Milano 2021: in vantaggio Beppe Sala, ma…

beppe sala bonacciniCircolano i primi sondaggi per le prossime elezioni milanesi, anche se manca ancora oltre un anno alla data del voto, tante cose potrebbero ancora accadere. Beppe Sala pare in vantaggio sia perché il centro destra non ha ancora deciso il proprio candidato, sia perché alcune forze politiche e civiche non si sono ancora ufficialmente dichiarate disposte a sostenere il sindaco uscente. Il primo dato che emerge è quello di un Sala stile Bonaccini: i milanesi (a differenza di molti italiani che votano simboli ed ideologie ormai vetuste) gradiscono l’operato del sindaco che potrà contare su molti voti disgiunti. Sala, inoltre, come Bonaccini, potrebbe avere in coalizione forze civiche e politiche non esistenti a livello nazionale o riottose ad alleanze con il centro sinistra, sempre a livello nazionale.  Il centro destra è in difficoltà la Lega di Matteo Salvini non ha mai sfondato nel capoluogo ambrosiano, escludendo l’exploit del 1993, non ha mai superato il 10%, anche se ora supera il 20%.  I post fascisti Msi-An-Fdi ugualmente non hanno mai avuto successo a Milano, che resta città antifascista e moderata, anche se pure il partito di Giorgia Meloni è in crescita, ma ciò a discapito di ras politici ex Forza Italia, e di elettori della Lega (la cosa non piace per niente a Matteo Salvini) nonché di elettori ex estremisti di sinistra, violentemente antifascisti, dipietristi, poi passati con i 5 Stelle e oggi disposti a votare i postfascisti. Ma anche per Sala vi sono alcuni ostacoli, anche se Milano guarda alle persone, bisogna ricordare al sindaco uscente che nel 2016 Stefano Parisi, scelto all’ultimo momento, perse per pochi voti. Dal 2016 circola a Milano una leggenda metropolitana: le elezioni nel 2016 non le vinse Beppe Sala, ma decise di perderle Stefano Parisi, non dialogando con alcune liste “minori”. Non è detto che tutte le liste “minori” si presentino (non è facile avere disponibilità di candidature da parte di cittadini che si lamentano dei “soliti politici”, poi quando è il momento di scendere in campo rinunciano preferendo delegare “i soliti politici”. Inoltre vi è una burocrazia pazzesca e una complicatissima e dispendiosa in energie raccolta firme per presentare una lista non esistente, oltre al fatto che alcune formazioni non hanno stretto alcun accordo né con il candidato sindaco Sala, né con il candidato sindaco del centro destra (Movimento 5 Stelle in primis). Ecco alcuni dati parziali e non certi, ma indicativi.

Centro destra

Lega 22%
Fratelli d’Italia 8%
Forza Italia 6%
Lista civica 1,5%
Moderati centro destra 1%
Cambiamo con Toti 1%

Candidato sindaco centro destra 37%

Centro sinistra

Pd 25%
Lista civica Sala 7%
Moderati per Sala 0,9%
Sinistra per Milano 3,1%
Italia Verde 1,9%
Più Europa 1,1%
Italia Viva 1,3%
Azione Carlo Calenda – Pli 1,7%

Beppe Sala sindaco 42%

Altre liste

Movimento 5 Stelle 2%/3%
Grande Nord 1$
Altra lista civica 2%
Socialisti 1%

 

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