Beppe Sala lascia fare di tutto a Milano ha solo bisogno di voti. Cosa aspetta a chiedere la zona rossa?

A Linea Notte (Tg3) Maurizio Mannoni si domanda come mai Beppe Sala non chiede la zona rossa per gli assembramenti in città, il giornalista Mario Sechi, acuto analista lo spiega: “il sindaco sostiene che i cittadini escono in base a ciò che consentono le norme”. Sala ha il governo amico (chiarissimo che i 5 Stelle lo sosterranno a Milano, se non al primo turno, gioco delle parti pirandelliano, al secondo turno. Sala cerca aiuto dai 5 Stelle, e lascia che sia il governo a prendere decisioni impopolari ma sagge. Anche in merito alla chiusura delle scuole ricordiamo che Sala (gli educatori comunali sono fuoriosi) ha sconfinato in cose non sue: “la scuola prima di tutto” ed è andato oltre la ministra Azzolina è stato lui l’artefice della possibilità della riapertura delle scuole il 9 dicembre, poi non attuatasi per l’intervento dei governatori di Regione, compreso il governatore della Regione Lazio tale Nicola Zingaretti…. Sala ha mal digerito la scelta del governatore lombardo Fontana di optare per la didattica a distanza, ciò di testa sua o malconsigliato da docenti che danni non insegnano ma sono imboscati nei palazzi del potere.

Altri giornalisti indipendenti e alcuni di sinistra obiettivi (cosa rara) criticano l’ennesima infelice sortita del sindaco di Milano. Sala ha solo bisogno di voti di cittadini irresponsabili (ma il più irresponsabile è lui) per il consenso elettorale gioca con la vita delle persone. E quindi l’uomo di “Milano non si ferma”, “la scuola, i teatri, la cultura prima di tutto” (ma cosa ha mai fatto in quattro anni per scuola, teatro e cultura se non piazzare servi sciocchi di partito) prima della salute dei cittadini. Ma il sindaco è andato fuori di senno? Quella di oggi è la quarta uscita a “capocchia” (espressione di Vincenzo De Luca), sempre sui social con i suoi lecchini (aspiranti candidati in consiglio comunale) che lo adulano. Perchè non prende le distanze da un suo collaboratore che ha più volte dichiarato: “il personale scolastico è fatto da parassiti”, “i ragazzi devono socializzare” (non studiare), “in Europa nessuno ha chiuso le scuole” (non è vero) ed altre cose inenarrabili che al momento opportuno se il sindaco non prenderà le distanze da questa persona (e da altri, lmboscati da anni in politica), verranno tirate fuori con tanto di prove. Milano non si ferma. Beppe stai sereno.

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