Milano: Beppe Sala fonda un suo partito, ambiente e sociale le priorità

accadde a milanoIl Sindaco di Milano Beppe Sala, non è mai stato iscritto al Pd, ha accaddeportato a Milano le Olimpiadi 2026, a parte alcuni madornali errori, ai quali si spera rimedi entro fine legislatura, sta amministrando benissimo il capoluogo ambrosiano. La macchina amministrativa del capoluogo meneghino ha sempre funzionato, indipendentemente da chi la governava. Dal 1946 ad oggi (ho scritto un libro sulla storia del Comune di Milano che sto aggiornando dal 2001 in poi) la città, eccezion fatta per un solo sindaco che non ha fatto nulla (ma non danni) ha avuto grandissimi sindaci: Antonio Greppi, Virginio Ferrari, Gino Cassinis, Pietro Bucalossi, Aldo Aniasi, Carlo Tognoli, Paolo Pillitteri, Giampiero Borghini, sindaci riformisti della gloriosa prima Repubblica. Poi arrivò il giustizialismo, gli anni del terrore giudiziario, dei cappi, della gogna, volevano la ghigliottina in Italia e a Milano e confondevano il grano con il loglio (dimenticandosi della buona amministrazione) post comunisti, post fascisti, i leghisti, a tirare monetine e a mostrare aranci c’erano persone come Piergianni Prosperini leghista (poi Alleanza Nazionale, arrestato per crimini peggiori allorquando amministrò), Riccardo De Corato (nelle istituzioni da 50 anni, che poi farà il vice sindaco, non realizzando alcunché e che ancora oggi vuole tornare a fare il vice sindaco… a volte tornano, no a volte restano è nelle istituzioni ininterrottamente dal 1979…), un’altra vecchia zecca della politica milanese di ultrasinistra (anch’egli a Palazzo Marino da tantissimi anni che parla sempre a nome del popolo ma pretende privilegi come politico…).

emanuelli salviniDal 1993 al 1997 la Lega amministrò con Marco Formentini Milano, la città era buia, spenta, gli anni dell’amministrazione Formentini furono caratterizzati per il “nulla”, è difficile criticare il nulla, comunque bisogna dare atto a Formentini che anche con il nulla (che indirettamente pochi anni fa riconobbe argomentando “erano anni difficili” la sua giunta e il suo consiglio si caratterizzò per solo due cose: la realizzazione della nuova Piazza San Babila (poco in quattro anni) e l’elezione di un solo consigliere comunale (su 60) che farà strada (gli altri tutti rimasti nell’anonimato): Matteo Salvini, leader dei comunisti padani, non preso molto in considerazione da Formentini, da Bossi, dai giornalisti, che, data la giovane età e la sua marginalità, mi fu subito simpatico, tanto è vero che gli feci una delle sue prime interviste su Radio Ambrosiana (se non la prima in assoluto)…

milano candidati sindaco 2016La città ripartì con l’ottimo “amministratore di condominio” Gabriele Albertini, la prima giunta Albertini (con l’allora city manager Stefano Parisi) gettò le basi per alcuni progetti poi realizzati dai sindaci che furono eletti dopo Albertini.  Letizia Moratti ebbe il merito, pur con alcuni madornali errori che le costarono la rielezione, di scegliere un altro ottimo city manager, Beppe Sala, e di portare a Milano Expo 2015.  Nel 2011 non vinse Giuliano Pisapia, ma decise di perdere Letizia Moratti: il ceto produttivo milanese, la buona borghesia milanese, i cittadini si erano stancati per alcuni errori (non dovuti ad Expo, fiore all’occhiello dell’unico sindaco donna di Milano) del primo cittadino e per ripicca non andarono a votare o votarono Pisapia, “borghese illuminato progressista” così lo definirono i buoni salotti che avevano sostenuto in precedenza Letizia Moratti.  Giuliano Pisapia, è bene ricordarlo, non era alle primarie il candidato sindaco del Pd, un Pd allora giustizialista e forcaiolo, quello spazio è ora (come elettorato) passato con i 5 Stelle (che a Milano non hanno mai avuto oltre il 10%), Pisapia riuscì ad accorpare sinistra ex post comunista ma riuscì ad accorpare, grazie a Franco D’Alfonso, una parte di quadri ed elettori socialisti riformisti.  Nel 2016, siamo alla storia contemporanea Beppe Sala sfidò Stefano Parisi (anche qui segno di continuità, due ex city manager che conoscevano candidati sindaco milano 2molto bene la città). Il merito di Beppe Sala fu quello di accorpare tante persone e liste di diversa provenienza: dalla sinistra, al centro, ai socialisti, ad alcuni elettori 5 Stelle, e persino anarchici.. Anche in questa occasione le elezioni non le vinse Sala ma decise di perderle Stefano Parisi che cacciò il Partito Liberale dalla sua coalizione, e si rifiutò di dialogare con due candidati minori. Beppe Sala vinse su Stefano Parisi per soli 3000 voti  proprio per questa scelta (non lo dimentichi il sindaco). Alle elezioni amministrative del 2016 fui (anche se molti lo dimenticano o fanno finta di non ricordarselo) fui avversario sia di Sala che di Parisi, presentandomi con la lista civica Sosteniamo Milano, contro tutti.

