E’ morto Philippe Daverio

Philippe Daverio nasce a Mulhouse, in Alsazia, il 17 ottobre 1949, da padre italiano e da madre alsaziana, frequenta il liceo scientifico in Francia, arriva a Milano alla fine degli anni ’60 per studiare all’Università Bocconi, subito manifesta la sua passione per l’arte. Si specializza in arte italiana del XX secolo (futurismo, metafisica, Novecento e scuola romana), a metà degli anni ’70 apre una galleria d’arte a Milano, negli anni ’80 ne aprirà una a New York. Il decennio della “Milano da bere” vede Daverio assiduo frequentatore dei salotti, studioso d’arte, editore di cataloghi di libri di critica e documentazione (Catologo De Chirico negli anni ’20, Catalogo ragionato di Severini, varie pubblicazioni sulle avanguardie fra le due guerre). Nel 1981 Daverio fonda una casa editrice, nel 1984 apre una libreria.
Daverio palesa il suo raffinato gusto estetico con la forma semplice ed eccentrica della montatura degli occhiali, l’occhio passa ad ammirare i suoi splendidi papillon, e le raffinate camicie colorate dai candidi colletti staccabili: osservandole è evidente che Daverio non ama seguire la moda attuale. In lui il colore è sempre garantito, così come gli accostamenti squisiti, sebbene con tinte molto forti: tinte che richiamano l’arte di inizio ‘900.
A Milano si dice che Daverio sia vicino a Bettino Craxi e ai socialisti, è amico di Silvano Larini, negli anni ’80 firma una mozione in favore di Paolo Pillitteri. Allorquando il Psi verrà cacciato da Milano e dall’Italia per vie giudiziarie il buon Philippe, con il suo inconfondibile papillon, riesce a riciclarsi. In occasione della campagna elettorale per le elezioni del Comune di Milano indiscrezioni lo danno come attivo nei comitati elettorali del candidato sindaco Nando Dalla Chiesa, salvo poi trovarselo nominato assessore alla Cultura , Tempo Libero, Educazione e Relazioni Internazionali dal sindaco (allora leghista) Marco Formentini.
Daverio manterrà tale carica fino al 1997, occupandosi del rilancio di Palazzo Reale a Milano, del restauro e del riposizionamento del sistema museale del patrimonio civico; ha promosso alcuni lavori pubblici significativi (completamento del Piccolo Teatro, del Teatro dell’Arte in Triennale, progetto Ansaldo, progetto Palazzo Reale, Teatro della Bicocca e degli Arcimboldi). Daverio è stato fra i promotori delle fondazioni come strumento di autonomia e di osmosi fra pubblico e privato nelle istituzioni culturale (Scala, Fondazione Pierlombardo, Fondazione dei Pomeriggi Musicali, Fondazione delle Scuole Civiche Artistiche Milanesi).
Ultimata l’esperienza assessorile di Daverio si perdono le tracce, lo ritroverò nel 1999 ad un congresso dello Sdi (Socialisti Democratici Italiani), poi si candiderà, senza successo, nelle fila del P.R.I. Nel nuovo millennio inizia la sua terza vita (dopo quella di gallerista e di politico) come conduttore televisivo: dal 1999 è inviato speciale della trasmissione ART’E’ su Raitre, quindi, dal 2001, sempre su Raitre, è autore e conduttore di PASSPARTOUT. Daverio è anche curatore di CAPOLAVORI, rubrica settimanale che cura per TV SORRISI E CANZONI, collabora inoltre con PANORAMA, VOGUE, LIBERAL. Dal 2002 al 2012 cura per Rai3 PASSEPARTOUT cui seguono AR.TU’ e EMPORIO DAVERIO su Rai5.  Fra i suoi libri: IL MUSEO IMMAGINATO, GUARDAR LONTANO VEDER VICINO, IL SECOLO SPEZZATO DALLE AVANGUARDIE, LA BUONA STRADA, L’ARTE IN TAVOLA, IL GIOCO DELLA PITTURA. Ha insegnato allo Iulm di Milano, al Politecnico di Milano e all’Università degli Studi di Palermo.  Nel 2019 si candida alle elezioni europee con Più Europa.  Philippe Daverio è morto all’Istituto dei Tumori di Milano il 2 settembre 2020.

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