Milano il sindaco Sala dichiara: “Se perdo mi trovo un lavoro ma resterò in consiglio comunale”

Indro Montanelli quando Amintore Fanfani si ripresentava a sorpresa scriveva “a rieccolo”. Beppe Sala? A rieccolo. Oggi ha dichiarato: “Se perdo mi trovo un lavoro, ma resto in consiglio”. Con questa sua dichiarazione il sindaco si rivela (sempre stato così) più intelligente dei suoi ultras che dal giorno di Sant’Ambrogio già annunciano la vittoria di Sala al primo turno… Sala comunque nella sua vita ha sempre lavorato, non è mica come la quasi totalità dei grillini che non hanno mai lavorato, grillini ai quali egli strizza l’occhio per avere i loro voti (al ballottaggio, si io e Sala siamo convinti che ci sarà ballottaggio, altri continuano a darlo vincente al primo turno). Vero è che il centrodestra non ha ancora annunciato il proprio candidato, che ci sono almeno altri 7 candidati minori (a parte colui che sarà il candidato del Movimento 5 Stelle, si presume non Stefano Buffagni, troppo visibile e preparato, meglio candidare una figura incolore favorendo così l’amico Beppe). Gli altri candidati minori sono nascosti dai grandi media, alcuni poi non hanno ancora accettato offerte provenienti da forze politiche autonome perchè preoccupati per il covid. Altre formazioni minori stanno decidendo il proprio candidato e si parla anche di coalizione alternativa a destra e sinistra, una sorta di federazione fra liste autonome. Beppe Sala è al lavoro (o chi per lui) per la costituzione di liste civiche, cerca l’appoggio di alcuni moderati (sua lista personale), dei giovani (lista dei giovani), di sinistri (affidata a Paolo Limonta), pare anche di altre due liste, una affidata a suoi fedelissimi (o sedicenti tali) e (fantapolitica?) una lista di civici puri. Sala cerca anche il consenso degli elettori 5 Stelle, degli stessi 5 Stelle (non si sentono più critiche ad esponenti grillini del governo, in primis la ministra Azzolina fino alla scorsa estate definita da Sala “incompetente”….) dei Verdi (fino a pochi mesi fa considerati irrilevanti data la bassissima percentuale che i sondaggi attribuivano alla formazione politica ambientalista che, secondo Milano Today, appoggerebbe Sala) e dei radicali. Vi è poi il possibile (non certo) appoggio a Sala di Italia Viva e di Azione di Calenda (voti provenienti dal Pd e formazioni politiche di fatto inesistenti a Milano). Sala è in piena campagna elettorale e cerca il consenso di categorie di cittadini, pensa al post covid, ormai è certo che il covid finirà? Beh prima o poi finirà ma quando non si sa. Provvedimenti insensati e irresponsabili da parte di alcuni politici, soprattutto da parte di chi governa (chi è all’opposizione resta all’opposizione limitandosi a fare dichiarazioni demagogiche ma non avendo alcuna responsabilità) potrebbero aumentare il numero di infetti, contagiati e ricoverati in terapia intensiva e tardare l’uscita dall’emergenza covid. Le stesse elezioni amministrative previste a maggio potrebbero essere rimandate, cosa di buon senso, per chi crede ai virologi e non a politici,

E’ ancora troppo presto per fare previsioni, anche se Sala è in piena campagna elettorale. L’elettorato milanese è anomalo rispetto al resto d’Italia, intanto ha a volte cambiato il voto, poi guarda alla figura del candidato sindaco e ai singoli candidati, è alieno (a parte i soliti ultras minoritari in città) da alchimie e bizantinismi politici. Nel 2016 non c’era il covid, vi erano ben 11 candidati sindaco contro Sala, 9 riuscirono a raccogliere le firme, il Movimento 5 Stelle non andò oltre il 10% (a livello nazionale prese il 33%) ma oggi si presume sia fra il 3 e il 4% (stando ai sondaggi). Sala allora dato per favorito al primo turno superò Parisi per soli 5000 voti e al ballottaggio vinse per soli 3000 voti. Il sindaco Sala ha i piedi per terra rispetto ai suoi ultras, persone che mendicano una candidatura. Sala sa che, pur essendo il sindaco uscente e il più noto, la situazione può essere analoga al 2016, con l’aggravante però del covid, certe uscite “a capocchia” (espressione di Vincenzo De Luca) del primo cittadino non lo aiutano, chi governa perde consensi, e, autogol clamoroso, cercando di avere voti facendo alcune dichiarazioni perde altri voti. Comunque continua il lavoro del sindaco per avere il maggior numero di consensi, nel 2016 vinse perchè riuscì a unire tutti, anche l’impossibile. Per ora si sta muovendo bene elettoralmente vediamo se riesce ad accorpare anche i pirati, i civici puri, partiti storici della prima e seconda Repubblica (liberali, socialisti, democristiani), federalisti, estrema sinistra, umanisti ecc. e poi (come siamo strani a Milano) anche qualcuno che in città si diverte a far perdere qualcuno, e, di converso, a far vincere qualcuno altro. Ma in città oggi c’è poco da ridere visto l’alto numeri di contagiati, morti e ricoverati in terapia intensiva, anche questo fattore (non certo attribuibile al sindaco, anche se pure il primo cittadino ha le sue responsabilità) sarà determinante.

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