MASSIMO EMANUELLI BEPPE SALABeppe Sala a tre anni dal suo insediamento entro il 2021 inauguerà due nuove fermate della metropolitana lilla (Forlanini ed Idroscalo), ha fatto scendere le tariffe extra urbane (segno che non guarda solo a tornaconti elettorali), ha dato avvio ai lavori per la linea 4, per il prolungamento della linea 1 fino a Monza, e ultimamente anche fino ad Abbiategrasso.  Ha gestito bene l’ordinaria amministrazione, ha realizzato altre cose, inutile elencarle, per via delle lunghezza dell’articolo. Mi soffermerei su alcune criticità di Sala.  Sala ha iniziato a lavorare sulle periferie ma deve fare ancora tantissimo, inoltre è stato criticato per l’aumento del prezzo del biglietto dell’Atm. Hobeppe sala massimo emanuelli sentito le sue motivazioni (da ritrovarsi nelle giunte precedenti, segnatamente quella Moratti) e di un governo centrale (che paradossalmente invece di favorire Milano, favorisce altre città, segnatamente Roma), e comunque come per la questione sicurezza, alcuni cittadini sono delusi. A parte gli ultrà di destra, dovrebbe a parer mio il sindaco far capire che il fenomeno migranti dipende dal governo centrale (non ci risulta che siano stati rimpatriati mille migranti al giorno, anche se il vero premier alza la voce, inimicandosi l’Europa, e con un continuo arrivare di migranti in Italia, anche se a carico della Cei).  Logico la tattica di una parte della destra, incolpare il sindaco promettendo una Milano senza migranti, i biglietti dell’Atm gratis nel caso di vittoria di un sindaco di centro destra. E’ bene ricordare che i migranti e il degrado vi erano anche quando vice sindaco fu il campione di demagogia Riccardo De Corato che fu vice sindaco di Milano dal 1997 al 2006 e che oggi è assessore alla sicurezza della Regione Lombardia…

gabriele abbiati matteo salviniCome giornalista dialogo con tutti i politici (che conosco personalmente) non tifo per nessuno come fanno in molti che tifano e votano senza conoscere le persone che votano, le delibere del consiglio comunale, i fatti. Ho sentito anche la versione del giovane e bravissimo consigliere leghista Gabriele Abbiati, strenuo oppositore di Sala, oltre allo stesso sindaco, sia con Abbiati, che con Sala, ho un rapporto buono, di stima, penso reciproca.

milano cortina 2026Lunedì Beppe Sala ha portato a Milano le Olimpiadi 2026, è stata indubbiamente una sua vittoria (e in parte dei Presidenti della Regione Lombardia Attilio Fontana e della Regione Veneto Luca Zaia), curioso che si intestino la vittoria esponenti lombardi del Movimento 5 Stelle i quali si erano opposti alle Olimpiadi a Milano, a Roma e a Torino… In rete gira anche (non so se sia un fake o se corrisponda al vero) matteo salviniuna vecchia dichiarazione di Matteo Salvini contro le Olimpiadi, comunque anche i leghisti (per quanto riguarda Zaia e Fontana concordo anche loro hanno lavorato per le Olimpiadi a Milano e Cortina) si intestano la vittoria. Quindi litigano Lega e 5 Stelle (non è una novità a livello nazionale) anche sulla paternità delle Olimpiadi, ho suggerito a Sala la seguente battuta: fra i due litiganti (Lega e 5 Stelle) il terzo (Sala) farà il sindaco, ma è solo una battuta.

