Dodici grillini condannati stasera saranno difesi dall’avvocato Marco Travaglio, gli attivisti diranno che è un “complotto della magistratura”

Che strano popolo gli italiani: nel 1993 linciarono Bettino Craxi (tornato di attualità per via del film di Gianni Amelio) giustificando le tangenti del Pci e i finanziamenti sovietici, votarano in massa Forza Italia (molti avrebbero ammazzato Craxi ma votarono Berlusconi…) i postcomunisti, i leghisti che agitavano il cappio ma anch’essi coinvolti, seppur in misura marginale, erano appenati ma avevano intascato 200 milioni da Enimont (chi si ricorda di Patelli “il pirla”?). Poi continuarono a votare Di Pietro (a sua volta finito politicamente per inchieste giudiziarie), ma gli ultrà di Di Pietro continuano a difenderlo oggi, anche se, scomparsa l’Italia dei Valori, si sono gettati in massa verso i 5 Stelle, salvo poi negli ultimi mesi andare nella Lega di Matteo Salvini. Che strano popolo gli italiani avrebbero lapidato Craxi ma oggi giustificano, adulano, tifano per le attuali formazioni politiche. Ma si che sono le fondazioni di Renzi, il sistema Rousseau, Marcello Di Vito, i condannati 5 Stelle, i 49 milioni della Lega, i fondi russi della Lega, cosa da niente, tutti innocenti…
Dodici condanne e due assoluzioni per le cosiddette firme false del Movimento 5 Stelle di Palermo. La sentenza è stata emessa pochi minuti fa dal giudice monocratico di Palermo Salvatore Flaccovio che ha accolto in parte le richieste del pm Claudia Ferrara. Condannati anche gli ex deputati nazionali Riccardo Nuti, Claudia Mannino e Giulia Di Vita. Per loro il giudice ha deciso una condanna a un anno e dieci mesi. Un anno a Claudia La Rocca e Giorgio Ciaccio, Ex deputati Ars del M5S. Assolti Pietro Salvino e a Riccardo Ricciardi.
Gli imputati rispondevano, a vario titolo, di falso e della violazione della legge regionale che ha recepito il testo unico in materia elettorale. Alla sbarra cinque ormai ex esponenti all’epoca del Movimento 5 Stelle che nel frattempo hanno lasciato la politica: gli ex deputati Riccardo Nuti, Giulia Di Vita e Claudia Mannino, che sono stati sospesi dal comitato dei probiviri del M5s. Ecco di seguito le pene: Riccardo Nuti, Giulia Di Vita e Claudia Mannino condannati a un anno e 10 mesi, gli ex deputati regionali siciliani Giorgio Ciaccio e Claudia La Rocca condannati a un anno di reclusione. Samantha Busalacchi condannata a un anno e 10 mesi, Alice Pantaleone (un anno e 10 mesi), Antonio Ferrara (un anno e 10 mesi), Stefano Paradiso (un anno e 10 mesi). Giovanni Scarpello e l’avvocato Francesco Menallo condannati a un anno e 6 mesi di reclusione. Un anno di carcere per Giuseppe Ippolito.

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