Piero Pelù a Sanremo 2020

Domenica 9 febbraio alle ore 18 su Radio Regione 100 in onda l’ultima puntata di Cantando Sanremo 2020 bilancio del Festival, chissà se le previsioni di “cavallo pazzo 2.0” sul vincitore del Festival si sono avverate

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Come ogni anno dal 4 febbraio al 9 febbraio come di consueto proporremo la trasmissione radiofonica Cantando Sanremo, interviste ai cantanti in gara, le pagelle del look, interventi di cantanti che hanno partecipato al Festival nelle passate edizioni. Con Massimo Emanuelli, Cesare Borrometi, Fabio Rosati, Marco Fiore dei Reclame (band romana in gara a Sanremo Giovani) nel ruolo di opinionista, Paolo Lunghi (giornalista, veterano dell’etere toscano, inviato al Festival), lo stilista Riccardo Rizieri ed altri. Pronostici sul vincitore, Sanremo come la politica italiana: vinca il peggiore… La consueta irruzione in trasmissione di “cavallo pazzo”: “il festival è truccato, lo vince…”

CHI E’ PIERO PELU’

di Cesare Borrometi 

piero pelùPiero Pelù nasce a Firenze il 10 febbraio 1962, proprio nel giorno in cui, al Casinò di Sanremo, si svolge la serata finale del 12° Festival della Canzone (che sarà poi vinto, tramite il Votofestival Enalotto, da Domenico Modugno e Claudio Villa). Secondogenito di Giovanni, medico radiologo di origine massese, già ad 8 anni comincia ad appassionarsi al rock e si fa regalare una chitarra acustica a 12 corde. Crescendo, comincia a coltivare (inevitabilmente, per quegli anni) un certo impegno politico e sociale, seguendo mode e modi “alternativi”, come usa allora. Si iscrive al Liceo Classico , dapprima al “Dante” e poi al “Michelangelo”, sempre a Firenze, e alterna il Greco e il Latino con il punk-rock, formando anche un complesso studentesco, “The Mugnons”, trattandosi di ragazzi residenti lungo il corso del torrente Mugnone. Dopo la licenza liceale, assieme a Ghigo Renzulli e ad altri tre amici forma i “Litfiba”, che debuttano a Settignano e poi cominciano a farsi conoscere, con impegno e perseveranza, in tutta la Toscana e in Emilia-Romagna. Nel 1982 vincono il Festival Rock di Bologna e nell’ ’83 suonano per la prima volta all’estero, esattamente a Rennes, in Francia. Nel 1984 ottengono finalmente un contratto discografico con una nuova etichetta indipendente, la I.R.A., dalla quale passeranno negli anni seguenti tutte le nuove leve del rock italiano. Pelù, da buon “frontman”, è l’inevitabile istrione-trascinatore del complesso (gli sono utili alcune esperienze formative che fa nel contempo come attore teatrale, vedi alcuni corsi di recitazione tenuti dal ben noto regista Orazio Costa Giovangigli) ed è merito soprattutto suo se i “Litfiba” diventano popolari tra i giovani italiani degli anni Ottanta, con tre album incisi in studio e due dal vivo. E’ poi la Compagnia Generale del Disco di Milano a prenderli sotto contratto, ma il momento di gloria si interrompe a causa di un doloroso evento: la scomparsa improvvisa del batterista di origine torinese Ringo De Palma, vittima della droga.
Il gruppo riparte e confeziona altri cinque interessanti dischi (tra cui la cosiddetta “Tetralogia degli elementi”) che abbracciano tutti gli anni Novanta, finchè Piero Pelù, per divergenze artistiche con l’amico Renzulli, abbandona i Litfiba e diventa solista. Incomincia bene, dapprima nel 1999 con la struggente “Il mio nome è mai più”, ballata pacifista interpretata a tre voci assieme a Jovanotti e a Ligabue, e poi, nel 2000, con il celeberrimo singolo “Toro loco”, che assieme alla di poco precedente canzone “Io ci sarò” figura nel primo lavoro da cantante, “Né buoni né cattivi”. Nel 2001 Raffaella Carrà invita Piero a Sanremo come ospite fuori gara del 51° Festival della Canzone: in quell’occasione, oltre a cantare “Toro loco”, il rocker fiorentino lancia un appello contro le mine antiuomo. I due successivi album di Pelù come cantautore sono “U.D.S. – L’Uomo Della Strada” del 2002 e “Soggetti smarriti” del 2004. Segue un cambio di casa discografica (dalla Warner alla Sony), sancito dall’album “In faccia”, dal quale viene estratto il singolo “Tribù”. Notevole in quel periodo l’attività di sensibilizzazione sociale da parte dell’artista, il quale si fa portavoce delle principali situazioni di miseria in cui vivono alcuni popoli dell’America Latina, dell’Asia e dell’Africa, aderendo a progetti di volontariato abbinati ad alcuni appositi eventi musicali. Nel 2007 Pelù è direttore artistico degli eventi culturali e musicali dell’Estate Fiorentina. L’anno dopo esce il disco “Fenomeni”, cui è anche legato uno spettacolo teatrale da lui stesso ideato e diretto assieme al regista Sergio Bustric.
Nel 2010, dopo oltre un decennio, Piero Pelù ridiventa il cantante solista dei “Litfiba”: dopo un paio d’anni di operazioni “revival” (raccolte anche in un doppio album dal vivo, “Stato libero”), l’ormai storico complesso fiorentino ritrova la propria voce ideale anche alle prese con canzoni nuove, raccolte appunto nel 2012 in un disco dal titolo “Grande nazione”. Poi, per tre edizioni consecutive, ecco il vivacissimo artista in veste di “coach” dei giovani aspiranti cantanti iscritti alla gara televisiva per nuove proposte della musica leggera “The Voice of Italy”, in cui ritrova Raffaella Carrà. Nel 2016 esce ancora un altro CD targato “Litfiba”, “Eutòpia”, dopodiché Pelù torna ad esibirsi da solo, facendo un’altra capatina al Teatro Ariston fuori gara, nel 2018, durante il primo dei due festival organizzati da Claudio Baglioni, duettando con quest’ultimo ne “Il tempo di morire”. Stavolta, A.D. 2020, Piero a Sanremo va “sul serio”, in gara, poco tempo dopo essersi sposato con la pianista e direttrice d’Orchestra Sinfonica lombarda Gianna Fratta ed essere anche diventato nonno grazie alla prima delle sue tre figlie, avute a coronamento di altrettante relazioni. Canterà “Gigante”: mai titolo risulta così appropriato, considerata l’importanza che l’artista fiorentino, da quasi quarant’anni in qua, riveste nella storia e nella diffusione del rock italiano “di protesta”.

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