Il Covid in Italia è più letale: morti ogni cento infetti, peggio solo Iran e Messico, ma a Milano e in Lombardia: tutto va bene Madama la Marchesa (Azzolina) riapriamo le scuole con lei il sindaco di Milano Beppe Sala

Una posizione di cui andare tutt’altro che fieri: l’Italia è al terzo posto nella graduatoria mondiale per tasso di mortalità dei casi Covid. Nel nostro Paese – come titola il sito web corriere.it – il virus è più «cattivo»: 4 morti ogni 100 casi. Numeri peggiori solo in Messico e Iran. In Germania la percentuale è dell’1,6. Tra le spiegazioni, l’anzianità della popolazione e l’efficienza del sistema sanitario. Lo scrive il Corriere della Sera e l’ha detto Rai3 non lo scrivo io, dedicato agli italioti che negli articoli si limitano e guardare le fotografie o solo il titolo e mettono manine per compiacimento. Accuse ai giornalisti di terrorismo, minacce e insulti a Il Giornale di Brescia, profili bannati, un clima d’odio alimentato da persone che sminuiscono il covid e vogliono fare i propri comodi, i politici? Fanno bene ad accontentarli, in Lombardia si vuole riaprire tutto, a Milano torna lo slogan “Milano non si ferma” non si è mai fermata la città laboriosa e produttiva ma anche piena di persone in giro non certo per lavoro e gravi motivi. Il governatore campano Vincenzo De Luca la pensa diversamente da fine settembre: voleva chiudere tutto per avere una situazione tranquilla a Natale, nessuno gli ha dato retta, anzi De Luca è stato minacciato. Ancora un clima d’odio, anche se De Luca, con il suo humor tipicamente campano, dichiara: “Oggi (18 novembre ndr.) c’è chi pensa ad al capitone per Natale, io dico: ma tu sei scemo o sei scemo?”.

Mettiamo un bavaglio ai giornalisti, lo dicono tutti coloro che vogliono farsi gli affari propri, lo dicono quando un giornalista annuncia i dati reali, invece si esaltano quando giornalisti di alcune emittenti generaliste nazionali ignorano i dati, sminuiscono e invitano (con politici conniventi che sono gli idoli di queste persone) alla libertà.

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