L’Unione Europea lavora per evitare la terza ondata, l’Italia invece lavora per prepararla

La Commissione U.E. invita a proseguire non solo con la DaD ma anche a prolungare le vacanze di Natale al fine di evitare la terza ondata di covid. In alternativa all’allungamento dello stop natalizio e di fine-inizio nuovo anno, sempre la Commissione europea auspica “un periodo di apprendimento a distanza, in modo da introdurre un periodo ‘cuscinetto’ ed evitare la diffusione dei contagi a scuola”, dopo le feste passate a casa. Secondo la Commissione, dunque, “sarà importante” che le autorità comunichino “la data del rientro a scuola con anticipo”, chiedendo a educatori e famiglie con bambini di tornare a casa per tempo ed evitando così di trasformare la scuola in una fonte di contagio che potrebbe contribuire ad una terza ondata.

Insomma, da Bruxelles non sembrano affatto convinti che il Covid-19 possa essere vinto, temono evidentemente una terza ondata. E l’attuale costante calo di contagi della seconda ondata non deve illudere.

Fin dalla fine del mese di settembre-inizio ottobre nel corso della trasmissione radiofonica L’angolo della scuola le professoresse Marika Cassimatis (nostra corrispondente dalla Liguria) ed Eleonora Melidoni (nostra corrispondente dalla Campania), segnalavano la pericolosità della riapertura delle scuole, il virologo Massimo Galli sosteneva che la riapertura delle scuole sarebbe stata la causa principale della seconda ondata del covid. Solo il governatore della Campania Vincenzo De Luca ci ascoltava e optava per la sofferta decisione di optare per la didattica a distanza, lo seguiva (parzialmente) il governatore pugliese Michele Emiliano, e a poco a poco, sempre parzialmente, altri Presidenti di Regione (Attilio Fontana, Giovanni Toti ecc.). La ministra Azzolina faceva la guerra ai Presidenti di Regione, finalmente il premier Conte optò anch’egli per tale decisione, tardivamente ma ormai il danno era fatto. Nonostante ciò la ministra con alcuni sindaci che “parlano a capocchia” (espressione di Vincenzo De Luca) volevano riaprire le scuole con il 9 dicembre, i primi cittadini venivano fermati dalla conferenza delle Regioni. Ora nonostante il monito U.E., la ministra e i sindaci, uno in modo particolare, vogliono riaprire le scuole il 14 dicembre per fini elettorali, per avere voti (ad aprile si vota nelle grandi città) giocando sulla vita dei cittadini. Viva l’Italia! Viva la Lombardia (epicentro dei contagi), Viva Milano che “non si ferma” e che da capitale morale d’Italia è diventata capitale del covid.

L’angolo della scuola, la prima (ed unica) trasmissione radiofonica interamente dedicata al mondo della scuola, siamo in onda dal 1990,

Il promo

Sabato 5 dicembre alle ore 22 su Hemingway in onda L’angolo della scuola

per ascoltarci cliccate http://www.radiohemingway.net

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