Pino Donaggio intervistato da Massimo Emanuelli e da Fabio Rosati il podcast

Martedì 26 gennaio 2021 alle ore 11 su Radio Blu Italia ospite della trasmissione Stile italiano la storia della canzone italiana raccontata dai suoi protagonisti sarà il Maestro Pino Donaggio. Donaggio sarà intervistato da Massimo Emanuelli e Fabio Rosati.

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Giuseppe Donaggio, così si chiama all’anagrafe, nasce a Burano (Venezia) il 24 novembre 1941 la madre lo partorisce a casa della nonna come si usava allora. Dopo una settimana a a vivere a Venezia, precisamente a Rialto in calle del Figher. La sua è una famiglia di musicisti (il padre Italo era un musicista che aveva collaborato con Sergio Endrigo, gli zii suonavano nei caffè di piazza San Marco), all’età di 10 anni inizia a studiare il violino al Conservatorio Benedetto Marcello di Venezia e poi al Giuseppe Verdi di Milano, collabora con Claudio Abbado che lo vuole nell’orchestra I Solisti di Milano. Successivamente collabora con I Solisti Veneti diretti da Claudio Scimone esibendosi al Teatro Olimpico di Vicenza. e in altri teatri lirici italiani ed europei. A metà degli anni ’50 scrive alcune canzoni per altri cantanti, scopre il rock and roll grazie a Bruno Pallesi arriva alle Edizioni Curci e nel 1959 incide Ho paura/Mia Laura e Angelica/La notte verrà; nel 1960 partecipa al Festival della sei giorni della canzone di Milano ed incide: Dormi fra le mie braccia, Mi piace vivere così, Sera d’inverno, Non ti posso lasciare. Nel 1961 debutta al festival di Sanremo con Come sinfonia brano che sarà poi portato al successo anche da Mina, sul retro vi è Il cane di stoffa, altri brani incisi nel 1961 sono Tu sai, Pera matura, Benvenuti a Venezia e Il mio sotterraneo, brano con il quale partecipa a Canzonissima 1961. Nel 1962 partecipa al Burlamacco d’Oro con La ragazza col maglione, incide anche Scusa tanto, Saint Tropez, Vestito di sacco, Archimede Pitagorico, esce anche il suo primo album intitolato semplicemente Pino Donaggio. Torna a Sanremo nel 1963 dove presenta, con Cocky Mazzetti, Giovane giovane un twist che arriva al terzo posto ed otterrà un discreto successo. Gli altri singoli usciti nel 1963 sono Il domani è nostro, Un’isola per gli innamorati e La scaletta. Nel 1964 partecipa al Festival di Pesaro e a Un Disco per l’estate (con Quando è sera) e torna per la terza volta al Festival di Sanremo con Motivo d’amore, cui seguono l’album omonimo e i singoli Non vado a quella festa e Capirai. Nel 1965 torna al Festival di Sanremo presentando Io che non vivo (senza te), pur non vincendo il brano ottiene uno strepitoso successo, ancora oggi è il brano più noto e venduto (80 milioni di copie) di Donaggio. Gigi Vesigna sosteneva che Io che non vivo, dopo Volare, è la più bella canzone di tutta la storia del Festival di Sanremo. Presentato in seconda esecuzione da Jody Miller, il brano fa il giro del mondo inciso anche da Dusty Springfield, Elvis Presley (You Don’t Have to Say You Love Me) e, successivamente da Shelby Lynne, Guido Relly, Cher, Mina, Bobby Solo, Luis Miguel, Milva, I Ricchi e Poveri, Jimmy Fontana, Letizia Mongelli, Marcella Bella, Fausto Leali, Patrizio Buanne, Claudio Baglioni, Francesco Renga, Massimo Ranieri, Il Volo, Gianna Nannini, Chiara Civello, Red Canzian, Fausto Papetti, Little Tony, Boy George, Claudio Baglioni, Modà, Dori Ghezzi, Morgan, Alessandra Amoroso. Il brano ha avuto numerose versioni in tutto il mondo (ricordiamo anche quella dei Wall street crash e una versione