Si alla Tav. L’ennesimo voltafaccia dei 5 Stelle

Il premier Conte annuncia su facebook: “Nuovi finanziamenti europei, non fare la Tav costerebbe più che realizzarla. Ma il parlamento è sovrano”. Lugi Di Maio replica: “sono contrario il voto al parlamento” ma Di Maio è scemo o lo fa? In parlamento ci sono i numeri per fare la Tav, di tutti, persino anche di alcuni pentastellati, così come altri pentastellati del Nord sono per l’autonomia di Lombardia e Veneto, scuola compresa.

Il Movimento 5 Stelle nacque sul “no” alla Tav e su tanti altri principi tutti disconosciuti: non faremo mai alleanze, non candideremo mai persone con esperienze politiche precedenti, non daremo mai consulenze, non andremo mai in televisione, ci taglieremo lo stipendio, non faremo spese inutili, non lottizzeremo la Rai e gli Enti pubblici, non andremo mai oltre due mandati, non manderemo mai a Palazzo Chigi una persona non eletta dal popolo. Dopo un anno di governo hanno fatto l’esatto contrario e non hanno realizzato nulla tranne alcuni punti programmatici della Lega.  Il Movimento 5 Stelle è la più grande truffa della storia politica italiana. Falsi, demagoghi, opportunisti, il Movimento 5 Stelle è servito soltanto a un comico ormai alla fine del suo lavoro, a una srl e ad una pletora di falliti che non avendo lavoro ora vivono di politica. La grande maggioranza degli eletti infatti non ha mai lavorato e non ha voglia di lavorare, sfoga le proprie frustrazioni (così come molti degli ultrà fanatici, un tempo fanatici della sinistra) che vive d’odio, e con la rete si sfoga, alimenta ulteriore odio, poi se gli va bene con un paio di clic (peraltro pilotati) vivono di politica.  Dopo avere ceduto sulle trivelle, sull’Ilva, dopo avere votato e difeso strenuamente l’amico/alleato Matteo Salvini, dopo gli omertosi silenzi (a dire il vero più degli elettori pentastellati che prima odiavano i leghisti e Salvini ed dal giugno 2018 sono silenti e sopportano, alcuni ora osannano Salvini come grande statista) ecco il cedimento sulla Tav. Solo i disinformati, gli elettori fanatici e gonzi potranno credere alla stupida giustificazione pentastellata: “i soldi per la Tav ce li garantisce l’Europa”, il Movimento delle origini, ed anche dopo, era contro la Tav per ragioni ecologiche, non economiche. Di Maio replica: “non lasceremo mai il paese a questa gente” alludendo presumibilmente al Pd, chiaro meglio lasciarlo alla Lega.

Ed ora, dopo l’ultimatum di domenica di Matteo Salvini, faranno passare anche l’autonomia? O cederanno anche qui, oppure prenderanno tempo, da un paio di settimane infatti stanno trattando con il Pd per fare un ribaltone, ciò è impedito solo dal diniego dei renziani del Pd, ma anche qui i 5 Stelle sono pronti ad aprire oltre che agli esponenti non renziani del Pd persino a Forza Italia. In caso di elezioni anticipate la maggior parte dei deputati e senatori 5 Stelle (gli italiani hanno aperto gli occhi) non sarebbe rieletta. L’avevo anticipato fin dall’aprile 2018 conoscendo bene dal di dentro il Movimento 5 Stelle citando il grande sindacalista Ferdinando Santi. “io quelli li conosco, non hanno mai mangiato, ora si siedono alla tavola del governo, si abbufferanno e non si alzeranno più”

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