Carlo Pastore

carlo pastoreCarlo Pastore è nato Veruno, in provincia di Novara, il 18 giugno 1985 da padre piemontese e da madre sarda. Ha frequentato il liceo scientifico Galileo Galilei di Veruno. Dopo essersi dilettato con il karate, il calcio e la musica, inizia a collaborare con la webzine indipendente Rockit. Nel 2004 si trasferisce a Milano per studiare Scienze della Comunicazione, si occupa di ufficio stampa per Heineken Jammin’ Festival Contest e collabora con Zero, il free press guida agli eventi di alcune città. Invaso da un’idea che “palahniukkamente” occupa la sua testa come un esercito una città, realizza il festival-culto MI AMI – Musica carlo pastore 2Indipendente A Milano, di cui fa il direttore artistico e il responsabile della comunicazione. Dal 2004 diventa caporedattore di Rock It, incarico che mantiene fino al 2007.  dal 2004 al 2007. Dalla stagione televisiva 2006/2007 conduce su Mtv la striscia quotidiana OUR NOISE, dalla stagione televisiva 2007/2008 si trasformerà in YOUR NOISE. Nel 2008 sostituisce Alessandro Cattelan alla conduzione di Trl Total Request Live, quindi conduce Hitlist Italia e la terza edizione dei TRL Awards, da Trieste.  Nel 2009 inizia a collaborare con Rai4 per cui scrive e conduce Volevo essere Michael Jackson, partecipa alla terza e alla quarta edizione di X Factor su Rai 2.
carlo pastore 3Dal 2010 su Radio 2 RAI cura e conduce Babylon, un programma musicale con selezione musicale internazionale, ospiti live e mix esclusivi, in onda durante il weekend. Dal 2005 al 2014 è stato direttore artistico del Mi Ami Festival, ha quindi firmato, con  Desirèe Restuccia, il documentario “L’animale che mi porto dentro vuole te”. Nel 2016 fonda gli Wemen gruppo in cui suona la chitarra e canta. Dal 2016 conduce Credits, format tv in onda su Discovery Italia, ha prodotto dischi di alcune band indipendenti fra le quali ricordiamo Altro e Minnie’s. Carlo Pastore è anche music director dell’Hotel Senato, nel giugno 2019 annuncia con un post l’interruzione, dopo nove anni, di Babylon: “Radio2 non ha interesse a mandare avanti Babylon nella prossima stagione, vogliono una radio più generalista. In queste nove stagioni abbiamo avuto la fortuna di poter creare una oasi incontaminata che è stata – secondo me, ovvio – un vero e proprio laboratorio d’ossigeno per la radio e la musica in Italia. Abbiamo preso gli storici studi della Rai di Milano, bellissimi ma un po’ attempati e in fondo poco utilizzati, e li abbiamo aperti alla contemporaneità: dentro Babylon non è mai stata una questione di genere, piuttosto di talento e possibilità, di visione e prospettiva, locale e globale. Babylon è stato il percorso che ho fatto per riappropriarmi della mia vita e della mia verità dopo la giovanile sbornia televisiva. L’abbiamo fatto assieme, ci è piaciuto e sono sicuro che ha lasciato qualcosa là fuori. Ora ci aspettano le ultime due puntate, quelle del weekend che arriva. Poi chissà cosa ci aspetta: “il futuro sorride a quelli come noi”, si disse quella volta”.

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