disco music), è stato usato anche nel film di Luchino Visconti Vaghe stelle dell’orsa ed è entrato nel repertorio discografico delle grandi orchestre, come quelle di Frank Pourcel, di  Paul Mauriat e di Raymond Lefèvre. Sempre nel 1965 esce l’album Pino Donaggio e presenta a Un Disco per l’estate Pensa solo a me, escono anche i 45 giri Sulla sabbia, Un amore e Sono nato con te. Nel 1966 è ancora in gara a Sanremo con Una casa in cima al mondo, senza bissare il successo dell’anno precedente, e a Un disco per l’estate con Svegliati amore. Il 1967 lo vede ancora in gara al Festival di Saremo (Io per amore), a Un disco per l’Estate (Un brivido di freddo) mentre al Festival delle Rose presenta Gianni. Nel 1968 Donaggio partecipa a ben tre manifestazioni: Festival di Sanremo (Le solite cose), Un disco per l’Estate (Il sole della notte) e Canzonissima, ma il suo successo commerciale è in calo. All’inizio degli anni ’70 cambia casa discografica passando dalla Columbia alla Carosello e tenta una riscossa all’inizio degli anni ’70 con Concerto per Venezia e tre altre partecipazioni al Festival di Sanremo (Che effetto mi fa, L’ultimo romantico, Ci sono giorni, rispettivamente 1970, 1971 e 1972). Nel 1973 la svolta: Donaggio decide di iniziare a scrivere colonne sonore per film il primo brano scritto per il grande schermo è per il thriller A Venezia… un dicembre rosso shocking di Nicolas Roeg, quindi è la volta delle colonne sonore di Corruzione a Palazzo di giustizia per la regia di Marcello Aliprandi e Un sussurro nel buio sempre per la regia di Aliprandi. Dopo un fugace ritorno alla musica leggera nel 1976 con l’album impegnato Certe volte (realizzato con la collaborazione di Massimo Bubola e Tullio De Piscopo, album che contiene anche Mario, poi portata al successo da Enzo Jannacci), Donaggio viene contattato da Brian De Palma che gli chiede di realizzare le musiche per il suo film Carnie, lo sguardo di Satana. Ha inizio uno dei sodalizi più celebri nella storia del cinema: Vestito per uccidere, Blow out, Omicidio a luci rosse, Doppia personalità sono alcuni dei fIlm di De Palma con le musiche di Donaggio. Comincia a questo punto la seconda fase della carriera di Donaggio che realizza colonne sonore per registi quali Dario Argento (Trauma), Lauren Bacall, Joe Dante, Liliana Cavani, Tinto Brass, Claudio Fragasso, Lucio Fulci, Carlo Vanzina, Roberto Benigni, Massimo Troisi, Renato Pozzetto, Carlo Verdone, Luca Verdone, Giuseppe Ferrara, Cinzia Th. Torrini, Ruggero Deodato, George A.Romero, Michele Soavi, Josè Maria Sanchez, Terence Hill, Michele Placido, Pupi Avati, Maurizio Zaccaro.

Donaggio lavora anche per la televisione realizzando colonne sonore per il piccolo schermo Blindati regia di Claudio Fragasso, Il maresciallo Rocca 3, Commesse 2, Don Matteo, Guido che sfidò le brigate rosse, Il grande Torino, Joe Petrosino, Milano Palermo – il ritorno (nomination ai David di Donatello 2008 per la miglior colonna sonora), Raccontami, Ho sposato un sbirro, La donna che ritorna, Un passo dal cielo, Un passo dal cielo 2, La grande rabbia, Dove non ho mai abitato, Mare di grano, Domino.

L’11 febbraio 2015 Pino Donaggio è ospite della seconda serata del Festival di Sanremo condotto da Carlo Conti e riceve il Premio alla Carriera Festival di Sanremo, nel febbraio 2018 viene scelto come presidente della giuria di esperti del Festival di Sanremo dal direttore artistico Claudio Baglioni. Nel 2019 ha ricevuto il Premio Tenco alla carriera.

Il promo

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