Marco Minniti si ritira dalla corsa per le primarie Pd? Matteo Renzi lascia il Pd? Ha distrutto l’Italia, ha distrutto la sinistra, ha distrutto il Pd, eppure è ancora li, deciso, come la canzone di Dalida, a “morire sulla scena”

marco minnitiMarco Minniti potrebbe rivedere la sua intenzione di candidarsi al congresso Pd. Si tratta soltanto di un’ipotesi, al momento. Ma diverse fonti che stanno seguendo da vicino la costruzione della candidatura dell’ex ministro confermano all’AdnKronos che c’è una fase di stallo. Persino la raccolta di firme nel territorio, necessaria per presentare la candidatura, non procede.
Sulla vicenda, alla Camera, riunione dei ‘colonnelli’ dell’area renziana: “Si cerca di ricomporre la situazione”, fanno sapere fonti dem. Intanto i motivi dello stop, si spiega, sarebbero legati ad alcune perplessità dell’ex titolare del Viminale che non avrebbe riscontrato le condizioni auspicate nel sostegno alla sua candidatura, in particolare da parte dell’area renziana del Pd. Le voci su Matteo Renzi e un suo eventuale progetto fuori dai dem non hanno aiutato. Si riferisce anche di un contatto tra i due, nel quale Minniti avrebbe sondato le reali intenzioni dell’ex premier. “Al momento, l’esito non è negativo ma certo siamo in una fase di stallo. Confidiamo – dice una fonte renziana che sta seguendo il dossier – che Marco si candidi”. Il termine per la presentazione delle candidature al congresso.

Matteo Renzi, dal canto suo, secondo alcune indiscrezioni, starebbe pensando di andarsene dal Pd. Tale ipotesi era stata avanzata mesi orsono ma smentita dallo stesso Renzi il quale però (come Di Maio e Salvini) dice una cosa e fa l’esatto contrario…   Matteo Renzi lo conosciamo fin dall’inizio, quando con opportunismo e cinismo sgomitava fin dai tempi in cui era Presidente della Provincia di Firenze. Scoperto dai giornalisti Francesco Specchia e Jacopo Iacoboni, era allora un personaggio locale. Imperava su tv locali toscane (Tele 37 e Rete 37 da me ribattezzate Tele Renzi) al punto di farmi scrivere su Millecanali: “Renzi dice le stesse cose di Berlusconi, solo che le dice nel Pd”, lo stesso Berlusconi mesi dopo ammise: “Renzi dice le stesse cose che diciamo noi del Pdl, solo che le dice nel Pd”.  Nonostante ciò una massa di gonzi elettori (gli stessi che oggi si fanno abbindolare da Lega e 5 Stelle) lo votarono in massa nel 2014. Dal 2015 Renzi inanellò una sconfitta dietro l’altra: amministrative 2015, amministrative 2016 (eccezion fatta per Milano dove vinse Beppe Sala), referendum 2016, amministrative 2017, amministrative e politiche del 2018.  Nonostante le sonore sconfitte Matteo Renzi è sempre li, rivendica con orgoglio (e con lui tutti i renziani parassiti che vivono di politica) scellerate riforme (buona scuola, jobs act ecc.) che sono costate la sconfitta senza precedenti nella storia alla sinistra. Che poi la “buona scuola” sia stata mantenuta e sotto alcuni punti peggiorata dal Movimento 5 Stelle (che demagogicamente aveva promesso la sua abolizione) è altra questione.

renzi premierMatteo Renzi prima di imperare su tv locali toscane (non solo le già citate Tele 37 e Rete 37) aveva esordito a La ruota della fortuna di Mike Bongiorno, del resto è stato Silvio Berlusconi a inventarli tutti: Renzi, Rocco Casalino, Matteo Salvini (che esordì su Mediaset come concorrente di Davide Mengacci e Corrado Tedeschi per poi essere costruito mediaticamente come politico su radio locali e tv locali lombarde). Matteo Renzi è “l’uomo nuovo della destra italiana” come dichiarai con Francesco Specchia, ma ci sbagliavamo, Matteo Renzi è talmente a destra da fare sembrare Silvio Berlusconi un progressista liberale. Renzi per il momento torna al suo primo amore (la televisione), esordì sulla tv Nove a giorni. Politicamente non si sa cosa farà, fatto sta che il Pd è ancora renziano, anche cambiando segretario e anche (ipotesi impossibile) se Matteo Renzi sparisse dalla scena per dedicarsi solamente alla tv, si assisterebbe al vomitevole spettacolo dei renziani (ancora più colpevoli di Renzi che li ha miracolati) si sveglierebbero antirenziani. Renzi lascia il Pd?   «È una delle opzioni sul tavolo — si sfogano in privato gli amici più stretti». Non però una strada già presa. E diverse sono le subordinate: se fare una lista civica per le europee in tempi rapidissimi o attendere le prossime politiche in una iniziativa di lungo respiro.
Comunque ogni mossa e ogni attivismo di Renzi provoca inquietudine, soprattutto nel suo campo e per Marco Minniti. Il lancio della candidatura di Minniti, che dai renziani è appoggiato, procede a rilento. Nei circoli dem raccontano di militanti disorientati a cui da un lato è chiesto di prodigarsi per l’ex ministro dell’Interno in corsa contro Zingaretti, contro Maurizio Martina, Francesco Boccia, Cesare Damiano, Dario Corallo e Maria Saladino (gli altri candidati), mentre dall’altro si dà vita ai comitati civici.

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