beppe sala olimpiadiLa vittoria olimpica ha galvanizzato Sala che pare avere sciolto la riserva, si ricandiderà nel 2021?  Sala compare in foto esultante, un giornale ha intitolato VINCERE e qualche buontempone ha aggiunto E VINCEREMO… .  Beppe Sala ha capito che il Pd (che comunque anche alle elezioni europee è stato il primo partito a Milano con il 36% battendo la Lega, ferma al 27%, paradossale Salvini non ha un plebiscito nella sua città ma viene sconfitto, anche il giornalista Roberto Poletti ha invitato i leghisti a svegliarsi perché Sala con due anni di anticipo è in netto vantaggio) per vincere (magari anche al primo turno) deve andare “oltre il Pd”.  Rumors ipotizzano un’ampia coalizione che comprenda, oltre al Pd, liste puramente civiche, liste civiche di moderati laici, sinistra, verdi, Pizzarotti, radicali, alcuni delusi dai 5 Stelle, e persino una parte di moderati di Forza Italia non disposti ad avere un sindaco leghista a Milano.  Ma, questa la novità, che per noi addetti ai lavori non lo è, Beppe Sala sta dando vita ad un proprio partito, autonomo dal Pd, seppur alleato. “Non un partito centrista (stile Calenda) ma un partito che punti su ambiente e sociale”. Beppe Sala ha anche già in testa alcune persone da candidare (molto radicate in città) alcuni amministratori nei Municipi, altri che senza avere mai amministrato (sarebbero alla loro prima esperienza politica) provenienti dal mondo del lavoro, persone che hanno dimostrato, nelle loro attività professionali, nell’ambiente, nel sociale non solo, competenza e professionalità.

Intervistato da Marco Damilano per L’Espresso, Sala le canta al Pd che definisce “partito vecchio e litigioso”, triste, senza giovani, e pare volere far intendere, oltre ad ambiente e sociale anche giovani ed allegria, ottimismo, forse cerca anche un comico? (ma Beppe Grillo non c’entra, però è facile trovare un comico a Milano… magari conosciuto dai 5 Stelle che faccia da cerniera con la base). Dichiara sempre Beppe Sala: “Il Pd può crescere ancora ma non più di tanto. Solo un nuovo soggetto può riportare al voto qualcuno che normalmente non va a votare, qualcuno che ha votato per i 5 Stelle, persino qualche elettore della Lega che fa fatica ad accettare l’estremismo e la cattiveria salviniana”. Una forza che ponga al centro giustizia sociale ed ambientale.

Questo per quanto riguarda Milano, mentre per un partito nazionale Sala sa che ci vuole tempo, ma il sindaco di Milano è realista, anzi pare strizzare l’occhio ai 5 Stelle, e pare , vuole che il governo Conte (Salvini) resti in carica:

“Se si andasse a votare oggi non capisco quale sarebbe l’utilità di vedere eletto un Parlamento di centro destra a guida leghista che nel 2022 elegge il nuovo Presidente della Repubblica, il successore di Sergio Mattarella. Spero che si voti più avanti”.

Sala si è dimostrato al di fuori delle beghe del Pd no sta né con i renziani, né con Zingaretti me neanche con Calenda (che parla di polo liberal moderato): “I moderati sono la parte che mi interessa di meno, io mi considero al limite un moderato radicale. Se i 5 Stelle ci hanno insegnato qualcosa è che si possono prendere grandi consensi evitando questa orizzontalità della politica: la destra, il centro destra, il centro.” Che Beppe Sala cerchi un Beppe Grillo milanese? Sala invita perciò a parlare di etichette, e a rilanciare sui temi “giustizia sociale e ambientale, trovare modelli di società diversa rispetto a cui l’ambiente abbia un ruolo centrale. Oggi l’ambiente è la politica, a aziende, lavoro, socialità” Sala elenca gli scambi con i sindaci di grandi metropoli: il sindaco di Londra, quello di Los Angeles.” Il moderatismo è stato sinonimo di gattopardismo e lo stesso Calenda dichiara: “io appoggerei Sala”. Matteo Renzi? Ogni tanto ha ancora il pudore di parlare, di cose assurde, tipo il pop corn, ma non ha nemmeno chiamato Sala (del resto anche Sala da tempo ne ha preso le distanze) per complimentarsi per le Olimpiadi.

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