzione è ferma, in sei mesi è aumentato il numero di disoccupati, la crescita è zero, le parole e gli slogan tanti, il ponte di Genova ancora come era rimasto il 14 agosto, l’unica cosa  che  ha fatto il “governo del cambiamento” oltre agli slogan elettorali è spartirsi consulenze, nomine nelle aziende di Stato ed dare soldi pubblici ad amici e ad amici degli amici…

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