Matteo Salvini indagato

Umberto Bossi Matteo SalviniMatteo Salvini nel registro degli indagati della Procura di Agrigento per sequestro di persona e omissione d’atti d’ufficio. Il caso risale allo scorso agosto ed è relativo ai 164 migranti che sono rimasti per 19 giorni a bordo della Open Arms, davanti alle coste di Lampedusa. Nei prossimi dieci giorni il procuratore capo Franco Lo Voi deciderà se confermare le ipotesi di reato, riformularle o chiedere l’archiviazione. Se a ciò si aggiungono altre inchieste in primis quella russa, il caso Savoini, i casi Rixi, Siri, alcuni casi di neo leghisti meridionali (provenienti da Forza Italia e anche da altri partiti) folgorati sulla via della Lega nazionale. Che dire? Un colpo di stato della magistratura, una campagna denigratoria della stampa comunista grillina. Sembra di essere tornati indietro di molti anni.  Negli anni ’90 erano i leghisti di Bossi ad agitare il cappio e a lanciare monetine a Bettino Craxi, con i post comunisti e i post fascisti, poi a parlare di “colpo di stato della magistratura, una campagna denigratoria della stampa comunista” era Silvio Berlusconi, “Berluscazza”
Poi Bossi nel 2000 cambiò idea e tornò con “Berluscazza”, chi non ha mai sopportato Berlusconi (gliene si deve dare atto) era proprio Matteo Salvini, allora consigliere comunale e quindi eurodeputato a Milano e Bruxelles. Un Matteo Salvini molto diverso da quello di oggi (dalle canzoni in radio contro i napoletani, al tifo contro l’Italia calcistica a Radio Padania, fino al rifiutarsi, ero presente anch’io a Palazzo Marino, di stringere la mano all’allora Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, Salvini fu poi redarguito dall’allora sindaco di Milano Gabriele Albertini che impose a Bossi la sua non candidatura alle elezioni amministrative successive, non riuscendoci). Quel che è a me chiaro è la coerenza di Matteo Salvini quando era consigliere comunale a Milano, non ha mai amato Forza Italia, è sempre stato in Lega “la stecca nel coro”, da quanto ho visto non si è mai negato a noi giornalisti delle radio e delle tv locali (grazie alle quali è cresciuto). Cosa poi sia successo da quando Salvini è approdato a Roma (che ha sempre detestato preferendo il consiglio comunale di Milano e l’europarlamento) questo non lo so e non lo posso dire, non essendo un magistrato e non facendo vita romana. Il fatto è che Matteo Salvini è ora un leader nazionale, resta ben poco del Salvini padano, resta coerente con gli esordi (“un comunista padano” secondo la definizione del leader di Grande Nord Roberto Bernardelli), resta il poco amore nei confronti di Forza Italia, tanto è vero che gli ha preferito i 5 Stelle, che oggi lo accusano di tradimento e di altro. Del resto i 5 Stelle hanno ereditato dalla prima Lega, dai comunisti e dai post fascisti (poi An oggi Fratelli d’Italia) il giustizialismo, la sete di sangue. Matteo Salvini? Personalmente (a livello milanese e mediatico) di lui non posso che dire bene, di certi suoi elettori? Su di loro farei calare uno shakesperiano silenzio, fu lo stesso Salvini a dirmi nel corso della campagna elettorale del 2016 (io candidato sindaco contro Beppe Sala, Stefano Parisi ed altri 9 candidati “minori”): “i nemici non sono i tuoi avversari politici, ma i tuoi colleghi di partito e gli alleati”…

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